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Superbonus 90: le novità del 2023 (e fino al 2025)

Con il nuovo anno e le previsioni del Governo si riaccendono i riflettori su una delle misure più "chiacchierate" durante la fase finale dell'Esecutivo Draghi.

Superbonus 90: le novità del 2023 (e fino al 2025)
Politica 08 Gennaio 2023 ore 08:36

Con il 2023 il Superbonus cambia. E non solo perché si passa dal 110% al 90%. Con l'approvazione della manovra di bilancio da parte del Governo guidato da Giorgia Meloni, tanta curiosità da parte di privati cittadini, ma anche di imprese e associazioni di categoria, si è concentrata sulle misure di sostegno e sulle agevolazioni alle ristrutturazioni edilizie.

Come si ricorderà un vero e proprio tormentone che ha segnato (insieme con il reddito di cittadinanza) la parte finale del Governo Draghi e buona parte della campagna elettorale delle elezioni Politiche di settembre.

Il Superbonus al 110% per i condomini, ma...

L’agevolazione al 110% è rimasta valida fino al 31 dicembre dell'anno appena concluso se la comunicazione di inizio lavori è stata presentata entro il 25 novembre 2022 a seguito di una precedente delibera dell’assemblea condominiale.

Oppure se la comunicazione di inizio lavori è avvenuta entro il 31 dicembre successivo e la delibera assembleare è stata approvata entro il 18 novembre.

La data dell'assemblea deve risultare con un atto pubblico firmato dall’amministratore o, per i condomini che non hanno tale obbligo (gli edifici fino a otto unità immobiliari) da chi ha presieduto l’assemblea.

I condomini che non rientrano in queste due condizioni otterranno per le spese effettuate nel 2023 un’agevolazione del 90%, mentre il Governo ha previsto che rimangano invariate le regole precedenti per i lavori del 2024 (70% di detrazione) e del 2025 (65%).

Superbonus per le villette e quoziente familiare

Per le case indipendenti e le villette a schiera o le residenze con ingresso e impianti autonomi negli edifici condominiali potranno ottenere il 110% e per le spese effettuate entro il 31 marzo 2023 solo i proprietari che al 30 settembre 2022 avevano certificato il raggiungimento di almeno il 30% dei lavori.

Una previsione in linea con quanto era già stata stabilito dal precedente Esecutivo.

Le novità riguardano invece la possibilità di ottenere il 90% per i proprietari di immobili che abbiano cominciato i lavori successivamente al 30 settembre 2022.

L’immobile deve essere però una prima casa e il reddito calcolato con le regole del "quoziente familiare" non dove superare i 15mila euro.

ll computo del quoziente si effettua sommando i redditi lordi dell'anno precedente alla richiesta di agevolazione di tutti i componenti del nucleo: 15mila euro per i single, 30 mila euro per una coppia, 37.500 per nuclei di tre persone, 52.500 per quelli di 4 e più componenti.

Le situazioni "ad hoc" e gli altri bonus

Previste anche tre regole ad hoc per determinate situazioni. Nella fattispecie, gli immobili situati in aree interessate da gravi eventi sismici avvenuti dal 2009 in poi hanno diritto al 110% fino al 31 dicembre l 2025.

Per gli immobili gestiti dall'Istituto Autonomo Case Popolarie e assimilate, è ancora previsto il superbonus 110% fino al 31 dicembre 2023, purché alla fine di giugno 30 giugno risulti effettuato almeno il 60% dei lavori.

Infine per i lavori di demolizione e ricostruzione per cui è obbligatoria la richiesta di autorizzazione edilizia e non è prevista la comunicazione inizio lavori, la richiesta per mantenere il 110% va effettuata entro il 31 dicembre 2022.

Con il nuovo anno e il nuovo Governo confermata l’abolizione del bonus facciate, mentre il bonus arredi per il 2023 sarà di 8.000 euro.

Il bonus sull’abbattimento delle barriere architettoniche è stato prorogato fino al 2025.

L’ecobonus e il sismabonus e il bonus ristrutturazione rimangono in vigore come previsto finora fino al 2024. Dal 2025 è prevista invece l’aliquota ridotta al 36%.

Il rebus della cessione del credito e le "nuove" possibilità

Il rebus rischia di rimanere ancora l'ottenimento della cessione del credito. Secondo le nuove disposizione previste con la manovra di bilancio,  le maglie "più larghe" sulla cessione del credito presenti nel decreto Aiuti IV (di fatto la possibilità di una cessione in più) dovrebbero rendere più facili le operazioni fiscali e burocratiche.

Il decrescere dell’agevolazione, al 90% per quest’anno e via a scendere fino al 2025, secondo gli esperti finanziari e le associazioni di categoria, dovrebbero rendere molto meno probabile la possibilità dei condomini di arrivare a preventivi gonfiati.

Allo stesso tempo la possibilità di effettuare una cessione in più dovrebbe portare a un'apertura del mercato anche alle compagnie assicurative.

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