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Quattro femminicidi in pochi giorni e una tragedia sfiorata nelle ultime ore anche a Imperia

Il Governo manda gli ispettori a Venezia per l'omicidio di Tania: ignorata denuncia contro il killer

Quattro femminicidi in pochi giorni e una tragedia sfiorata nelle ultime ore anche a Imperia

Una sequenza di violenze che in pochi giorni ha riportato al centro dell’attenzione nazionale il tema dei femminicidi. Dal giorno di Ferragosto a oggi sono quattro le donne uccise in diversi territori italiani, mentre altri episodi di aggressione hanno rischiato di trasformarsi in nuove tragedie.

Il caso più discusso è quello di Tania Terrin, 39 anni, uccisa a Camponogara, nel Veneziano, dall’ex compagno Dino Keber, un uomo che, secondo quanto emerso dalle ricostruzioni investigative, era già stato denunciato più volte: dalla stessa Tania e, in precedenza, anche da altre quattro compagne.

Tania Terrin
Tania Terrin

Una vicenda che ha aperto un nuovo fronte politico e istituzionale. Il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni ha annunciato che, insieme al ministro Carlo Nordio, sarà valutato l’invio di ispettori del ministero alla Procura di Venezia per capire cosa non abbia funzionato nella gestione del caso.

“Il femminicidio di Tania Terrin è una sconfitta per lo Stato”, ha dichiarato Balboni, sottolineando la necessità di verificare tutti i passaggi precedenti al delitto.

Tania Terrin, la denuncia e i precedenti dell’ex compagno

La morte di Tania Terrin ha riacceso il dibattito sulla protezione delle donne che denunciano situazioni di violenza. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 19 aprile 2026 Keber avrebbe già aggredito la donna, arrivando a stringerle le mani intorno al collo fino a farle perdere conoscenza. Tania aveva denunciato l’episodio ai carabinieri il 22 aprile, presentando anche documentazione medica relativa a precedenti episodi.

Nei confronti dell’uomo era stato adottato un ammonimento del questore, ma il provvedimento non è bastato a evitare il femminicidio. A rendere il quadro ancora più complesso sono le informazioni emerse sui rapporti precedenti dell’uomo: Keber sarebbe stato già segnalato anche da altre ex compagne per episodi di violenza o comportamenti persecutori.

Il caso ha provocato una reazione politica immediata. Le senatrici del Partito Democratico hanno annunciato un’interrogazione parlamentare, chiedendo chiarimenti sulla gestione della vicenda.

Domani sera, nel paese di Tania, vicino a quello di Giulia Cecchettin, è stata annunciata una manifestazione dal titolo “Facciamo rumore”, dedicata alle donne vittime di violenza.

Colleferro, Joanna Rouissi uccisa in casa: fermato il marito

L’altra tragedia che ha scosso questi giorni arriva da Colleferro, alle porte di Roma. Martedì 18 agosto, Joanna Rouissi, 50 anni, di origine polacca, è stata uccisa nella cucina della sua abitazione. La donna sarebbe stata colpita con diverse coltellate alla gola.

Joanna Rouissi
Joanna Rouissi

Il marito, un uomo di 69 anni di origine tunisina, è stato fermato poco dopo. Davanti agli inquirenti avrebbe ammesso le proprie responsabilità:

“Sono stato io, ho ucciso Joanna”.

La Procura di Velletri procede per femminicidio. Secondo la ricostruzione, alla scena avrebbero assistito due dei cinque figli della coppia, tra cui un minorenne. A dare l’allarme sarebbe stata una figlia, rientrata in casa e trovando la madre ormai senza vita.

Il sindaco di Colleferro Giulio Calamita ha parlato di segnali che forse non sono stati valutati fino in fondo:

“Da quello che possiamo capire, la signora era abbastanza conosciuta in zona e da alcune famiglie di Colleferro. Da quanto emerge, in qualche modo c’erano segnali di questa situazione che, però, evidentemente, sono sfuggiti o non sono stati ritenuti così pericolosi”.

Secondo quanto emerso, la donna avrebbe già segnalato difficoltà legate al marito e si sarebbe attivata anche per farlo seguire da uno specialista.

Il doppio femminicidio nel Cosentino: Carmela Bifano e Ornella Forastefano

La Calabria è stata teatro di due omicidi nel giro di pochi giorni. A Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, è stata uccisa Carmela Bifano, 72 anni. Il corpo della donna è stato trovato in un fondo agricolo nella zona di Villaggio Frassa. La vittima presentava gravi ferite alla testa, compatibili con colpi inferti con una pietra. Il marito, Pietro Scintu, 80 anni, è stato sottoposto a fermo dalla Procura di Castrovillari dopo un lungo interrogatorio terminato all’alba.

