Con una nota stampa pubblicata sui social, l’associazione “Memorial International Volunteers for Ukraine” ha fatto sapere che nelle scorse ore è venuto a mancare Alex Pineschi (in copertina: immagine dal suo profilo Facebook), contractor italiano di 42 anni ed ex alpino, che è stato ucciso dai russi nel Donbass, colpito dai droni Fpv nella zona di Liman lo scorso 23 maggio 2026.

Come riferito dall’Ansa, si tratta dell’undicesimo italiano di cui è stato confermato il decesso nel corso della guerra in Ucraina.
Pineschi avrebbe compiuto 43 anni il prossimo 17 ottobre ed era originario di La Spezia (Liguria). Era un esperto di tiro e scrittore e da qualche mese aveva deciso di andare a combattere in Ucraina, sottoscrivendo un contratto formale con le forze armate di Kiev. Come riferito da Rainews, il 42enne era stato integrato nelle unità d’élite delle forze speciali, in capo all’intelligence del ministero della Difesa ucraino.
Pineschi aveva alle spalle una lunga carriera in zone di guerra ad alto rischio: in passato, infatti, aveva prestato servizio sia in Siria che nella Regione Autonoma del Kurdistan iracheno.

In quest’ultimo territorio, si era distinto per aver addestrato i peshmerga a combattere le milizie terroristiche dello Stato Islamico (Isis). Un’esperienza intensa e pericolosa a fianco dell’esercito regolare curdo, che il 42enne aveva raccontato nel libro dal titolo “Peshmerga – Di fronte alla morte“. All’attivo, Pineschi ha anche altri due libri.
Di rientro dal Medio Oriente, tuttavia, era finito al centro di un’indagine giudiziaria della Procura di La Spezia: su di lui c’era il sospetto che potesse aver operato come mercenario, attività severamente punita dall’ordinamento. La faccenda si concluse con l’archiviazione: la magistratura aveva escluso qualsiasi finalità di lucro, riconoscendo lo status e le motivazioni del “volontario”.
Pineschi era il fondatore della società “Ap Tac Tactical Training“, a Pavia, dove insegnava a maneggiare armi da fuoco. Era inoltre molto attivo anche sui social media: su YouTube, Facebook e Instagram contava più di 55mila followers ciascuno.
Su YouTube pubblicava non solo video relativi alla sua esperienza militare e ai libri che ha redatto, ma faceva tutorial su come imparare a sparare correttamente e analizzava diverse armi da fuoco.
In un filmato dell’agosto 2024, il contractor ha approfondito la propria vocazione militare e il contrasto con i nuovi scenari geopolitici:
“Se a oggi una persona mi chiedesse perché hai deciso di combattere, io risponderei: perché ho visto una causa per la quale valesse la pena rischiare”.
Su Instagram, invece, postava immagini di lui in divisa militare, con le armi imbracciate sul campo di battaglia:
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