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Guerra in Ucraina: Putin cambia strategia, ora non vuole più conquistare Kiev

Un cambio di prospettiva per chiudere la faccenda entro il 9 maggio, ma che fa presagire nuovi attacchi devastanti nella zona Est del Paese.

Guerra in Ucraina: Putin cambia strategia, ora non vuole più conquistare Kiev
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L'obiettivo reale di Vladimir Putin è ed è sempre stato il Donbass. Tanto da far ipotizzare che l'offensiva su Kiev fosse soltanto un diversivo per disperdere le forze di difesa ucraine e avere maggiore margine di manovra nella zona a Sud-Est dell'Ucraina.

Uno scenario che diventa ancora più plausibile oggi, con i russi che - secondo quanto afferma il Pentagono - starebbero abbandonando la Capitale. E anche l'attacco alla stazione ferroviaria di Kramatorsk, nell'oblast di Donetsk, potrebbe esserne una testimonianza.

Putin cambia strategia, la Russia non vuole più Kiev

A spiegare la situazione è il Capo difesa del Pentagono Lloyd Austin:

"Putin pensava di conquistare l'Ucraina in fretta. Ma ora, visto che non è andata così, si sta concentrando sulle zone a Est e a Sud del Paese". 


Anche l'Intelligence del Regno Unito ha fatto sapere che l'esercito russo avrebbe abbandonato le zone a Nord del Paese, trasferendo le proprie forze nel Donbass.

Gli Usa inviano nuove armi

Intanto gli Stati Uniti inviano nuove armi agli ucraini: oltre 1.400 missili Stinger, 5.000 Javalin anticarro e centinaia di droni. Mentre il Cremlino ammette per la prima volta di aver subito perdite significative durante "l'operazione militare" in Ucraina.

Quanto durerà ancora la guerra?

Il fatto che i russi si stiano ritirando da Kiev da un lato potrebbe essere un segnale positivo, che darebbe speranza di una breve conclusione del conflitto (c'è sempre la data del 9 maggio che "balla": secondo molti Putin chiuderà comunque l'offensiva entro quel giorno, in cui ricorre la Festa della vittoria, dedicata alla fine della Seconda guerra mondiale, con tanto di parata in Piazza Rossa). E l'escalation di violenza degli ultimi giorni potrebbe supportare questa versione. E anche far temere attacchi ancora più devastanti nei prossimi giorni.

A sostenere questa tesi anche il presidente francese Emmanuel Macron:

“È quasi sicuro che per Putin la data del 9 maggio debba essere il giorno per l’annuncio della vittoria e dunque credo che i russi concentreranno le loro forze nel Donbass, dove nei prossimi giorni e nelle prossime settimane dovremo vedere delle scene molto difficili”.

Ma, attenzione, non è così scontato. Lo sa bene anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, che in una recente riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza, ha sottolineato che  la guerra potrebbe durare mesi o anni, con conseguenze devastanti:

"Abbiamo visto la brutalità, abbiamo visto la volontà del presidente Putin nell’ usare la forza militare per raggiungere i suoi obiettivi”.

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