I Paesi "avvoltoi" con gli Usa (secondo Trump) che pagheranno i dazi più alti
La Casa Bianca ha giustificato queste misure dichiarando che il continuo squilibrio commerciale rappresenta una vera e propria "emergenza nazionale"

Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato, mercoledì 2 aprile 2025, l'introduzione di dazi sulle importazioni da numerosi Paesi. Le nuove tariffe prevedono un'aliquota minima del 10% per tutte le importazioni, con aumenti significativi per alcuni partner commerciali considerati "ingiusti" nelle loro politiche verso gli Stati Uniti.

Ecco chi è finito nel mirino del tycoon ed è destinato a pagare il prezzo più alto.
Dettagli delle nuove tariffe Usa
A partire da questo fine settimana, le importazioni saranno soggette a un dazio di base del 10%, che diventerà "reciproco" per quei Paesi che, secondo la Casa Bianca, adottano pratiche commerciali sfavorevoli agli Stati Uniti. Fra i più colpiti, la Cina subirà un'aliquota complessiva del 34% sul proprio export verso gli USA, mentre le importazioni dall'Unione Europea saranno gravate da un dazio del 20%. Il Regno Unito, invece, sarà soggetto soltanto alla tariffa minima del 10%.
Secondo fonti della Casa Bianca, il provvedimento sarà attuato in due fasi: il dazio di base entrerà in vigore alle 12:01 (6:01 in Italia) del 5 aprile 2025, mentre le aliquote più elevate per i principali partner commerciali diventeranno effettive dalle 12:01 (6:01 in Italia) del 9 aprile 2025.

I Paesi esenti e le eccezioni
Il Canada e il Messico, per il momento, non saranno soggetti ai dazi reciproci, ma rimarranno colpiti da tariffe selettive del 25% su alcuni beni, misura già annunciata nei giorni scorsi. In merito alle importazioni dalla Cina, le nuove disposizioni chiariscono che l'aliquota del 34% annunciata dal presidente Trump si somma a un dazio del 20% già in vigore, portando così il totale al 54% per i beni cinesi che entrano nel mercato statunitense.
"Squilibrio commerciale"
La Casa Bianca ha giustificato queste misure dichiarando che il continuo squilibrio commerciale rappresenta una vera e propria "emergenza nazionale". Secondo quanto riportato da Bloomberg, fonti vicine all’amministrazione Trump confermano che l'obiettivo principale di queste nuove tariffe è riequilibrare il deficit commerciale degli Stati Uniti e proteggere le industrie nazionali da pratiche ritenute scorrette da parte di alcuni partner esteri.
L'annuncio ha già suscitato reazioni a livello internazionale, con preoccupazioni espresse da diversi governi e istituzioni economiche. Restano da vedere le possibili contromisure da parte dell’Unione Europea e della Cina, che potrebbero rispondere con nuove barriere tariffarie sui prodotti americani.
Ecco l'elenco di tutti i Paesi colpiti, in cima coloro che pagheranno il prezzo più alto.
- 49% Cambogia
- 48% Laos
- 47% Madagascar
- 46% Vietnam
- 44% Sri Lanka Myanmar
- 37% Bangladesh; Serbia; Botswana
- 36% Thailandia
- 34% Cina
- 32% Taiwan; Indonesia
- 31% Svizzera
- 30%
- Sudafrica
- 29% Pakistan
- 28% Tunisia
- 27% Kazakistan
- 26% India
- 25% Corea del Sud
- 24% Giappone; Malesia
- 21% Costa d'Avorio
- 20% Unione Europea; Giordania
- 18% Nicaragua
- 17% Israele; Filippine
- 15% Norvegia
- 10% Regno Unito; Brasile; Singapore; Cile; Australia; Turchia; Colombia; Perù; Repubblica Dominicana; Emirati Arabi Uniti; Nuova Zelanda; Argentina; Ecuador; Guatemala; Honduras; Egitto; Arabia Saudita; El Salvador; Trinidad e Tobago; Marocco