Cronaca
Nel milanese

Zio e nipote trovati morti in casa per esalazioni da monossido di carbonio

Il killer silenzioso ha colpito ancora. Sapersi difendere, in questi casi, risulta fondamentale: ecco alcune buone pratiche da seguire.

Zio e nipote trovati morti in casa per esalazioni da monossido di carbonio
Cronaca 16 Dicembre 2022 ore 12:26

Il monossido di carbonio colpisce ancora. Questa volta a fare una tragica fine sono stati uno zio 43enne e il nipote minorenne di 17 anni. Entrambi si trovavano in casa a Rho (Milano) quando all'improvviso le loro vite si sono spente a causa delle esalazioni del gas.

Per le sue caratteristiche peculiare il monossido di carbonio rappresenta un vero e proprio killer silenzioso per il quale, tuttavia, esistono delle buone pratiche da seguire per evitare di andare incontro a spiacevoli conseguenze.

Zio e nipote morti in casa per esalazioni da monossido di carbonio

A fare la tragica scoperta è stata la moglie del 43enne che, una volta rincasata, ha trovato il marito e il nipote riversi a terra senza vita. Come raccontato da Prima Milano Ovest, zio e nipote di Rho (Milano) sono morti per esalazioni di monossido di carbonio. Il dramma si è verificato nella serata di ieri, giovedì 15 dicembre 2022, verso mezzanotte in un'abitazione di via Ticino, alle spalle della stazione ferroviaria.

Zio e nipote, di 43 e 17 anni e di origine egiziana, sono rimasti vittime del gas tossico proveniente da una stufetta o da un piccolo falò presente nell'appartamento, che era in ristrutturazione. La moglie del 43enne, dopo averli rinvenuti esanimi in casa, ha allertato il 118: sono arrivati immediatamente anche gli agenti del commissariato di Polizia e i Vigili del Fuoco, ma per loro non c'era più nulla da fare.

Sempre nella zona, qualche ora prima, una vicenda dalle dinamiche molto simili si è verificata in via Grigna 7 dove, anche in questo caso, una mamma e un figlio sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio. A trovarle nell'appartamento il padre che ha visto la famiglia stare male e ha chiamato subito i soccorsi: portati all'ospedale Niguarda di Milano in codice giallo, sono stati sottoposti a camera iperbarica e verranno dimessi in giornata.

Gli ultimi tragici precedenti

Anche circa un mese fa, invece, si erano susseguiti una tragedia accaduta e una sfiorata.

Il 9 novembre scorso, infatti, a Segrate un ragazzo di 21 anni, Pietro Caputo, è morto, e il 24enne Francesco Mazzacane è finito in ospedale in gravi condizioni per le esalazioni tossiche della caldaia del residence dove abitavano.

La fuga di monossido di carbonio sarebbe partita dal locale caldaia, che è stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Milano. Il pm che sta seguendo la vicenda potrebbe aprire un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose.

Se l'è vista decisamente brutta, invece, una famiglia di Lurate Caccivio (Como). In casa c'erano papà, mamma e tre figli di 4 e 2 anni e di pochi mesi, e sono rimasti intossicati dalle esalazioni di monossido di carbonio fuoriuscite da un braciere che usavano per scaldarsi (anche se pare che il riscaldamento nell'abitazione sia perfettamente funzionante, ma che mercoledì sera  non sia stato acceso).

I cinque sono stati trasportati in codice giallo (media gravità) in due diversi ospedali: al Sant'Anna di San Fermo della Battaglia e all'ospedale di Circolo di Varese. Fortunatamente non erano in pericolo di vita.

Monossido di carbonio: killer silenzioso

Il monossido di carbonio (CO) è un gas incolore, inodore, insapore, non irritante; l’assenza di caratteristiche organolettiche lo rendono quindi un pericoloso e silenzioso  killer.

Inoltre, i primi sintomi vengono spesso ignorati in quanto l’esposizione a monossido di carbonio non dà inizialmente segni evidenti: un leggero mal di testa, un po’ di affanno, sensazione di vertigini, uno stato di confusione mentale, generici disturbi alla vista, nausea, vomito. Disturbi tutti che, nel loro complesso, sono anche associabili e riconducibili a diverse e comuni cause, con il risultato che non ci si bada più di tanto.

L’avvelenamento da monossido di carbonio può avvenire per cause accidentali (scaldabagni, stufe, impianti di riscaldamento difettosi, locali con camini e stufe a legna non sufficientemente ventilati) che si producono soprattutto nei mesi invernali perché legate al maggior utilizzo di tali impianti. A questa  possono sommarsi cause esterne quali umidità, temperatura e particolari condizioni climatiche che possono esasperare gli effetti.

Le conseguenze

Anche quando il livello di intossicazione è fortunatamente al di sotto della soglia letale, il monossido di carbonio produce effetti dannosi che di rado vengono riconosciuti e attribuiti ad esso: perdita di memoria, incontinenza urinaria e fecale e sintomi che solitamente si verificano in malattie degenerative neurologiche quali Alzheimer e Parkinson, oltre ad altri  gravi effetti neurologici.

Cosa fare

Tre le operazioni indispensabili da compiere per ridurre quanto più possibile i rischi:

  • L’accurata verifica dell’installazione e funzionamento degli impianti di riscaldamento
  • Il rispetto delle norme di sicurezza
  • L’ispezione regolare del sistema di areazione e del tiraggio dei camini

Una buona idea può essere installare dei rilevatori di monossido di carbonio, strumenti generalmente a basso costo che segnalano quando la concentrazione di CO supera i livelli di guardia.

Come si soccorre una persona intossicata da monossido di carbonio

Se ci troviamo di fronte a una persona vittima di intossicazione da monossido di carbonio cosa dobbiamo fare? Come sempre la tempestività dell'intervento è fondamentale. Ecco i comportamenti da tenere

  • Areare immediatamente l’ambiente e allontanare subito la persona facendo attenzione a non compromettere la propria incolumità
  • Somministrarle subito ossigeno ad alta concentrazione
  • Chiamare il 118

La camera iperbarica è il trattamento principale e spesso risolutivo dell’intossicazione da monossido di carbonio.

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