Cronaca
Si riunisce il Cdm

Covid, più di un terzo dei nuovi positivi in Italia è in Lombardia: oggi si decide sulla quarantena

Più 29mila casi sui 78mila nazionali: sotto la Madonnina scatta il giallo, ma la mascherina è già obbligatoria.

Covid, più di un terzo dei nuovi positivi in Italia è in Lombardia: oggi si decide sulla quarantena
Cronaca 29 Dicembre 2021 ore 10:53

Covid, nuova stretta e nuove regole contro la quarta ondata della pandemia. Dopo gli Stati Uniti e l'Europa, anche l'Italia, al di là del proseguo della campagna vaccinale, cerca di "rimodulare" le strategie per fronteggiare gli effetti devastanti della variante Omicron, almeno dal punto di vista dei contagi, mai così alti dall'inizio della pandemia ormai quasi due anni fa.

Covid, Cts convocato per oggi: cosa deciderà?

Sono attese per oggi, mercoledì 29 dicembre, le decisioni del Cts (il Comitato tecnico scientifico) per contrastare l'escalation di contagi, ma al tempo stesso non paralizzare l'economia, rinchiudendo in casa, in isolamento, milioni di italiani.

Nella fattispecie, il Comitato tecnico scientifico dovrà appunto pronunciarsi sulle regole della quarantena, dopo i solleciti arrivati dalle Regioni e da alcuni componenti della maggioranza.

Subito dopo è convocato anche il Consiglio dei ministri e c'è attesa per i provvedimenti che eventualmente ne scaturiranno.

Covid, contagi e quarantene: cosa chiedono le Regioni

Ecco perché la richiesta che stanno portando avanti le Regioni è figlia della situazione della quarta ondata Covid di questi giorni con l'escalation esponenziale dei contagi sia della necessità di preservare le attività economiche e il "sentimento popolare".

Le Regioni in buona sostanza chiedono al Governo la riduzione da 5 a 3 giorni dell'isolamento per i vaccinati, 10 giorni per i non vaccinati, niente più quarantena per i vaccinati con terza dose e tamponi solo a chi è sintomatico.

Cosa potrebbe decidere il Governo

La stretta più significativa che potrebbe arrivare dalle riunioni del Cts e del Cdm è l'addio al "vecchio" Green pass, o Green pass "base": potrebbe andare in pensione per tutti i lavoratori e resterebbe solo il Super Green pass ottenuto col vaccino o la guarigione.

In sostanza si tratterebbe quasi di un obbligo vaccinale e al tempo stesso un "lockdown per i no vax", perché rimarrebbero poche le fasce di popolazione scoperte: a casa dal lavoro rimarrebbero (sospesi) tutti coloro che si rifiutano di sottoporsi al vaccino.

E nel dibattito è entrato anche il decano dei farmacologi italiani e fondatore dell’Istituto Mario Negri di Milano, Silvio Garattini, secondo cui ormai l’obbligo vaccinale è necessario e l'Italia dovrebbe fare con coraggio da apripista. Secondo il farmacologo, se l’Italia inserisse l’obbligo vaccinale, molti Paesi europei la seguirebbero.

L'eliminazione del tampone per accedere ad alcuni spazi e servizi risolverebbe ad ogni modo il problema delle code chilometriche degli ultimi giorni agli hub e nelle farmacie, oltre alla corsa ai test fai-da-te giudicati non sufficientemente affidabili (1 falso negativo su 5 in media).

Sulla questione quarantena il Cts sembrerebbe contrario a ricevere la proposta delle Regioni, ma potrebbe ridursi la quarantena dei vaccinati con terza dose che abbiano avuto un contatto stretto ma siano asintomatici.

La situazione in Lombardia

Nel frattempo, la giornata di ieri, martedì 28 dicembre, ha fatto segnare la clamorosa impennata di contagi in Lombardia con oltre 28mila casi di positività (28.795), con 193 (+6) posti occupati in terapia intensiva e 1698 (+159) ricoveri in area medica.

Più di terzo dei positivi in Italia di fatto si trovano in Lombardia.

Per la Regione guidata da Attilio Fontana, complice la variante omicron, il passaggio in zona gialla è ormai pressoché certo nonostante l'ottimo andamento della campagna vaccinale e l'istituzione, voluta dall'assessore al Welfare, Letizia Moratti, di una task force per gestire l'emergenza tamponi e potenziare il servizio sul territorio (in primis con l'apertura degli Hub di Gallarate e Milano Rho Fiera).

Tre sono i parametri che determinano il colore della regione: l'incidenza dei contagi ogni 100mila abitanti, l'occupazione dei posti letto in area medica e l'occupazione delle terapie intensive. Perché scatti la zona gialla devono essere contemporaneamente superate tre soglie limite: 50 casi per 100mila abitanti per quanto riguarda l'incidenza: soglia superata in tutte le regioni; 15% di posti letto occupati in area medica e il 10% di posti letto occupati in terapia intensiva.

Cosa cambia

Mentre già molti locali hanno cancellato la programmazione dei loro eventi per Capodanno e in molti altri casi stanno invece fioccando le disdette da parte dei cittadini, cosa cambierà con il passaggio in zona gialla?

C'è l'obbligo della mascherina anche all'aperto, misura che peraltro è già stata introdotta dal Decreto di Natale, poi i comportamenti saranno segnati dal certificazione verde.

Con il passaggio in zona gialla (che per la Lombardia avverrà verosimilmente subito dopo Capodanno) non ci sono limitazioni agli spostamenti, non sono previste chiusure di attività, non è previsto il coprifuoco.

La situazione in Europa

Non va meglio dell'Italia in Europa e nel mondo.

Negli Usa sono stati registrati oltre 500.000 nuovi casi di Covid (mezzo milione!) nelle ultime 24 ore, record dall'inizio della pandemia.

Sono più di 180.000 i contagi delle ultime 24 ore in Francia, anche qui non invidiabile record.

Grave anche la situazione in Scandinavia:  la Danimarca registra infatti il più alto tasso di infezioni al mondo. Su 100 mila abitanti in 1.612 sono positivi al Covid.

La Finlandia ha invece deciso di correre ai ripari nel modo più drastico: vietando, salvo alcune eccezioni, a tutti gli stranieri non vaccinati e con età superiore ai 16 anni di entrare nel Paese.