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Vaccino obbligatorio, cosa dice la Costituzione

Dopo il "via libera" del premier Draghi l'obbligatorietà è il tema del momento.

Vaccino obbligatorio, cosa dice la Costituzione
Attualità 03 Settembre 2021 ore 11:29

Dal pomeriggio di giovedì 2 settembre 2021, da quando il premier Mario Draghi ha aperto alla possibilità del vaccino obbligatorio, non si parla d'altro in Italia. Il presidente del Consiglio dei ministri, a specifica domanda, ha risposto che quando ci saranno tutte le autorizzazioni di Ema e Aifa allora si potrà procedere con l'obbligatorietà del siero anti-Covid. E il Paese si divide tra pro e contro.

Vaccino obbligatorio: si può fare?

A chi si domanda se l'obbligo vaccinale imposto sia ammesso dalla Costituzione possiamo rispondere di sì. Ed è lecito pensare anche che Draghi - che di certo non è uno sprovveduto - prima di rilasciare una dichiarazione di quella forza abbia chiesto il parere di più di un costituzionalista. Tecnicamente, infatti, è consentito in una situazione emergenziale dall'Articolo 32 della Costituzione, che recita:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Come fare?

Assodato dunque che la possibilità per rendere obbligatorio il vaccino c'è (peraltro, come ha spiegato nella stessa conferenza stampa il ministro della Salute Roberto Speranza, per i sanitari c'è già e sono già scattate le sospensioni per chi non ottempera), bisogna capire come fare e quanto tempo ci vuole. I tempi non sarebbero lunghissimi e dipenderebbero dal Parlamento (dove - c'è da scommetterci - ci sarebbe aspra battaglia sulla questione).

Il giurista Amedeo Santosuosso, professore di Diritto, scienza e nuove tecnologie all'Università di Pavia, ha spiegato all’Ansa che si tratta di una strada "fattibile in tempi brevi attraverso una legge, che rispetterebbe tutti i crismi di costituzionalità, ma sarebbe più una questione politica che giuridica. Una legge di questo tipo sarebbe giustificata dai benefici documentati che il trattamento, in questo caso il vaccino, porterebbe alla comunità e ai singoli".

Con riferimento alla vaccinazione Covid-19 l’aspetto più delicato starebbe proprio sulla definizione di “vaccino”. Secondo alcuni giuristi, per imporre un obbligo vaccinale generalizzato si dovrebbe attendere il passaggio dall’autorizzazione condizionata all’autorizzazione standard. Altrimenti si rischia di imporre un obbligo fondato su basi incomplete e provvisorie. Con conseguenti responsabilità e risarcimenti.

 Qualche precedente

La Corte Costituzionale si è già espressa sulla legittimità delle vaccinazioni obbligatorie. Vediamo i casi principali:

Con la  sentenza   5/2018, la Corte Costituzionale ha delineato i presupposti, affinché l’obbligo vaccinale possa ritenersi compatibile con i principi dell’art. 32 della Costituzione. Con tale pronuncia la Corte ha rigettato il ricorso della Regione Veneto, che aveva contestato l’obbligatorietà dei vaccini previsti dal cosiddetto decreto Lorenzin 73/2017.

Andando maggiormente indietro nel tempo con la sentenza 307/1990  la Corte Costituzionale ha stabilito che "la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art. 32 della Costituzione:

  • se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacché è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell’uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale;
  • se vi sia "la previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario e, pertanto, tollerabili";
  • se, nell’ipotesi di danno ulteriore alla salute del soggetto sottoposto al trattamento obbligatorio – ivi compresa la malattia contratta per contagio causato da vaccinazione profilattica – sia prevista comunque la corresponsione di una “equa indennità” in favore del danneggiato.

A dare man forte a coloro che sostengono la legittimità c'è anche la recentissima (agosto 2021) pronuncia della Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha respinto la richiesta di sospensiva dell'obbligo vaccinale (proprio legato al Covid 19) presentata da alcuni pompieri francesi.