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Diplomatici italiani espulsi dall’ambasciata in Russia. Tajani: “Plateale ritorsione” (e Mosca conferma)

Un provvedimento avvenuto a meno di due settimane dall'espulsione di due addetti militari dall'ambasciata russa in Italia, ritenuti responsabili di attività di spionaggio nell'inchiesta della Procura di Roma

Diplomatici italiani espulsi dall’ambasciata in Russia. Tajani: “Plateale ritorsione” (e Mosca conferma)

La risposta della Russia non ha tardato ad arrivare. A meno di due settimana dalla decisione del nostro Governo di espellere due addetti militari dell’Ambasciata russa in Italia, ritenuti responsabili di attività di spionaggio emerse in un’inchiesta della Procura di Roma, anche Mosca ha fatto la sua parte.

L’addetto militare all’ambasciata italiana e un suo collaboratore, nella giornata di lunedì 20 luglio 2026, sono stati espulsi dalla Russia. Un provvedimento che secondo Antonio Tajani, ministro degli Esteri, rappresenta una “ritorsione” giunta “senza una motivazione precisa“.

“La Federazione russa ha espulso, senza motivo, l’addetto militare italiano a Mosca con un suo collaboratore – ha scritto il Vicepremier sul suo profilo X – Si tratta di un atto di plateale ritorsione per l’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi, loro sì colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio ai danni della nostra sicurezza nazionale”.

I nostri connazionali espulsi dal territorio russo sono Vittorio Parrella e Davide D’Aprile, che dovranno lasciare Mosca insieme ai loro familiari entro tre giorni dal decreto di espulsione. La decisione è stata comunicata direttamente a Giovanni Scopa, incaricato d’affari italiano a Mosca, convocato al ministero degli Esteri russo.

A proposito della “ritorsione” di cui ha parlato Tajani, la motivazione è stata confermata da Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, la quale ha riferito che non c’è nessuna ragione precisa per espellere Parrella e D’Aprile.

Diplomatici russi espulsi per attività di spionaggio

Come anticipato, lo scorso 9 luglio 2026, due diplomatici russi sono stati espulsi dall’ambasciata in Italia dopo che sono stati colti in flagrante a ricevere, da alcuni militari italiani, documenti riservati che riguardavano la sicurezza nazionale del nostro Paese.

Il provvedimento era giunto a seguito di un’inchiesta della Procura di Roma sul presunto spionaggio in favore della Russia, che appunto ha portato all’arresto di due ex agenti dei servizi segreti italiani. Sui due ex 007 fermati e su altri cinque indagati la Procura sta facendo accertamenti per spionaggio e accesso abusivo a sistemi informatici, attività fatte in cambio di soldi per Mikhail Astakhov, cioè l’addetto militare all’ambasciata russa in Italia, ma ritenuto agente dei servizi di intelligence di Mosca.

Quest’ultimo è stato espulso dal nostro Stato (insieme a un suo collaboratore) e non arrestato perché coperto da immunità diplomatica.