Cronaca
Già 16mila firme

Petizione per sospendere le adunate degli Alpini per due anni dopo le molestie a Rimini

Sebastiano Favero, presidente delle Penne Nere: "Mi scuso con le ragazze molestate, ma non fermate i nostri raduni".

Petizione per sospendere le adunate degli Alpini per due anni dopo le molestie a Rimini
Cronaca 12 Maggio 2022 ore 10:58

160 segnalazioni e, al momento, una sola denuncia. E' questo il conto relativo ai casi di molestie scoppiati a Rimini durante la 93esima grande Adunata degli Alpini che si è svolta nella città romagnola dal 5 all'8 maggio 2022. Una vicenda che ha scioccato tutta l'opinione pubblica italiana la quale, ora, attende che sia fatta giustizia e che siano individuati i responsabili dei soprusi verbali e fisici. Mentre le forze dell'Ordine sono al lavoro per fare chiarezza su quanto accaduto, sulla Rete c'è chi si è mosso prendendo una posizione decisa e intransigente: nel corso delle ultime ore, infatti, è stata lanciata online la petizione "Sospensione adunate degli Alpini a causa delle molestie nelle città ospitanti", un'iniziativa volta a raggiungere 25mila firme al fine di sospendere per 2 anni consecutivi le adunate degli Alpini. Sui casi di molestie di Rimini e sulla conseguente petizione online, si è espresso il presidente delle Penne Nere, Sebastiano Favero:

"Chiedo scusa a tutte le ragazze vittime di molestia, ma non fermate le adunate".

Dopo i casi di molestie a Rimini, la petizione online per sospendere le adunate degli Alpini

Più di 16mila firme, per un totale di 25mila, nel giro di pochissime ore. Sta avendo una consistente adesione di massa la petizione online "Sospensione adunate degli Alpini a causa delle molestie nelle città ospitanti" lanciata sulla piattaforma Change.org. Un'iniziativa messa in atto al fine di sospendere per 2 anni consecutivi le adunate degli Alpini dopo i casi di molestie e soprusi avvenuti a Rimini nel corso della 93esima Adunata del corpo delle Penne Nere, svoltasi tra il 5 e il 8 maggio scorso.

"Ogni anno la seconda settimana di maggio si tiene l'adunata degli Alpini in una città prescelta dal Consiglio Nazionale degli Alpini. L'ultima adunata (2022) si è tenuta a Rimini. Nel giro di poche ore - si legge nella nota della petizione - sono state esposte più di 150 denunce da parte di donne e minoranze alle attiviste di NonUnaDiMeno, le quali hanno raccolto testimonianze sconcertanti riguardo al comportamento irrispettoso, sessista e violento degli Alpini, i quali non si sono limitati alle molestie verbali ma sono arrivati a molestare fisicamente anche delle ragazze minorenni.

Purtroppo le vittime di queste violenze faticano a esporre denunce formali alle forze dell'ordine a causa di diversi fattori (paura, umiliazione, scarsa fiducia nelle stesse...) e risulta ancora più complicato rintracciare i colpevoli e che vengano presi provvedimenti adeguati. Non è la prima volta che accade, ogni anno emergono episodi di questo genere eppure continuiamo ad accettare che questo evento abbia luogo, rendendo ancora più insicure le strade delle città italiane per le donne e per le minoranze.

Questa petizione chiede di sospendere per 2 anni le adunate degli Alpini in modo tale da dare un chiaro segnale - conclude la petizione - che in quanto cittadin* non siamo più dispost* ad accettare un comportamento simile, svilente per le donne e per tutte le minoranze. Vogliamo che tutt* si sentano liber* di occupare le città senza sentirsi minacciat* e in pericolo. E' necessario che il Consiglio degli Alpini prenda dei seri provvedimenti, soprattutto in materia di rieducazione riguardo ai diritti umani: le scuse non sono più sufficienti".

LA PETIZIONE QUI

"Chiedo scusa a tutte le ragazze vittime di molestia, ma non fermate le adunate"

Nel corso delle ultime ore, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, si è espresso su quanto accaduto a Rimini anche il presidente degli Associazione nazionale Alpini, Sebastiano Favero. Il primo rappresentante delle Penne Nere ha avanzato la sue pubbliche scuse a tutte le ragazze che sono state vittima di molestia e soprusi verbali e fisici.

"Faremo di tutto, insieme alle forze dell’ordine, per individuare i responsabili. E se sono appartenenti alla nostra associazione, prenderemo provvedimenti molto forti".

Favero, interpellato sul fatto che episodi simili erano accaduti anche durante le Adunate di Trento e di Milano, afferma:

"Avevamo già fatto delle azioni di sensibilizzazione. Evidentemente non sono bastate e faremo di più, anche con maggiori controlli durante le manifestazioni. Tuttavia tutti gli episodi non sono avvenuti negli appuntamenti ufficiali ma nei momenti di intervallo. Non per caricare responsabilità su altri, ma per noi è difficile monitorare cosa accade in quei contesti, spetta più che altro alle forze dell’ordine".

Sulla petizione online presentata per sospendere per due anni le adunate degli Alpini, infine, il presidente Favero dichiara:

"Così come condanno cos’è successo, ribadisco che è opera di un piccolo numero. Fermare le adunate sarebbe un torto gravissimo alla maggioranza. Il nostro impegno è far sì che non avvenga più in futuro. Dobbiamo avere maggiore sensibilizzazione. Di fronte a casi del genere non bisogna girarsi dall’altra parte. Se mi trovassi di fronte a una delle ragazze molestate le chiederei scusa e le direi che chi si è comportato in quel modo non è un vero alpino".

Le testimonianze delle ragazze molestate

In soli quattro giorni sono state 160 le donne che hanno raccontato - sulla pagina Instagram e Facebook di "Non una di meno" - di aver subito molestie, verbali o fisiche durante i quattro giorni della 93esima adunata degli Alpini a Rimini. Di tutte queste testimonianze, al momento, è stata presentata una sola denuncia da parte di una 26enne che si è presentata dai Carabinieri con il suo avvocato e ha raccontato di essere stata strattonata e insultata tra la folla da tre Alpini.

Ma se, attualmente, solo lei ha avuto il coraggio di denunciare, tutte le altre donne vittima di molestie hanno comunque spiegato di essere state prese di mira da fischi, volgarità mimate e pronunciate e minacce. I racconti, come anticipato, sono moltissimi. Tra loro, ad esempio, c'è la vicenda di Adriana, 27 anni, che sabato pomeriggio mentre era a Rimini a spasso con un'amica, nell'arco di qualche minuto si è ritrovata in mezzo a un cerchio di 8-10 uomini, tutti over 50, con la "divisa". La mettono davanti a un signore con i capelli canuti, lui le scosta il giubbino di pelle dalla spalla, glielo apre sul seno, glielo sfiora. L'amico, un altro signore di mezza età, le dice "sai, lui è un chirurgo plastico, se vuoi ti dà una sistemata". La ragazza racconta di aver gridato, l'unica a intervenire però sarebbe stata la sua amica. Gli altri ridevano.


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