Cronaca
La sentenza

Medico assolto dalle accuse di violenza sessuale: prendeva un farmaco contro il Parkinson e non controllava gli impulsi

Giuseppe Sabatino, 72 anni, ex primario di neonatologia dell'ospedale di Chieti è stato giudicato non imputabile.

Medico assolto dalle accuse di violenza sessuale: prendeva un farmaco contro il Parkinson e non controllava gli impulsi
Cronaca 08 Settembre 2022 ore 09:38

Incapace di intendere e di volere. E' stata questa la sentenza di primo grado che martedì, 6 settembre 2022, ha assolto il medico Giuseppe Sabatino, 72 anni ed ex primario di neonatologia all'ospedale di Chieti (Abruzzo), dalle accuse di violenza sessuale perpetuate da nove vittime, mamme dei bambini che erano in cura presso di lui. Il dottore abruzzese, al momento dei fatti, era affetto dal morbo di Parkinson e per questo motivo assumeva un farmaco inibiva i suoi impulsi sessuali.

Ex primario di neonatologia assolto dalle accuse di violenza sessuale

Una vicenda che risale ad 8 anni fa, nel 2014, e venuta a galla solo dopo l'esposto ai carabinieri di una puerpera, ossia una donna che ha partorito da poco. Giuseppe Sabatino, oggi 72enne, era stato accusato di violenza sessuale, finendo ai domiciliari, perché durante il suo lavoro da primario di neonatologia all'ospedale di Chieti (Abruzzo) avrebbe cercato di baciare e palpeggiare le mamme dei bambini che aveva in cura presso di lui.

Nove in totale le denunce che erano arrivate a suo carico. Per accertare i fatti vennero installate nel suo ambulatorio delle telecamere di videosorveglianza che consentirono di avere una prova tangibile dei suoi comportamenti molesti. Sabatino venne così arrestato e dovette lasciare tutti i suoi incarichi, tra cui il ruolo di professore pediatrico all'università di Chieti.

Prendeva un farmaco contro il Parkinson e non controllava gli impulsi

A distanza di diversi anni da queste accuse, tuttavia, il Tribunale di Chieti ha fatto completa chiarezza su una vicenda particolarmente delicata. Le indagini hanno permesso di scoprire che l'atteggiamento dell'ormai ex primario di neonatologia, non fosse propriamente indotto da una sua volontà.

All'epoca dei fatti, Giuseppe Sabatino era affetto dal morbo di Parkinson e, per curarsi, assumeva un farmaco specifico, il quale, tuttavia, aveva come effetto collaterale quello di provocare il "discontrollo della funzione sessuale".

"Grazie a tre perizie - afferma il suo avvocato Andrea Di Lizio - immediatamente abbiamo chiarito che il professore, ammalato di Parkinson, era vittima degli effetti collaterali, dimostrati clinicamente, del farmaco che assumeva per la terapia".

Secondo la perizia disposta dal collegio giudicante, effettuata dal neuropsichiatra Giovan Battista Camerini, il medico 72enne era totalmente incapace di volere, parzialmente capace di intendere al momento dei fatti e quindi non punibile.

Cosa hanno fatto le nove parti civili

Delle nove parti civili contro l'ex primario di neonatologia, martedì in aula erano presenti solo due. Le restanti sette avrebbero deciso di intentare un'azione risarcitoria nei confronti dell'Asl presso cui Sabatino lavorava, rinunciando all'esercizio nel processo penale dell'azione civile.

Un altro processo per corruzione

La trafila giudiziaria di Giuseppe Sabatino, tuttavia, non è finita qui. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, oltre a verificare le accuse di violenza sessuale, hanno aperto un secondo fronte di indagine per il quale l'ex primario è ancora sotto processo.

Sabatino, infatti, mentre esercitava il suo ruolo da medico pediatrico, avrebbe prescritto farmaci e integratori a piccoli pazienti in cura dopo aver intascato mazzette dai rappresentanti di due aziende farmaceutiche. Una storia di bustarelle che ha portato ad un'accusa di corruzione.

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