l'allarme della Cgia

Tamponi introvabili: lunedì due milioni di lavoratori a casa senza Green pass

L'effetto carta verde ha portato a un aumento di prime dosi del 46%, ma per i non vaccinati i test potrebbero non bastare.

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Lunedì 18 ottobre 2021 due milioni di italiani non potranno recarsi sul posto di lavoro perché sprovvisti di Green pass. E' un allarme forte quello lanciato dall'Ufficio studi dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Cgia di Mestre.

"Due milioni di lavoratori senza Green pass lunedì 18 ottobre"

Stando alle statistiche dell'associazione le farmacie e le strutture pubbliche adibite ai tamponi non sarebbero in grado di supportare la massiccia richiesta di test (si stima che in Italia i lavoratori non vaccinati, e che quindi dovranno sottoporsi a tampone ogni 48 ore, sia tra i tre e i quattro milioni).


I numeri

Il conto, secondo la Cgia, è presto fatto:

"I lavoratori non vaccinati sono più di tre milioni. Attualmente l’offerta è molto inferiore: venerdì, ad esempio, il numero di tamponi realizzati in Italia è stato di poco superiore a 506 mila. Ipotizzando un aumento della produttività da parte delle farmacie e delle strutture dedicate a fare questi test, lunedì il numero complessivo potrebbe salire fino a 700 mila. Se a questo numero aggiungiamo le oltre 300mila persone che per ragioni di salute non sono obbligate al possesso della certificazione, rimarrebbero senza pass circa due milioni di lavoratori".

Aumentate le dosi, ma non c'è stato l'assalto ai vaccini

Secondo la Cgia l'effetto annuncio del Green pass obbligatorio sul lavoro avrebbe dovuto spingere milioni di italiani a vaccinarsi. Così invece non è stato. Si è verificato un incremento di prime dosi del 46% (tra metà settembre e metà ottobre ne erano previste 1,2 milioni e ne sono state effettivamente fatte 1,7), ma molti di coloro che non volevano vaccinarsi prima non hanno ceduto all'effetto Green pass, scegliendo la strada del tampone.

Problema economico e sociale

La mancata presenza di circa due milioni di occupati  rappresenta solo un problema economico e sociale che rischia di mettere a repentaglio la tenuta produttiva di moltissime attività economiche. Secondo gli autori dello studio costituisce anche seria violazione del diritto al lavoro.

"Se il Governo ha deciso per decreto di consentire l’ingresso negli uffici e nelle fabbriche solo a chi ha il Green pass – e quest’ultimo è ottenibile attraverso il vaccino o il tampone – lo Stato deve garantire la possibilità di fare il tampone anche a chi non vuole sottoporsi all’iniezione del siero vaccinale. Diversamente, lede il diritto al lavoro a milioni di persone, venendo meno a un principio fondamentale di uno Stato di diritto: la legalità, che deve essere sempre rispettata sia dai soggetti pubblici sia da quelli privati. Intendiamoci, il Covid va sconfitto con la prevenzione, aumentando il numero di immunizzati e con le disposizioni indicate dagli esperti, ma allo stesso tempo dobbiamo salvaguardare anche il diritto al lavoro e le piccole imprese, che da questa pandemia sono state fortemente penalizzate".

Cosa fare?

Sì, ma cosa fare? La Cgia propone due soluzioni:

"Stabilire che il Green pass si ottiene solo attraverso l’inoculazione del vaccino, eliminando così il problema dell’impossibilità di fare i tamponi a tutti, o mobilitare l’Esercito, la Protezione civile o non sappiamo chi altro, affinché vengano diffuse su tutto il territorio nazionale delle unità mobili in grado di fare i test, garantendo così a tutti il diritto di conseguire, ancorché temporaneamente, il certificato verde".

Una proposta che difficilmente verrà presa in considerazione. Ma - se i numeri saranno effettivamente confermati - il Paese si prepara a vivere un lunedì di passione...

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