Esteri
paese che vai...

Ecco come vengono trattati i No vax all'estero (dove aumentano i focolai)

Da Singapore che non paga le spese sanitarie a coloro che hanno rifiutato il vaccino ad Austria e Lettonia che riservano il lockdown solo ai non vaccinati.

Ecco come vengono trattati i No vax all'estero (dove aumentano i focolai)
Esteri 16 Novembre 2021 ore 11:56

In Italia i No vax sono nel pieno di quella che hanno battezzato come una battaglia di libertà contro la cosiddetta dittatura sanitaria. Ovviamente il fenomeno dei resistenti al vaccino non si limita al nostro Paese - come dimostrano anche gli ultimi disastrosi dati sulla quarta ondata Covid in Europa - quel che è certo, però, è che al momento, come rammentato dal ministro della Salute Roberto Speranza, in Italia se ti ammali di Covid e sei No vax ti viene garantita assistenza medica gratuita al pari di coloro che si sono immunizzati. Inoltre, se ci si sottopone a tampone regolarmente, si ha diritto ad esibire il Green pass e nessuna attività risulta preclusa. Insomma: libertà di non vaccinarsi e medesimo diritto di accesso alle cure.

Unica moneta di scambio richiesta è quella di tenersi monitorati mediante tamponi, anche e soprattutto nel rispetto della salute pubblica essendo nel pieno di un'epidemia mondiale. Richiesta che però viene percepita come una gravissima coercizione dall'esercito del No vax e No Green pass, che da mesi manifesta indefessamente, arrivando a paragonare il loro status a quello dei deportati nei lager. Ma come si stanno muovendo negli altri Paesi nei riguardi dei No vax? Tra lockdown destinati soltato a coloro che non si sono vaccinati, cure mediche a pagamento per chi ha rifiutato l'inoculazione e gogna sociale, forse forse in Italia va ancora di lusso...

No Vax: il modello Austria e Singapore

Senza andare troppo lontano, nella vicina Austria - in cui il numero di cittadini No vax è in proporzione molto più alto rispetto alla nostra penisola, non a caso si è parlato di epidemia dei non vaccinati - è scattato da una settimana il lockdown duro soltanto per coloro che non si sono immunizzati. Ingresso vietato in bar, ristoranti, parrucchieri, eventi al chiuso ma anche negli impianti da sci. Risultato? Il lockdown dei non vaccinati sta dando i suoi risultati con un aumento delle immunizzazioni, ha detto il premier austriaco Alexander Schallenberg, nella giornata di ieri, 15 novembre 2021.

"Dopo gli sviluppi degli ultimi giorni, l'aumento delle persone nei centri di vaccinazione dimostra che la nostra minaccia, associata alle restrizioni, ha funzionato".

I circa due milioni di austriaci non immunizzati possono lasciare le loro case solo per il lavoro, acquisti di prima necessità e attività motorie. Il governo mette in atto controlli serrati con multe di 500 euro per i cittadini e 3.600 euro per gli esercenti.

Ancor più tranciante, spostandosi in Germania, il presidente della Turingia Bodo Ramelow (regione con un alto numero di No vax) che ha chiarito nelle scorse settimane che chi non si è protetto con il vaccino non può contare sul fatto di venire accolto nelle terapie intensive. Quel momento pare spaventosamento vicino dato che nelle terapie intensive i posti letto sono agli sgoccioli.

Anche Singapore ricorre a una politica di tolleranza zero: da dicembre 2021 le autorità smetteranno di pagare le spese mediche dei pazienti affetti da coronavirus che hanno rifiutato di vaccinarsi. Una stretta giudicata necessaria perché la piccola città -Stato sta fronteggiando la peggiore ondata di Covid dall’inizio della pandemia. Le spese mediche per i non idonei alla vaccinazione, inclusi i bambini sotto i 12 anni, resteranno invece a carico del governo.

I maori contro i No vax: "Non usate il nostro haka"

A dimostrazione che le posizioni Pro vax vs No vax non sono soltanto legate a motivazioni logistiche di stretta sopravvivenza c'è la presa di posizione dei maori della Nuova Zelanda. La tribù che possiede i diritti sull'haka “Ka Mate” ha intimato ai manifestanti no-vax di smettere di eseguire il famoso rituale durante le loro manifestazioni. Ngati Toa, una tribù o iwi in maori, è riconosciuta dalla legge neozelandese come la custode culturale della “Ka Mate”, che ha avuto un ruolo di primo piano nelle recenti proteste contro le restrizioni legate al coronavirus.

"Ngati Toa condanna l'uso della haka Ka Mate per promuovere messaggi contrari alla vaccinazione anti-Covid-19", ha detto in una nota la tribù, con sede appena fuori Wellington. "Insistiamo affinché i manifestanti smettano immediatamente di usare il nostro taonga (tesoro culturale)".

Insomma, con questa mossa è chiaro anche da che parte stanno i maori.

Europa flagellata

Negli ultimi giorni, in Europa, la situazione epidemiologica sta ulteriormente peggiorando. Molti Paesi si ritrovano con il sistema sanitario già al collasso e i contagi al galoppo. Secondo quanto segnalato dall’Organizzazione mondiale della Sanità si tratta dell'unico continente al mondo in cui sia i contagi sia i decessi sono in costante aumento, per la sesta settimana consecutiva.

È considerata “molto preoccupante” dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) la situazione in Belgio, Polonia, Paesi Bassi, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria e Slovenia, mentre è ritenuta "preoccupante" in Germania, Austria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Romania e Slovacchia.

Balzo preoccupante per l'Olanda: 12mila contagi di media nell'ultima settimana, rispetto agli 8mila deI 7 giorni precedenti, hanno convinto il governo a ripristinare una serie di restrizioni per tre settimane. Tra le misure messe in campo la chiusura di bar e ristoranti alle 20 e dei negozi di beni non essenziali alle 18. Via anche i tifosi dagli stadi. Ampliato l'elenco di luoghi in cui è necessario mostrare il green pass.

Da ieri, lunedì 15 novembre 2021, la Lettonia sposa il modello austriaco. Il lockdown, iniziato il 21 ottobre scorso per tutti, proseguirà solo per quanti non hanno ricevuto il vaccino.

L'Italia resta con Malta, Svezia e Spagna a un livello di "bassa preoccupazione". Ma, c'è una ma, a proposito della Spagna, che proprio nelle ultime ore si trova a fronteggiare un fiammata dell'epidemia. Il ministero della Salute spagnolo ha confermato 9.798 nuovi contagi e 43 morti per complicanze legate al coronavirus nelle ultime 24 ore. Inoltre sale a 82 casi ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni l'incidenza del Covid-19 in Spagna. La comunità con il più alto tasso di casi è quella di Navarra, seguita dai Paesi Baschi e dalla Aragona. A essere maggiormente contagiati sono i bambini che hanno meno di 11 anni e per i quali non sono ancora stati autorizzati i vaccini. El Paìs segnala il caso della comunità valenciana, dove sono stati superati i mille contagi da Covid per la prima volta dal 30 agosto.
Italia e Spagna sono tra le nazioni con la più alta copertura vaccinale. In Spagna la percentuale di popolazione over 12 totalmente vaccinata è dell'89% (il 79% della popolazione complessiva) e, come chiarito, la maggior parte dei contagi riguarda i bimbi non immunizzati.