Scure sulla misura

De profundis sul Superbonus: cancellati sconti in fattura e cessione del credito

Giorgetti: "Misura scellerata". Cosa succede nei cantieri aperti

De profundis sul Superbonus: cancellati sconti in fattura e cessione del credito
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Scure su Superbonus: la novità (decisamente a sorpresa) è inserita nel decreto con le "Misure urgenti in materia di cessione di crediti d'imposta relativi agli incentivi fiscali" approvato dal Consiglio dei ministri il 16 febbraio 2023.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto sullo stop alla cessione del credito sul Superbonus 110%. Il decreto varato dal governo Meloni prevede quindi lo stop allo sconto in fattura.

Presentazione del decreto: Giorgetti, Fittipaldi, Tajani

E adesso, nel pratico, cosa succede con lo stop alla cessione dei crediti del Superbonus? Cosa cambia per chi ha presentato la Cila?

Il governo Meloni cala la scure sul Superbonus

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è subito accorso in difesa del provvedimento, spiegando che l’incentivo è costato 2 mila euro a testa per ogni cittadino italiano. L’obiettivo della maxi-stretta, spiegato dal leghista, è quello di "risolvere il nodo dei crediti", arrivati ormai a 110 miliardi, e "mettere in sicurezza i conti pubblici".

Il ministro Giorgetti spiega la ratio del decreto

Al termine della riunione del Consiglio dei Ministri, il vicepresidente e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, con i ministri Raffaele Fitto (Affari europei, politiche di coesione e PNRR) e Giancarlo Giorgetti (Economia e finanze), hanno presentano i provvedimenti approvati. Il Sottosegretario alla Presidenza, Alfredo Mantovano, ha introdotto la conferenza.

Anche Giorgia Meloni, collegata da remoto per motivi di salute, spiega che "dovevamo intervenire l’impatto sul debito rischiava di diventare insostenibile". La premier, consapevole delle pesanti reazioni delle imprese del settore, fa sapere, attraverso il sottosegretario Alfredo Mantovano, che "il governo intende aprire un’interlocuzione con le associazioni di categoria, che saranno invitate nel tardo pomeriggio di lunedì a Palazzo Chigi per ricevere i loro contributi propositivi rispetto a un intervento di necessità ed estrema urgenza".

Si spegne, inoltre, sul nascere l’esperienza da poco avviata da alcuni enti pubblici di acquistare i crediti incagliati: non potranno più farlo.

Un plauso alla scelta del Governo è arrivato anche dal "rivale" Carlo Calenda.

Dura invece la reazione di Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle.

"Non è tanto l'affossamento di una misura ideata dal M5S a preoccuparci, ma il colpo letale al settore dell'edilizia, che negli ultimi due anni ha dato un contributo fondamentale alla crescita record del Pil. Qui si gioca sulla pelle di lavoratori e famiglie e si mette a repentaglio il futuro di almeno 25 mila aziende dell'edilizia, 130 mila posti di lavoro. Sarebbe inoltre un'intollerabile presa in giro degli italiani, considerando le promesse elettorali del centrodestra sulla protezione dei bonus edilizi e la partecipazione di autorevoli esponenti del centrodestra alle tante piazze che si sono riunite a tutela dell'edilizia".

"Ci chiediamo infine come farebbe a restare un minuto di più al Governo un partito, come Forza Italia, che in Parlamento e a livello locale ha promesso e prospettato numerose iniziative a tutela del Superbonus e della cessione dei crediti d'imposta".

Il decreto

Il decreto in materia di cessioni dei crediti di imposta relativi agli interventi fiscali si compone di due soli articoli, ma con misure d’impatto.

  • Stop totale a sconto in fattura e cessione del credito: d’ora in avanti per i nuovi interventi edilizi (non quelli già avviati) resta solo la strada della detrazione d’imposta.
  • Divieto per le pubbliche amministrazioni ad acquistare crediti derivanti dai bonus edilizi. Fenomeno che aveva preso piede da poco, ma che aveva avuto un certo seguito. L'esclusione vale anche per i soggetti, diversi dai consumatori o utenti, che acquistano i crediti d'imposta da una banca, o da altra società appartenente al gruppo bancario di quella banca, con la quale abbiano stipulato un contratto di conto corrente, facendosi rilasciare un'attestazione di possesso, da parte della banca o della diversa società del gruppo cedente, di tutta la documentazione.

Nel decreto si affronta anche il nodo della responsabilità solidale dei cessionari. Che viene esclusa per chi è in possesso di tutta la documentazione relativa alle opere.

Ora l’urgenza è "riattivare la possibilità per gli intermediari nell’acquisto di questi crediti" rimasti incagliati, sottolinea Giorgetti, spiegando che nel mirino non c’è il Superbonus, ma la cessione dei crediti d’imposta: una montagna da "110 miliardi", che deve essere gestita.

Di qui l’appello alle banche, da parte di Giorgetti, per un’azione di sistema per coprire il considerevole buco.

Tutti i dettagli

Scendendo nel dettaglio si abrogano le norme che prevedevano la possibilità di cedere i crediti relativi a:

  • Spese per interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione importante di primo livello - prestazione energetica - per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro;
  • Spese per interventi di riduzione del rischio sismico realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali o realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, mediante demolizione e ricostruzione d'interi edifici, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano alla successiva alienazione dell'immobile.

I condomini e le villette

I condomini che hanno adottato la delibera assembleare sull’esecuzione dei lavori e hanno presentato la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (Cila) potranno ancora cedere all’impresa il credito di imposta. E quindi effettuare le opere senza costi. Ma il salvacondotto deve tenere conto dei paletti dello scorso novembre. Che dava la data limite del 25 del mese per la delibera dei lavori in assemblea. Anche per le villette il decreto del governo salva lo sconto in fattura solo per chi ha presentato la Cila.

Per le case unifamiliari il bonus è anche sceso dal 110 al 90%. E a poter usufruire dello sconto saranno solo i nuclei familiari con un reddito non superiore ai 15 mila euro.

Il problema dei crediti incagliati

Il governo deve anche risolvere il problema dei crediti incagliati. Ovvero quelli che le aziende non riescono più a cedere alle banche. L’idea di cedere i crediti alle imprese loro clienti ha trovato uno stop in Cassazione. Ora chi comprerà crediti fiscali non risponderà in solido con chi lo ha venduto. Sempre se dimostrerà di avere in suo possesso il titolo edilizio abitativo degli interventi. Insieme alle prove fotografiche della realizzazione delle opere.

Ance: rischio tracollo

In allarme l'Ance (Associazione nazionale costruttori edili):

“Se il Governo blocca l’acquisto dei crediti da parte degli enti pubblici, che si stanno facendo carico di risolvere un’emergenza sociale ed economica sottovalutata dalle amministrazioni centrali, senza aver individuato ancora una soluzione strutturale, migliaia di imprese rimarranno definitivamente senza liquidità e i cantieri si fermeranno del tutto con gravi conseguenze per la famiglie”, spiega la Presidente Ance, Federica Brancaccio.

E ancora:

"Non posso credere che il Governo pensi di fermare il processo di acquisto dei crediti da parte delle Regioni senza prima aver individuato una soluzione strutturale che eviti il tracollo. E’ da ottobre che aspettiamo di capire come si pensa di risolvere una situazione che è diventata drammatica: non ci rendiamo conto delle conseguenze devastanti sul piano economico sociale di una decisione del genere”.

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