Isee e assegno unico, si cambia di già? Cosa non va e cosa potrebbe venire modificato
Così come è strutturato fa sembrare alcune famiglie più benestanti di quello che sono in realtà.
“L’Isee, così com’è strutturato, non è più attuale. È uno strumento che va rivisto in alcuni aspetti, soprattutto se pensiamo all’assegno unico”. Parole del segretario Pd Enrico Letta, che ha invitato la viceministra dell'Economia Laura Castelli a rivedere il sistema dell'Indicatore della situazione economica, diventato ultimamente sempre più importante per varie situazioni (una su tutte l'assegno unico universale per i figli).
Isee, come potrebbe cambiare
Si tratta di una una certificazione per cui servono diversi documenti: per averla occorrono documenti non solo reddituali, ma anche la giacenza media di tutti i conti correnti attivi, anche cointestati, fino a eventuali buoni fruttiferi postali donati ai figli, o contratti di affitto e certificati di disabilità, oltre a certificati di proprietà della casa e dell'auto. Per chiarezza l'Inps ha messo a disposizione una guida e la possibilità di un modulo precompilato.
SCARICA LA GUIDA PER L'ISEE PRECOMPILATO
Cosa è cambiato nel 2022
Per ottenere l’Isee è possibile seguire rivolgersi a un centro di assistenza fiscale (un Caf) o accedere con il proprio Spid al sito dell’Inps e compilare la dichiarazione sostitutiva unica (la Dsu).
Per ottenere l’Isee dal 2022, alcuni passaggi resteranno identici a quelli previsti in passato. Altri vengono modificati. Si parte sempre dall’individuazione del numero dei componenti del nucleo familiare su cui calcolare l’indicatore. Il riferimento è quello della famiglia anagrafica al momento della presentazione della dichiarazione sostitutiva unica.
Perché non va più bene
Ma perché secondo Letta non va più bene? In effetti, alcuni parametri non sono proprio coerenti con la realtà. Prendiamo ad esempio una famiglia che risparmia per vari motivi e tiene un piccolo gruzzoletto sul conto o che eredita una casa da un vecchio parente deceduto: in entrambi i casi l'Isee si impenna e magari può superare quello di chi ha più possibilità ma che spende e investe o che ha proprietà intestate ad altri. La prima conseguenza diretta è il calo dell'assegno unico, che così finisce per premiare in maniera minore chi ne avrebbe più diritto.
Come potrebbe cambiare
La viceministra ha aperto le porte al cambiamento:
"L’Isee, così com’è strutturato, non è più attuale. È uno strumento che va rivisto in alcuni aspetti, soprattutto se pensiamo all’assegno unico. Con il passare degli anni lo stiamo utilizzando sempre più per far accedere i cittadini a moltissimi servizi. Lavoriamoci per migliorarlo".
Modificarlo però non sarà semplice. I cambiamenti potrebbero riguardare inizialmente solo l'assegno unico, per il quale oltre a reddito e patrimonio potrebbe essere indicata anche la reale possibilità di utilizzo delle diponibilità.
Ma al momento si parla soltanto di idee, e dunque la questione rimane così come è oggi. Ma in futuro...
Consapevoli delle storture esistenti sul calcolo dell’Isee, la maggioranza di governo sembra essere pronta ad aprire un tavolo di revisione dell’indicatore, soprattutto per quanto riguarda l’assegno unico. L’idea sarebbe quella di considerare non solo il reddito e il patrimonio (beni mobiliari e immobiliari), ma anche la possibilità reale di utilizzo delle disponibilità. Per il momento nulla è stato ancora deciso.