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Allarmi bomba sugli aerei, spunta la pista russa: chi c’è dietro il misterioso “Stato Maschile”

Il fondatore nega ogni responsabilità, mentre gli investigatori cercano di capire se si tratti di una provocazione organizzata

Allarmi bomba sugli aerei, spunta la pista russa: chi c’è dietro il misterioso “Stato Maschile”
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Un nome inquietante, una minaccia di morte e una serie di voli costretti a cambiare rotta. Dietro il caos che ha paralizzato parte del traffico aereo europeo compare una firma insolita: “Combattenti dello Stato Maschile”. Una denominazione che rimanda a un’organizzazione estremista russa realmente esistita, conosciuta per le sue posizioni ultranazionaliste e per le campagne di intimidazione contro donne, attivisti e minoranze.

Ma chi si nasconde davvero dietro le email che hanno fatto intervenire caccia militari e artificieri in diversi aeroporti europei? È la domanda alla quale stanno cercando di rispondere gli investigatori, impegnati a ricostruire la provenienza dei messaggi.

“Il vostro cielo sarà rosso”: le email che hanno fatto scattare l’emergenza

Tutto è cominciato con comunicazioni anonime inviate a società aeroportuali e operatori del settore. In Italia, una delle email è arrivata ad Aeroporti di Roma e indicava due voli diretti a Fiumicino, uno proveniente da Helsinki e l’altro da Dublino. Il messaggio annunciava la presenza di esplosivi e sosteneva che sarebbero detonati entro un’ora. Il testo conteneva anche un riferimento esplicito a un presunto “regime femminista”, contro il quale gli autori dichiaravano di voler agire.

La minaccia si concludeva con parole destinate a provocare il massimo allarme: “Oggi il vostro cielo sarà rosso”.

Messaggi simili sono arrivati anche in Bulgaria e nel Regno Unito, contribuendo ad alimentare il sospetto che dietro la successione degli episodi possa esserci una regia comune. Le conseguenze sono state immediate. Il volo Aer Lingus da Dublino a Roma è stato deviato verso una base militare in Francia, mentre un collegamento Wizz Air partito da Malpensa e diretto a Varsavia è atterrato a Vienna. Un altro aereo, proveniente da Helsinki, è stato accompagnato fino a Fiumicino dai caccia dell’Aeronautica Militare. Nessuna delle verifiche concluse ha confermato la presenza di ordigni.

Dalla Russia ai social: come nasce il movimento Male State

La sigla utilizzata nelle minacce richiama Muzhskoye Gosudarstvo, traducibile come “Stato Maschile”, un movimento fondato in Russia nel 2016 da Vladislav Pozdnyakov, blogger e attivista ultranazionalista.

Vladislav Pozdnyakov

L’organizzazione si è sviluppata soprattutto attraverso i social network, inizialmente sulla piattaforma russa VKontakte e successivamente su Telegram. La sua ideologia unisce il suprematismo maschile a posizioni razziste, omofobe e fortemente nazionaliste. I sostenitori promuovevano una società fondata sul predominio degli uomini e sull’esclusione di chi non condivideva i loro principi. Una delle campagne più note prendeva di mira le donne russe che intrattenevano relazioni sentimentali con uomini stranieri, in particolare appartenenti a minoranze etniche.

Il movimento si è distinto anche per iniziative di molestia online, minacce e diffusione di informazioni personali degli avversari. Nel 2021 è stata la stessa giustizia russa a dichiararla estremista e a vietarne le attività. La decisione fu presa da un tribunale di Nizhny Novgorod, dopo le numerose contestazioni legate alla propaganda e alle intimidazioni promosse dai suoi membri. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 alcuni suoi esponenti hanno assunto posizioni apertamente favorevoli alla guerra, utilizzando anche riferimenti e simbologie dell’estrema destra.

Il fondatore respinge le accuse: “Usano il nostro nome”

A intervenire sulla vicenda è stato anche Vladislav Pozdnyakov. Interpellato da Reuters, il fondatore di Male State ha negato il coinvolgimento del movimento negli episodi, sostenendo che l’organizzazione non esisterebbe più. Secondo la sua versione, chi ha utilizzato quella denominazione nelle email sarebbe un soggetto estraneo, intenzionato a sfruttare la notorietà della sigla.

La pista della guerra ibrida e le indagini internazionali

Il numero delle minacce e la loro distribuzione geografica hanno spinto le autorità a intensificare la collaborazione internazionale. Fra le possibilità considerate c’è anche una campagna di swatting, cioè l’invio intenzionale di false segnalazioni per provocare interventi delle forze dell’ordine. È un sistema che, applicato al traffico aereo, può avere conseguenze enormi: basta una minaccia credibile per far deviare un velivolo, interrompere le operazioni aeroportuali e mobilitare personale specializzato.

Non viene esclusa nemmeno l’ipotesi di un’operazione di destabilizzazione riconducibile alla cosiddetta guerra ibrida, ma nessuna autorità ha finora identificato pubblicamente i responsabili.