senza pace

Ancora caos in Europa: nuovi voli dirottati in Italia, evacuate redazioni giornalistiche a Dublino

Un aereo diretto a Roma costretto ad atterrare a Venezia, controlli su un volo arrivato a Lisbona dalla Capitale

Ancora caos in Europa: nuovi voli dirottati in Italia, evacuate redazioni giornalistiche a Dublino
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Non si ferma l’ondata di allarmi bomba che da giorni sta mettendo in difficoltà il traffico aereo europeo. E adesso le minacce raggiungono anche il mondo dell’informazione. Oggi, venerdì 6 novembre 2026, mentre altri due voli collegati all’Italia sono stati interessati da segnalazioni di possibili ordigni, a Dublino sono state evacuate le sedi di importanti emittenti radiofoniche, televisive e redazioni giornalistiche.

Una situazione che alimenta la preoccupazione delle autorità, impegnate a capire se gli episodi facciano parte di una campagna organizzata per provocare disagi e paura.

Nuovi allarmi sui voli: un aereo diretto a Roma atterra a Venezia

La mattinata di venerdì si è aperta con due nuovi episodi riguardanti collegamenti italiani. Un volo Wizz Air partito da Praga e diretto a Roma Fiumicino è stato deviato verso l’aeroporto di Venezia dopo una segnalazione relativa alla possibile presenza di un ordigno. L’aereo, atteso nella Capitale intorno alle 11, è atterrato nello scalo veneto, dove sono state avviate le verifiche di sicurezza. Un secondo allarme ha interessato un Ryanair proveniente da Roma e arrivato a Lisbona intorno alle 8 del mattino. Le autorità portoghesi hanno disposto controlli per valutare la credibilità della minaccia.

I due episodi seguono la giornata del 5 novembre, quando numerosi collegamenti europei sono stati coinvolti in analoghe segnalazioni. Fra i casi più rilevanti, un Aer Lingus da Dublino a Roma è stato dirottato verso la base militare francese di Évreux, mentre un Wizz Air partito da Malpensa per Varsavia ha dovuto atterrare a Vienna. Un Finnair proveniente da Helsinki è stato invece scortato fino a Fiumicino dai caccia dell’Aeronautica Militare.

In tutti questi casi i controlli si sono conclusi senza trovare esplosivi.

Paura a Dublino: evacuate televisioni, radio e giornali

La novità più significativa arriva però dall’Irlanda, dove gli allarmi hanno coinvolto direttamente le organizzazioni giornalistiche. A Dublino è stata evacuata la sede dell’emittente pubblica RTÉ, dopo la ricezione di una mail che annunciava l’esplosione di una bomba entro 45 minuti. Sul posto sono intervenuti agenti della polizia irlandese, anche armati, mentre il personale lasciava gli edifici per consentire le ispezioni. L’emittente ha temporaneamente modificato la programmazione, utilizzando strutture esterne per garantire le trasmissioni.

Analoghe minacce hanno interessato Newstalk, Today FM e gli uffici del gruppo Irish Independent. Segnalazioni hanno coinvolto anche altre realtà dell’informazione, tra cui Virgin Media. Newstalk ha successivamente ripreso le trasmissioni, dopo che una delle minacce è stata giudicata infondata.

Il primo ministro irlandese Micheál Martin ha espresso preoccupazione per gli episodi, sottolineando la necessità di prenderli seriamente e di individuare i responsabili.

Quanti voli sono stati colpiti? I numeri delle autorità

Il fenomeno ha ormai assunto dimensioni europee. Secondo un aggiornamento di Eurocontrol, l’organizzazione che coordina la gestione del traffico aereo europeo, gli allarmi registrati il 3 e il 5 novembre hanno interessato 21 voli, di cui 14 nella sola giornata di giovedì.

La firma dello “Stato Maschile” e i sospetti di una regia comune

Gli investigatori stanno analizzando soprattutto le comunicazioni utilizzate per annunciare la presenza degli ordigni. Alcune email inviate agli aeroporti italiani erano firmate dai sedicenti “Combattenti dello Stato Maschile”, denominazione che richiama un movimento estremista ultranazionalista e misogino nato in Russia.

GFra le ipotesi al vaglio c’è una possibile campagna di swatting, cioè false segnalazioni costruite per provocare interventi delle forze dell’ordine e interrompere le normali attività.

La Polizia postale e gli investigatori degli altri Paesi stanno cercando di risalire all’origine dei messaggi, analizzando gli indirizzi informatici e i sistemi utilizzati per inviarli.

Anche Europol si è detta disponibile a sostenere le indagini delle autorità nazionali. La Commissione europea segue l’evoluzione della situazione insieme agli organismi responsabili della sicurezza aerea, ma invita alla prudenza sulle possibili responsabilità. Il rischio è ormai evidente: anche senza esplosivi, una serie di minacce credibili può bloccare aerei, mobilitare caccia militari, evacuare redazioni e interferire con servizi essenziali.