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100% over 65

Ecco lo Stato più vaccinato del mondo (e come ci si vive, bene)

In Portogallo si allentano anche le maglie delle restrizioni: è considerato il primo Paese "post Covid".

Ecco lo Stato più vaccinato del mondo (e come ci si vive, bene)
Esteri 30 Ottobre 2021 ore 09:21

E' il Portogallo lo Stato con più vaccinati al mondo contro il Covid. Non l'efficiente Germania, non i virtuosi e civili paese scandinavi bensì lo Stato lusitano, che vanta il 100 per cento degli over 65 immunizzati e l’86,9 per cento dell’intera popolazione inoculata. Quasi tutti gli over 50 hanno ricevuto entrambe le dosi di siero, il 95 per cento della fascia dai 25 ai 49 anni è immunizzato e l’88 per cento di quella 12-17. Una campagna vaccinale senza pari in nessun altra parte del mondo, che consente ai cittadini portoghesi di iniziare a respirare normalità, allentando le restrizioni.

Il Portogallo è lo Stato più vaccinato del mondo

Le vittime del Covid, che lo scorso gennaio erano 300 al giorno, sono scese a 5; si segnalano poco più di 300 contagi giornalieri e una sessantina di pazienti in terapia intensiva. E, di conseguenza, si allentano anche le maglie delle restrizioni in quello che viene considerato il primo paese "post Covid", anche se la cautela resta d'obbligo e il green pass rimane in gioco per alcune attività specifiche, così come l’uso della mascherina sui mezzi pubblici.


Pochi no vax

Il fautore di questa efficiente campagna vaccinale è l'ammiraglio Henrique Gouveia e Melo che ha assunto l’incarico "in corsa" riorganizzando velocemente la campagna vaccinale collaborando con esperti di strategia militare per allestire circa 300 centri di vaccinazione dove le dosi somministrate sono arrivate fino a 154mila al giorno. Nulla però poteva fare una buona organizzazione nel momento in cui i cittadini non fossero stati convinti di sottoporsi alla vaccinazione: i cortei no vax, infatti, sono stati pochissimi.

"I tassi di vaccinazione in Portogallo sono tradizionalmente alti, la gente qui ha fiducia nelle autorità sanitarie" spiega Ana Nunes De Almeida, sociologa dell’Università di Lisbona alla radio svizzera Rts: "Siamo un paese povero, abituato a sopravvivere con l’aiuto reciproco. I giovani hanno relazioni strette con i nonni e hanno sentito che è importante vaccinarsi per proteggere i più anziani, diversamente da altre realtà europee".

Risultato? Sparito il green pass per entrare in ristoranti, stabilimenti turistici, alberghi, bingo, casino, palestre, terme e spa. Eliminato anche il numero massimo di commensali a tavola nei ristoranti, di clienti all’interno dei negozi, di partecipanti a spettacoli culturali e di invitati a matrimoni e battesimi. Ma al contrario del Regno Unito non si tratta di un liberi tutti indiscriminato: il green pass, infatti, resta attivo per l’accesso in discoteca, per i viaggi aerei o marittimi, per le visite in ospedale o in case di riposo, per partecipare a grandi eventi culturali e sportivi. Inoltre la mascherina resta obbligatoria sui mezzi pubblici e nei luoghi al chiuso. A dimostrazione della volontà delle istituzioni di andarci con i piedi di piombo le parole della ministra della Salute Marta Temido:

"Abbiamo raggiunto dei buoni risultati, ma non abbiamo ancora trovato la soluzione miracolosa al problema".

Al ministero della Salute, il segretario di stato aggiunto Antonio Lacerda Salès, una delle figure chiave per la gestione della crisi Covid, rimarca:

"Dobbiamo restare molto attenti all’evoluzione della pandemia, perché resta una grande incertezza...abbiamo appena iniziato una nuova normalità, ma in modo cauto, graduale e progressivo".

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