La scia di incidenti sul lavoro e durante il servizio non si arresta in Italia nemmeno tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. Nella nostra rassegna quotidiana, questa volta teatro di tragedie e gravi infortuni è la regione Veneto.
Morto dopo quattro giorni
Si aggrava il bilancio dell’incidente avvenuto lo scorso 26 giugno 2026 a Due Carrare (Padova, Veneto). È morto all’ospedale di Padova (in copertina) un operaio di origini albanesi di 27 anni, residente a Gemona del Friuli (Udine, Friuli-Venezia Giulia), rimasto gravemente ferito dopo essere stato travolto da un palo in legno delle telecomunicazioni.
Il giovane stava lavorando in via Gorghizzolo quando, per cause ancora in fase di accertamento, la struttura ha ceduto improvvisamente schiacciandolo. L’operaio ha perso subito conoscenza ed è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di Padova, dove è rimasto ricoverato in Terapia intensiva senza mai riprendere conoscenza. Il decesso è stato dichiarato martedì 30 giugno.
Sulla vicenda indagano i carabinieri della Compagnia di Abano Terme e i tecnici dello Spisal, chiamati a ricostruire l’esatta dinamica dell’infortunio e ad accertare le cause del cedimento del palo, oltre all’eventuale rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La tragedia si aggiunge alle recenti vittime registrate nel Padovano e riaccende il dibattito sulla sicurezza nei cantieri.
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Carabinieri feriti in servizio
Restano invece gravissime le condizioni dei due carabinieri coinvolti nel violento incidente stradale avvenuto nella serata del 1° luglio a Montebelluna (Treviso, Veneto).
I due militari, entrambi 30enni, sono ricoverati nel reparto di Terapia intensiva dell'ospedale Ca' Foncello con prognosi riservata. A destare particolare preoccupazione sono le condizioni del capopattuglia, trovato privo di conoscenza dopo l'impatto e intubato direttamente sul luogo dell'incidente per un grave trauma cranico. Anche il collega che era alla guida della "gazzella" è ricoverato nello stesso reparto.
Nello scontro è rimasta coinvolta anche una famiglia che viaggiava su una Bmw. Il padre 50enne è stato trasferito all'ospedale di Conegliano con fratture multiple e una prognosi di 30 giorni. La moglie è ricoverata all'ospedale di Montebelluna con lesioni analoghe, mentre i due figli, di 10 e 13 anni, hanno riportato politraumi e sono stati ricoverati nel reparto di Pediatria dello stesso ospedale.
Secondo una prima ricostruzione, la pattuglia dell'Arma stava raggiungendo Paese per effettuare i rilievi di un precedente incidente stradale quando, per cause ancora da chiarire, il mezzo di servizio avrebbe invaso la corsia opposta, scontrandosi frontalmente con la Bmw. Al momento dell'impatto pioveva intensamente e il fondo stradale era particolarmente scivoloso.
La Procura ha aperto un fascicolo per lesioni stradali a carico di ignoti e disposto il sequestro di entrambi i veicoli. Gli accertamenti della Polizia Stradale dovranno chiarire le cause dell'incidente.
Nel frattempo sono arrivati anche i messaggi di vicinanza delle istituzioni. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha dichiarato:
"Seguo con attenzione gli aggiornamenti sulle condizioni dei due carabinieri rimasti gravemente feriti nell'incidente stradale avvenuto a Montebelluna. A loro, alle loro famiglie e a tutte le persone coinvolte, compresi i due bambini, rivolgo un pensiero di vicinanza e l'augurio di una pronta guarigione. I carabinieri svolgono ogni giorno un servizio prezioso per la sicurezza delle nostre comunità, spesso intervenendo in situazioni delicate e urgenti. A tutti loro esprimo la riconoscenza del Consiglio regionale del Veneto e di tutti i veneti. Voglio esprimere personalmente la mia vicinanza anche al Comandante della Legione Carabinieri Veneto, Generale di Divisione Giuseppe De Liso, pregandolo di far giungere ai due militari feriti e alle loro famiglie il nostro affetto e il nostro sostegno in queste ore. Il mio pensiero si accompagna a una preghiera e alla speranza che i prossimi aggiornamenti possano portare notizie incoraggianti".
Altri due malori
Gevan Poletti, 49enne di Cimego, frazione di Borgo Chiese (Trento, Trentino Alto Adige), sposato, due figlie, artigiano falegname, è morto nella serata di martedì 30 giugno nel suo laboratorio, al piano terra dell’edificio in cui viveva con la famiglia. Poletti è stato trovato privo di sensi dalla moglie, scesa a cercarlo perché non lo vedeva risalire. L’intervento del 118 è servito solo a certificare la morte dell’artigiano.

Fabio Sorgato, 42enne di Sant’Angelo di Piove (Padova, Veneto), sposato, un figlio, fisioterapista nella sede di Cadoneghe, è morto intorno alle 8 di giovedì 2 luglio subito dopo essere arrivato al lavoro. Da quel che è stato possibile ricostruire Sorgato si è sentito male non appena arrivato in ambulatorio, si è sdraiato su un lettino e lì è stato trovato dai colleghi, che hanno tentato invano di rianimarlo.
