Neonato abbandonato a Milano: "Curatelo finché non sistemo la mia vita". Cosa non torna

Trovato nell'androne di un palazzo, al suo fianco un bigliettino in arabo: "La madre è morta di parto"

Neonato abbandonato a Milano: "Curatelo finché non sistemo la mia vita". Cosa non torna
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Suonano come ambigue le parole affidate ad un biglietto, lasciato accanto al neonato che nella giornata dell'1 febbraio 2024 è stato abbandonato nell'androne di un palazzo milanese. "Curatelo finché non sistemo la mia vita" e ancora "La madre è morta di parto".

Tanti gli interrogativi che restano aperti dopo che Gamal Ghobrial, 53 anni, egiziano che vive nel palazzo in zona Giambellino in cui è stato deposto il piccolo, ha aperto la porta del suo appartamento al primo piano e si è trovato davanti il fagottino.

Neonato abbandonato in un androne di un palazzo a Milano

"Ho aperto la porta di casa e l'ho trovato lì da solo, nel passeggino, con una cuffia rosa in testa. Ho subito chiamato i Carabinieri. C'era un biglietto accanto a lui", racconta Gamal.

Quel bigliettino scritto a mano in lingua araba recito:

"Abito qui vicino a voi. Sua mamma è morta al momento del parto, non ho la possibilità di crescerlo da solo. Vi chiedo di curare il bambino finché non sistemo la mia vita".

Parole differenti rispetto a quelle che solitamente accompagnano i piccoli in momenti di distacco tanto dolorosi. Parole che sembrano lasciare uno spiraglio, come a suggerire che forse, un giorno, ci sarà la volontà di riprendere il bimbo. O anche che, data la vicinanza geografica, la persona che ha abbandonato il neonato lascia sottintendere di volerlo "tenere d'occhio da lontano".

Supposizione, certo, ma sicuramente figlie di un modus operandi differente rispetto agli altri abbandoni.

E poi c'è un altro dettaglio che non quadra. Considerando l'area geografica in questione, le culle per la vita dislocate in varie ospedali milanesi, non sono distanti. Perché, considerando anche le temperature fredde di questo periodo, non si è optato per quella sita alla Mangiagalli? 

Culla per la vita (Mangiagalli, Milano)

Forse per evitare zone videosorvegliate? E soprattutto, perché rischiare il questo modo la denuncia per abbandono di minore?

I carabinieri al lavoro

Saranno i Carabinieri, coordinati dalla Procura, a dover accertare che la storia narrata sul foglietto di carta sia vera: al momento le prime verifiche hanno escluso casi recenti di donne morte di parto in zona. Ulteriore tessera che non porta il puzzle di indizi a combaciare.

Al vaglio dei militari ci sono intanto le telecamere dello stabile Aler di via Apuli, a quanto pare funzionanti. Gli occhi elettronici del palazzo potrebbero aver ripreso i movimenti di chi ha lasciato il passeggino nel corridoio, anche se la porta della scala H (in cui è stato rinvenuto il piccolo) non è direttamente sorvegliata.

Altra urgenza sta nel capire se il bambino sia nato in Italia e se sia stato registrato. Lo si dovrebbe fare, per legge, entro 10 giorni dal parto.

Le condizioni del piccolo

Il piccolo, trasportato in codice giallo al pronto soccorso della clinica De Marchi, pare in condizioni stabili: pesa 3,3 chili. Secondo chi se ne è preso cura era molto calmo. Immediatamente è stata fatta la segnalazione agli assistenti sociali del Comune che allerta il pm di turno del Tribunale dei minorenni.

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