Cronaca
a 17 anni dalla sparizione

Denise Pipitone: il gip archivia l'indagine sulla scomparsa della bambina

L'inchiesta era stata riaperta in primavera e riguardava anche Anna Corona, l'ex moglie del papà biologico della piccola.

Denise Pipitone: il gip archivia l'indagine sulla scomparsa della bambina
Cronaca 20 Dicembre 2021 ore 19:02

Un mistero che va avanti da 17 anni, tornando alle volte più in auge. Ma ora sembra arrivato il colpo di spugna. Il gip di Marsala ha disposto l'archiviazione delle indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone.

Denise Pipitone: il gip archivia l'indagine

Era l'1 settembre 2004 quando da Mazara del Vallo spariva la piccola Denise, che all'epoca dei fatti non aveva ancora 4 anni. Subito erano partite le ricerche, e si erano susseguite le segnalazioni di avvistamenti. Il più credibile era avvenuto a Milano un mese e mezzo più tardi. Il 18 ottobre 2004 Felice Grieco, guardia giurata,  riprese fuori da un istituto bancario una bambina in compagnia di una famiglia rom. La piccola, molto somigliante a Denise,  veniva chiamata dalla presunta mamma "Danas". Grieco, però, si limitò a filmare la piccola, e ancora oggi - come ha più volte raccontato in televisione - vive nel rimorso per non aver fatto qualcosa di più.

I processi

Denise viveva con la mamma, Piera Maggio, e con il marito, Tony Pipitone. In realtà, però, il padre biologico della bambina era Piero Pulizzi. E tra i primi sospettati finirono la figlia di quest'ultimo, Jessica Pulizzi, e sua madre Anna Corona, accusate di aver rapito la bambina per una vendetta.

La posizione di Anna Corona, indagata in un secondo filone d'indagine per sequestro di minorenne, fu archiviata dal gip di Marsala nel dicembre 2013.

Jessica Pulizzi, accusata di concorso in sequestro di minorenne, fu rinviata a giudizio dal Giudice dell'udienza preliminare di Marsala il 18 gennaio 2010. Il processo di primo grado iniziò il 16 marzo 2010 e durò tre anni. La procura di Marsala chiese la condanna a 15 anni di reclusione per sequestro di minore, ritenendola "colpevole senza alcun dubbio". Secondo l'accusa, la mattina dell'1  settembre 2004, la Pulizzi aveva prelevato Denise e l'aveva condotta a casa del padre per avere la conferma che fosse sua figlia, ma non trovandolo consegnò la bambina a persone mai identificate. Tuttavia, al termine del processo la donna fu assolta dal Tribunale di Marsala il 27 giugno 2013 per insufficienza di prove. Verdetto confermato il 2 ottobre 2015 dalla Corte d'Appello di Palermo e il 19 aprile 2017 dalla Cassazione.

L'ultima speranza

Negli anni si sono susseguite le segnalazioni. L'ultima, nel marzo 2021, ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso. Un'infermiera russa residente in Val Seriana aveva segnalato a Chi l'ha visto? una forte somiglianza tra Piera Maggio e Olesya Rostova, una ventenne russa partecipante a una trasmissione televisiva russa. Olesya aveva ricevuto il nome in orfanotrofio e sosteneva di essere stata rapita da bambina da alcuni rom. Tutte informazioni che avevano dato grandi speranze. Purtroppo però svanite in pochi giorni: il gruppo sanguigno della ragazza non era infatti compatibile con quello di Denise. 

L'archiviazione

Nel pomeriggio di lunedì 20 dicembre 2021 è arrivata l'archiviazione da parte del Gip di Marsala. Gli indagati erano 4: l'ex moglie del padre naturale di Denise, Anna Corona, che rispondeva di sequestro di persona, Giuseppe Della Chiave, anche lui accusato del rapimento della piccola, e i due falsi testimoni, Antonella Allegrini e il marito Paolo Erba, a cui era stato contestato il reato di false informazioni al pubblico ministero.

L'inchiesta era stata riaperta la scorsa primavera, ma ora il giudice ha ritenuto non ci fossero altri elementi per procedere.