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chiarimento del ministero

I test salivari rapidi non valgono per il Green pass, ma sono buoni per la scuola

Permettono di ottenere il certificato verde i molecolari. Per gli alunni i risultati saranno raccolti dai genitori.

I test salivari rapidi non valgono per il Green pass, ma sono buoni per la scuola
Attualità 24 Settembre 2021 ore 15:25

I test salivari rapidi non saranno considerati validi per ottenere il Green pass, ma verranno tenuti in considerazione per il monitoraggio nelle scuole. E a raccogliere  i campioni saranno i genitori, dopo un apposito percorso formativo. Lo ha stabilito il Ministero della Salute con una circolare inviata nella tarda mattinata di venerdì 24 settembre 2021.

Test salivari rapidi non validi per il Green pass...

I test antigenici rapidi su saliva, sulla base delle evidenze al momento disponibili, non sono al momento raccomandati come alternativa ai tamponi oro-naso-faringei in quanto non raggiungono i livelli minimi di sensibilità e specificità. Rimangono - come specificato nella circolare ministeriale - ancora esclusi dall'elenco europeo degli esami validi per ottenere la certificazione verde. 

... ma vanno bene per bambini e anziani

Possono però essere considerati una opzione alternativa - almeno in una fase di avviamento  - per alcune categorie di persone: individui fragili con scarsa capacità di collaborazione (anziani delle Rsa, disabili e persone autistiche), bambini coinvolti nell'attività di screening del Piano di monitoraggio della circolazione del virus in ambito scolastico, contatti di alunni positivi (anche se la scuola non fa parte del Piano), operatori sanitari e socio-sanitari nel contesto di screening programmati in ambito lavorativo.

Meglio il test molecolare

La circolare sottolinea poi che "recenti evidenze scientifiche hanno individuato valori di sensibilità compresi tra il 77% e il 93%, inoltre, alcuni studi condotti in ambito scolastico hanno riportato una elevata concordanza tra i risultati ottenuti con test molecolare salivare e con test molecolare su campione nasofaringeo e orofaringeo"

Il Ministero ribadisce comunque che il test molecolare su campione respiratorio nasofaringeo e orofaringeo "resta, tuttora, il gold standard internazionale per la diagnosi di Covid-19 in termini di sensibilità e specificità"

Tempi più stretti

A far propendere però per l'apertura alla considerazione per determinate categorie di persone dei test rapidi convergono però alcuni fattori. I molecolari, infatti, richiedono un numero maggiore di passaggi in laboratorio, allungando così le tempistiche per processare i campioni. La decisione è quindi presa - come spiega la circolare - per evitare il sovraccarico dei laboratori di microbiologia regionali.

In caso di positività del test salivare molecolare, precisa inoltre la circolare, non sarà necessario effettuare un test di conferma su campione nasofaringeo/orofaringeo.

Il prelievo eseguito dai genitori

Per quanto riguarda gli alunni delle scuole, la raccolta del campione salivare  potrà essere effettuata anche con modalità di auto-prelievo a domicilio da parte dei genitori, che però dovranno seguire un preventivo iter formativo per il conseguimento della necessaria confidenza con i dispositivi di raccolta.

La differenza tra test molecolari e antigenici

Per capire bene la questione bisogna specificare  che anche per i test salivari - come per i tamponi - ci sono due tipologie, cioè molecolare e antigenico. Il primo individua il materiale genetico del virus (ovvero la presenza nel campione dell’Rna) grazie a una particolare analisi (Pcr) effettuabile solo in laboratorio. I test salivari antigenici invece danno un risultato nel giro di una decina di minuti rilevando le proteine di superficie di Sars-CoV-2 presenti nella saliva.