Economia
psicosi collettiva?

Come con il Covid: scaffali dei supermercati vuoti e benzinai presi d'assalto

Il caro carburante, la guerra in Ucraina e la crisi energetica fanno paura. E a Livigno la gente si mette in coda con le taniche di benzina.

Come con il Covid: scaffali dei supermercati vuoti e benzinai presi d'assalto
Economia 13 Marzo 2022 ore 08:23

Era successo con la pandemia, ora ci risiamo. Lo sciopero degli autotrasportatori (che sciopero in realtà non è e che è stato bloccato di fatto dalla Commissione di garanzia perché non annunciato per tempo), il caro carburante, la paura del conflitto in Ucraina e le notizie sulla dipendenza italiana dal gas russo hanno scatenato la psicosi. E nei giorni scorsi sono già scattati i rifornimenti, sia dal benzinaio sia nei supermercati.

Scaffali dei supermercati presi d'assalto

Le immagini iniziano ad arrivare da tutta Italia. Come nelle prime settimane della pandemia, anche ora gli scaffali dei supermarket sono presi d'assalto. Dalla Liguria alla Sardegna, dal Lazio alla Lombardia, sono numerose le segnalazioni di supermercati che finiscono le scorte. Per la maggior parte vanno a ruba pane, pasta, olio, zucchero e farina, prodotti che potrebbero aumentare a seguito del blocco dell'export da parte delle zone di guerra. Ma anche prodotti a lunga conservazione, che stanno sparendo in fretta dagli scaffali.

E stiamo imparando a conoscere anche il razionamento degli acquisti, cosa che difficilmente pensavamo di vivere nel 2022: molte catene stanno infatti mettendo un limite all'acquisto di alcuni prodotti, principalmente l'olio di semi di mais. Ma non è detto che il provvedimento non possa estendersi ad altro nelle prossime settimane.

Code anche dal benzinaio (soprattutto a Livigno)

Intanto anche dai benzinai si segnalano code chilometriche. Forse perché il prezzo del carburante è più alto alla sera rispetto alla mattina, e ogni giorno lo troviamo cresciuto rispetto a quello prima, ma anche perché la gente teme di restare senza. E per risparmiare c'è chi prende armi e bagagli (o meglio, taniche) e si fa una bella gita a Livigno, dove il carburante cosa decisamente meno, non avendo la stessa tassazione. In questi giorni sui social sono virali le immagini dei prezzi dei benzinai della località al confine con la Svizzera.

Sarà un'economia di guerra?

Se sia o no un'economia di guerra è presto per dirlo. Sicuramente però dovremo prepararci a "tirare la cinghia". Lo ha detto anche il presidente del Consiglio Mario Draghi proprio nelle scorse ore.

"Non ci siamo ancora dentro, ma dobbiamo prepararci a un’economia di guerra".

Insomma, lo scenario è piuttosto preoccupante. Ma l'assalto ai supermercati non è probabilmente la risposta giusta...

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