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La nuova variante corre

Omicron già al 45%: attesi 100mila contagi al giorno, ricoveri in aumento

A fronte di esiti sintomatici (incrociando le dita) più lievi, proprio la sua elevata contagiosità potrebbe mettere comunque in ginocchio il sistema sanitario.

Omicron già al 45%: attesi 100mila contagi al giorno, ricoveri in aumento
Attualità 28 Dicembre 2021 ore 13:37

Omicron corre. La nuova variante del Covid è già arrivata a un caso su due ed entro gennaio si stima che i nuovi contagi giornalieri arriveranno a quota 100mila. Incrociando le dita, sembrerebbe rivelarsi meno pericolosa della Delta, ma a fronte di esiti sintomatici più lievi, proprio la sua elevata contagiosità potrebbe mettere comunque in ginocchio il sistema sanitario: i ricoveri infatti continuano ad aumentare (senza contare i sanitari finiti in quarantena che non possono lavorare).

Omicron al 45% a Natale

I calcoli del fisico Roberto Battiston, dell'Università di Trento e coordinatore dell'Osservatorio dei dati epidemiologici in collaborazione con l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ci dicono che nel giorno di Natale i casi di Omicron in Italia erano pari a circa il 45% del totale dei circa 54.762 casi di SarsCoV2 che sono stati registrati.

"In Italia la Omicron si è fatta sentire nel momento particolare delle feste. La sua crescita massiccia era attesa, ma sta avvenendo senza che se ne sappia abbastanza, anche se sono ben visibili i pesanti effetti, come il gran numero di infetti che si aggiungono al contributo della Delta, i tamponi che non si trovano e le code davanti alle farmacie. I numeri dell'epidemia crescono velocemente, ma i dati sul sequenziamento sono scarsi e molto lenti rispetto alla velocità con cui si muove il virus", spiega Battiston.

Un fatto curioso: i dati della Protezione Civile indicano come la variante Omicron nelle regioni in giallo non si stia ancora sviluppando in modo evidente, come invece accade nella quasi totalità delle regioni bianche, dove la nuova variante sta prendendo il sopravvento.

"Le sette regioni gialle mostrano, per ora, una quasi assenza del contributo della Omicron. Nelle zone in cui la variante Delta aveva raggiunto valori altissimi, come l'Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, gli infetti adesso stanno scendendo e Rt è tornato ad 1: Delta sta quindi tornando indietro e la crescita di Omicron ancora non si vede, almeno a livello statistico", spiega ancora Battiston.

Insomma, le misure di contenimento servono. Per il fisico:

"E' importante capire perché le regioni gialle mostrino, almeno nel breve periodo, una maggiore resistenza all'invasione di Omicron: questo può essere utile per capire che cosa fare nei tempi brevi anche nelle altre regioni, quali siano le limitazioni, come le mascherine all'aperto e il contenimento del numero di persone in ristoranti musei e stadi, che risultino più efficaci o che risulti opportuno rafforzare a livello nazionale".

Battiston consiglia un'azione come quella decisa in Germania, che con le misure che hanno limitato il movimento dei non vaccinati rispetto ai vaccinati è riuscita a spegnere un fortissimo picco di casi di Delta e limitare moltissimo la presenza dell' Omicron.

Attesi 100mila contagi al giorno

La contagiosità di Omicron fa paura: la variante Omicron rappresenta il 50-60% dei contagi Covid in Italia oggi. E' plausibile ipotizzare 100mila casi al giorno secondo Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute:

"E' verosimile che la variante Omicron sia oltre il 50-60% di tutto il virus che in questo momento circola nel nostro Paese. Per modalità di diffusione, perché contagia cinque volte tanto la Delta e la Delta plus, che erano le varianti precedentemente circolanti, capiamo bene che in una, massimo due settimane Omicron prenderà il sopravvento sulla popolazione positiva: questa sarà la variante con la quale dovremo confrontarci nelle prossime settimane".

Lo scenario è senza dubbio allarmante, veniamo dunque all'altro nodo: Omicron è davvero meno pericolosa rispetto a Delta oppure, come ammoniscono molti scienziati, non abbiamo ancora dati sufficienti per stare tranquilli?

Considerando che parole definitive, in tal senso, ancora non ci sono, l'unica guida possibile è la logica. Come spiegato già nelle scorse settimane, anche ponendo che Omicron causi decorsi meno severi (e siamo ancora nel campo delle ipotesi) il suo potere di contagio, soprattutto sui non vaccinati, è vastissimo e rischia di mettere in ginocchio il sistema sanitario.

Pochi giorni prima di Natale, Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), ha spiegato cosa ci attenderebbe se la nuova forma di Covid prendesse piede anche nel nostro Paese

"In base all’attuale trend dei contagi e dei ricoveri nelle prossime 2-3 settimane ci aspettiamo un aumento del 70% dei posti letto occupati in intensiva da malati Covid, raggiungendo così circa 1700 pazienti ricoverati nelle terapie intensive. E' irrealistico pensare di poterne aumentare il numero ulteriormente perché mancano i medici. Non è questa la soluzione, non si può spremere ancora il sistema".

Anche il professor Walter Ricciardi pronostica 100 mila contagi al giorno a gennaio per la variante Omicron e non esclude il lockdown per i No vax:

"L’impennata dei casi è impetuosa ma grazie al vaccino preme poco sulla rete ospedaliera rispetto al passato. A gennaio andremo oltre i 100 mila contagi al giorno. Non credo tornerà il lockdown totale però: le regioni diventeranno arancioni e rosse, con le limitazioni che conosciamo. Ci saranno restrizioni solo per i No vax, perché a pesare sui sistemi sanitari saranno loro".

Sulla linea del modello tedesco.

Ricciardi si dice invece contrario alla chiusura delle scuole:

"Il governo non vuole farlo. Si punterà a un salto di qualità nella gestione delle classi. Oltre a testare e tracciare gli studenti in caso di contatto, per cui ora è in campo il commissario Figliuolo, va migliorata la gestione dell’ambiente. Assieme a mascherine e distanze serve un monitoraggio costante dell’aria con indicatori dell’anidride carbonica che permettano un corretto ricambio d’aria. Se apri le finestre nel momento sbagliato non serve a nulla, se lo fai sempre fai ammalare i ragazzi".

E per ciò che concerne uno scenario più lungo termine il professore chiarisce che il Covid diverrà un virus con cui bisogna convivere, il che non significa che avremo 100 morti al giorno o 50 mila casi. Verranno piuttosto normalizzati precauzione e vaccini.

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