Cronaca
Il killer non parla, ma...

L'idraulico pistolero ha sparato all'imprenditore nella sua ditta per un debito da niente

Emergono questioni economiche tra i due. Si parla di poche centinaia di euro. Indagini ancora in corso.

L'idraulico pistolero ha sparato all'imprenditore nella sua ditta per un debito da niente
Cronaca 15 Settembre 2022 ore 12:51

Ci sarebbe un debito da poche centinaia di euro dietro all'omicidio di Fausto Gozzini, il 61enne imprenditore ammazzato a fucilate da Domenico Gottardelli, 78 anni, nella sede della Classe A Energy di Casale Cremasco mercoledì 14 settembre 2022.

Omicidio Gottardelli: un debito da niente il movente

Come riporta Prima Cremona, Gottardelli non ha fornito spiegazioni sul perché del delitto, ma secondo le ricostruzioni degli inquirenti la pista più accreditata sarebbe quella di un debito da poche centinaia di euro.

Il 78enne mercoledì 14 settembre era partito dalla sua casa di Covo (Bergamo) a bordo di una vecchia Citroen 2 Cavalli. Sul sedile posteriore aveva un fucile da caccia, con il quale, una volta arrivano a Casale Cremasco nella sede della ditta di Gozzini, gli ha sparato.

Secondo le prime ricostruzioni il 78enne ha prima sparato un colpo a terra e, un istante dopo, ha mirato direttamente a Gozzini e gli ha sparato una fucilata al centro del petto, poco sopra l'addome.

Gozzini è crollato al suolo in una pozza di sangue, morendo con ogni probabilità sul colpo. La moglie e il figlio del titolare dell'azienda si sono precipitati dove era appena accaduto il drammatico episodio e sono riusciti a bloccare e disarmare Gottardelli.

L'arresto e l'interrogatorio

Il 78enne bergamasco è stato quindi preso in consegna dai Carabinieri che lo hanno prima portato in ospedale in stato confusionale e nel primo pomeriggio è comparso davanti ai magistrati cremonesi. In un primo momento si è avvalso della facoltà di non rispondere. Poi, durante l'interrogatorio,  ha spiegato ai giudici di essere celibe, senza figli, di aver subito un trapianto di fegato ormai 22 anni fa e di avere qualche problema di salute. Niente altro: sulle ragioni che l'hanno spinto a sparare un colpo di fucile all'indirizzo di Gozzini, nemmeno una parola.

Dopo l'interrogatorio il 78enne è stato portato nel carcere di Cremona, dove si trova tutt'ora a disposizione della magistratura cremonese.

Il movente economico

Secondo quanto è stato possibile ricostruire finora, l'assassinio di Gozzini sarebbe maturato per motivi economici. Il 61enne imprenditore avrebbe avuto nei confronti del 78enne un debito di alcune centinaia di euro.

I due a quanto pare si conoscevano da qualche tempo, anche solo per una questione geografica. Gozzini, per quanto originario di Pontoglio (Brescia), da anni per la sua attività gravitava nella Bergamasca e si era trasferito a Romano di Lombardia.

Il passato di Gozzini

Sposato, con due figli, titolare della Classe A Energy, che si occupa della vendita di mezzi per la movimentazione della terra e che ha sede a Casale Cremasco, ha un passato in cui non sono mancati episodi controversi.

Nel 2018 fu arrestato per bancarotta fraudolenta insieme a due soci, mentre di recente la Guardia di Finanza aveva effettuato degli accertamenti nei suoi confronti a causa di alcune insolvenze.

Ma c'è anche un altro episodio su cui sono state svolte delle indagini: durante la costruzione della sua villa di Romano di Lombardia, il tetto dell'abitazione è stato incendiato per ben tre volte. 

 Gottardelli, eccentrico ma innocuo

Dal canto suo Gottardelli viene descritto come una persona eccentrica ma innocua. Prima di ieri la sua fedina penale era intonsa. Aveva svolto per anni la professione di idraulico e oggi passava la gran parte dell'anno tra Sud America e Nord Africa.

A dare un quadro del suo carattere anche la sua auto, che non passava di certo inosservata: una Citroen 2 Cavalli "datata" (la targa, decisamente "retrò", ne è la prova), con una carrozzeria bardata in modo "bizzarro": sulle portiere e sul tettuccio ci sono le foto dello stesso Gottardelli, uno stemma della Marina Militare e il logo dell'Aitf,  l'Associazione trapiantati di fegato.

A seguito dell'accaduto gli inquirenti hanno anche perquisito l'abitazione del 78enne, ma non hanno trovato nulla di significativo.

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