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Vaccino anti covid

Terza dose, c'è l'ok di Aifa. Come funzionerà in Italia? Quando si parte e a chi andrà

Si partirà già a fine settembre con i 500 mila pazienti immunodepressi (oncologici, trapiantati, pazienti con sclerosi multipla).

Terza dose, c'è l'ok di Aifa. Come funzionerà in Italia? Quando si parte e a chi andrà
Attualità 09 Settembre 2021 ore 13:23

Durante la conferenza stampa conclusiva del G20 sulla salute a Roma è arrivato l'annuncio dal ministro della Salute Roberto Speranza: l'Italia dice "sì" alla terza dose di vaccino anti Covid. E ieri, giovedì 9 settembre è arrivato l'ok alla terza dose da parte della Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, Agenzia italiana del farmaco. Come si procederà? Chi ne avrà diritto e in che tempi?

Terza dose di vaccino anti Covid: chi lo riceverà?

Secondo le tempistiche previste dal Governo si partirà già a fine settembre con i 500 mila pazienti immunodepressi (oncologici, trapiantati, pazienti con sclerosi multipla). Si ipotizza successivamente che a dicembre verrà il turno dei 4,2 milioni di over 80 e i 350 mila ospiti delle Rsa. Tra gennaio e febbraio del 2022 potrebbe essere la volta degli operatori sanitari più a rischio di esposizione al contagio: una platea di circa 1,85 milioni di persone.

Resta ancora da sciogliere il nodo sulla restante popolazione per cui l’Aifa attenderà le conclusioni dell’Agenzia europea del Farmaco (Ema) che ha iniziato nei giorni scorsi una doppia valutazione. Nel frattempo, però, gli Stati membri possono già prendere in considerazione piani preparatori per la somministrazione di dosi aggiuntive. Oltre all'Italia anche Germania, Spagna e Portogallo hanno dato l’ok alla terza dose per soggetti "in situazione di grave immunosoppressione", mentre la Francia è già partita.

La scelta di Israele

In Israele, uno dei Paesi più vaccinati al mondo, il 30 luglio è stata avviata la somministrazione della terza dose di Pfizer partendo dagli over 60 e via via scendendo con l’età. Il richiamo sembra funzionare, abbattendo la curva dei contagi. Ma l'opportunità di somministrare "a tappeto" una terza dose non trova ancora sintonia nella comunità scientifica. Se riguardo alle persone fragili o immunocompromesse gli scienziati sono sostanzialmente coesi, c' ancora dibattito sulle persone sane, anche se i dati del mondo reale stanno iniziando a mostrare un indebolimento della risposta vaccinale dopo circa sei mesi dalla prima inoculazione.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha chiesto a tutti gli Stati di non procedere prima di dicembre con i booster per la popolazione sana, per consentire così a ogni Paese di vaccinare almeno il 40% della propri cittadini entro la fine dell’anno e il 70% della popolazione mondiale entro la metà del 2022.