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Stranieri espongono materasso in strada per il ritiro: razzisti li accusano di averlo buttato

E' successo a Perugia. Sopra ci è comparsa la scritta: "Buttato da persone di colore, poi si lamentano che ci chiamano razzisti".

Stranieri espongono materasso in strada per il ritiro: razzisti li accusano di averlo buttato
Cronaca 30 Settembre 2022 ore 10:24

Lo avevano depositato nel punto adibito al ritiro per farlo rottamare, ma l'ente predisposto non è mai passato a prenderlo. Il motivo ha riguardato alcune scritte shock comparse improvvisamente sul materasso:

"Lo hanno buttano persone di colore, ma poi si lamentano e ci chiamano razzisti".

La coppia, tra l'altro di origine straniera, non ha esitato a denunciare il gravissimo episodio di razzismo.

Coppia espone materasso in strada per il ritiro: bersagliata da razzisti

"Nel mio piccolo, ho sempre cercato di vivere una vita tranquilla e serena, ho sempre cercato di pubblicare post divertenti e momenti felici della mia vita, ma oggi vorrei pubblicare anche un episodio triste".

Comincia così la dura replica social di Shanice, 28enne di Perugia, che su Facebook, nella giornata di ieri, giovedì 29 settembre 2022, ha voluto denunciare con fermezza un grave episodio di razzismo che ha visto vittima lei e il suo compagno. La coppia, di origine straniera, aveva esposto in mattinata un materasso per strada, in un punto concordato con Gesenu, ente predisposto al ritiro, per farlo rottamare. Tornati per la pausa pranzo, tuttavia, credendo che fosse già stato portato via, se lo sono ritrovato ancora lì, completamente imbrattato da alcune scritte volgari che così recitavano:

"Questo materasso lo hanno buttato persone di colore, ma poi si lamentano che ci chiamano razzisti".

La dura replica su Facebook

Shanice ha quindi scattato una foto al materasso, pubblicandola su Facebook per segnalare la vicenda:

"Tornando da lavoro, all’ora di pranzo ci siamo ritrovati questa scritta che ci accusava di essere persone ‘INCIVILI’. Premetto che, purtroppo, l’ente predisposto al ritiro non si sia nemmeno presentato al ritiro, ma la cosa che mi fa incazzare ancora di più è che questi esseri che ci hanno lasciato il messaggio, si sono pure permessi di OFFENDERSI perché li si chiama con il proprio appellativo: RAZZISTI".

La 28enne di Perugia, poi, ha tenuto a sottolineare che nello stesso punto, per un paio di mesi, è stata lasciata anche una poltrona su cui però non sono mai comparse scritte razziste di questo genere.

"Sí, perché razzisti lo sono e perché ci hanno messo mezzo secondo a scrivere questo scempio, senza lasciare il proprio nome; perché sullo stesso punto c’è stata una poltrona per quasi due mesi e nessuno ha lasciato una scritta del genere (forse perché quelli che l’avevano messo lì erano bianchi?) Ma qual è la differenza, allora? La domanda che mi assale è: PERCHÉ NOI?

Perché non sono nata bianca? Perché sono solo ‘naturalizzata’ Italiana? Non ho la risposta, ma di certo non è una cosa che voglio far passare come un episodio singolo. Ogni giorno questi casi aumentano, ogni giorno noi ‘STRANIERI’ ci dobbiamo sentire minacciati. So solo che non mi piegherò a queste persone, se ancora persone si possono definire vista la loro umanità svanita!".

Shanice, di tutta risposta, ha poi affisso un cartello sul materasso, allegando il messaggio per la prenotazione del ritiro, per replicare ai vandali senza farsi intimorire:

"Viso che sei così civile da averci scritto sopra, mangiati sta prenotazione. Hai visto come scrive bene l'italiano questa persona di colore? Di certo voti Lega o la Meloni. Se hai le palle, lascia il tuo nome. Bu******o".

La risposta di Shanice
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