Era stato proprio l’uomo a chiamare i soccorsi, raccontando di aver trovato la moglie a terra e riferendo di aver visto due persone allontanarsi. Gli investigatori, però, dopo gli accertamenti e i rilievi della polizia scientifica, hanno deciso di procedere nei suoi confronti.

Pochi giorni prima, sempre nel Cosentino, era morta Ornella Forastefano, 46 anni.

Ornella Forastefano

La donna era stata trovata agonizzante la mattina del 16 agosto davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Trebisacce, con gravissimi traumi sul corpo. Il compagno, Elvis Metvelaj, 42 anni, di nazionalità albanese, è stato fermato alcune ore dopo nel porto di Bari, mentre secondo gli investigatori tentava di imbarcarsi per l’Albania.

Davanti al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere.

A Imperia tragedia sfiorata

Non è finita con un femminicidio solo perché la vittima è riuscita a salvarsi. A Molini di Triora, in provincia di Imperia, un uomo di 50 anni è stato fermato dai carabinieri dopo una caccia all’uomo nei boschi. Secondo le prime ricostruzioni, al termine di una lite avrebbe sparato alla compagna, una donna francese, con una pistola ad aria compressa, per poi colpirla alla testa con una spranga.

La donna è riuscita a fuggire dall’abitazione e a rifugiarsi nei boschi, dove è stata trovata e soccorsa. L’uomo è stato catturato dai militari mentre aveva ancora con sé l’arma. La vittima è stata trasportata in ospedale e non è in pericolo di vita.

Nel Comasco maltrattamenti in famiglia e lesioni

Altro copione drammatico nel Comasco, a Mozzate. La mattina di mercoledì 19 agosto 2026, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Como nei confronti di un uomo per maltrattamenti contro familiari o conviventi, lesioni personali aggravate e danneggiamento continuato. Il provvedimento scaturisce dalle risultanze di indagini che hanno delineato la spiccata pericolosità sociale dell’indagato, gravemente indiziato dei reiterati delitti contro la convivente.

Da più di un anno l’uomo, sotto l’effetto di alcol e cocaina, aggrediva fisicamente, e di frequente, la donna sottoponendola ad umiliazioni verbali, e minacciandola anche di morte quotidianamente, fino a determinare un vero e proprio controllo oppressivo su di lei. In un caso l’ha colpita con un forte pugno, causandole la frattura scomposta dell’ulna del braccio sinistro; lesione che ha comportato una prognosi iniziale di 30 giorni ed il successivo ricorso ad un intervento chirurgico.

I numeri

Tra luglio e il 19 agosto sono almeno otto le vicende mortali nelle quali gli investigatori hanno contestato, riconosciuto o stanno valutando l’ipotesi di femminicidio. Nel Dossier Viminale pubblicato a Ferragosto è scritto che nel primo semestre del 2026 gli omicidi volontari sono stati 138, contro i 163 dello stesso periodo del 2025. Fra le vittime, le donne sono state complessivamente 34: 26 vittime di omicidio volontario e 8 vittime del nuovo delitto di femminicidio previsto dall’articolo 577-bis del codice penale. Nel confronto con il primo semestre 2025, il numero complessivo delle vittime femminili di omicidio e femminicidio è sceso da 54 a 34, con una diminuzione del 37%.

Fra i casi più drammatici quello di Luigia Fortunato, 33 anni, uccisa a Loreto con numerose coltellate dal marito, e quello di Tania Sperindio, nel Riminese, assassinata dall’ex marito.

A Roma, gli investigatori hanno indagato sulla morte di Dafne Rebaudo, 31 anni, precipitata da una terrazza a Tor Bella Monaca: il compagno è stato fermato e si procede per l’ipotesi di femminicidio.

A Torino, invece, il corpo di Daniela Florea, 36 anni, è stato trovato all’interno dell’abitazione dopo la fine della relazione con il compagno, arrestato con accuse che comprendono femminicidio, maltrattamenti e occultamento di cadavere.

La concentrazione dei casi arriva mentre l’Italia ha introdotto una nuova disciplina penale sul femminicidio. Dal 17 dicembre 2025 è entrato in vigore l’articolo 577-bis del codice penale, che introduce il reato specifico di femminicidio quando l’uccisione della donna è legata a motivi di odio, discriminazione, controllo, possesso o dominio.

La norma ha un valore anche simbolico, ma i casi di queste settimane riportano l’attenzione soprattutto sulla fase precedente al delitto: la capacità di riconoscere il rischio e proteggere le vittime quando la violenza è già emersa.

Uno degli elementi che ricorre nelle vicende più recenti è infatti quello della recidiva della violenza maschile e della difficoltà di interrompere dinamiche già conosciute. Le denunce, gli ammonimenti e gli interventi delle autorità diventano strumenti decisivi proprio perché il femminicidio, nella maggior parte dei casi, non nasce da un episodio improvviso, ma arriva dopo una storia di minacce, controllo e aggressioni.

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