Esteri
la teoria degli scienziati

Il Covid in Giappone non si vede (quasi) più. Il virus si è autosabotato?

Contagi e decessi ridotti all'osso, il virus pare ormai estinto. Come è possibile? I ricercatori nipponici hanno una spiegazione.

Esteri 25 Novembre 2021 ore 14:58

In Giappone il virus si è "autoestinto"? I numeri di contagi e decessi si contano sulle dita della mano, da ottobre nel Paese del Sol Levante pare che il Covid sia evaporato. Per gli scienziati si tratta di un vero rompicapo, che si somma alla bassa incidenza del coronavirus anche in Africa (di cui avevamo già parlato qui)

Che fine ha fatto il Covid in Giappone?

Fra i numerosi paradossi tutti nipponici anche quello relativo al vaccino: in uno degli Stati che ne ha meno fiducia - al punto da non rendere obbligatori neppure quelli tradizionali per i bambini - si ravvisa una percentuale altissima di vaccinati contro il Covid: più dell'80% dei cittadini. Numeri apprezzabili, senza dubbio, ma che da soli non bastano a giustificare la misteriosa sparizione del Covid.

La comunità scientifica si interroga e - come già successo con la remissione della Sars ormai quasi una ventina di anni fa - torna in auge la teoria di un particolare enzima - del quale sarebbero dotati i cittadini asiatici - che sarebbe in grado di resistere (e sconfiggere) i virus Rna. Ma questa spiegazione non porterebbe comunque a una chiarificazione: l'enzima in questione, infatti, è presente anche in coreani e cinesi, ma il copione per loro non risulta similare.

Le possibile spiegazioni scientifiche

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Genetica e dell’Università di Niigata sostiene che la variante Delta potrebbe essere sparita a causa di un eccesso di mutazioni che l’avrebbe portata ad “autoestinguersi”. Si sarebbe quindi eliminata da sola, in modo naturale. Tutti i virus mutano e nella maggior parte dei casi ciò porta dei vantaggi ai patogeni, che diventano più contagiosi o aggressivi.

In alcune rare circostanze può però succedere che i cambiamenti che si verificano durante il processo di replicazione virale si rivelino controproducenti. A causa di questi “errori”, il virus diventa incapace di replicarsi, andando incontro a un’inevitabile scomparsa. I ricercatori ritengono che in Giappone la variante Delta potrebbe essere andata incontro a un destino simile.

I ricercatori ritengono insomma che Delta avrebbe accumulato troppe mutazioni a carico della proteina nsp14, responsabile della correzione degli errori di copiatura durante la replicazione virale. Il suo malfunzionamento avrebbe determinato l’autodistruzione dell’agente virale. Al momento questa sarebbe l'unica spiegazione razionale per l’estinzione naturale del patogeno.

Lo scenario è replicabile?

Secondo gli scienziati nipponici la variante Delta potrebbe andare incontro a un simile destino anche in altre parti del mondo. Si tratta però di uno scenario meno probabile, considerando che all’estero è stato riscontrato un numero di mutazioni a carico di nsp14 minore di quello osservato in Giappone.