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La norma scade a fine anno

Ricette mediche via mail, WhatsApp o sms, c'è la proroga: cosa succede ora

L'estensione del provvedimento sarà inserita nel Decreto Milleproroghe

Ricette mediche via mail, WhatsApp o sms, c'è la proroga: cosa succede ora
Attualità 21 Dicembre 2022 ore 09:39

L'allarme è durato qualche giorno, ma alla fine si è arrivati a una soluzione di buonsenso. Le ricette mediche si potranno ancora ricevere via mail, sms o WhatsApp. La norma scadeva il 31 dicembre 2022 e, dopo le proteste, il Governo l'ha inserita nel Decreto Milleproroghe. Dunque ancora per un anno si farà così.

Ricette mediche ancora via mail, WhatsApp e sms

La norma era stata introdotta a marzo 2020 con l'obiettivo di evitare assembramenti e contagi Covid negli studi medici. Una prassi che poi è diventata buona norma. Perché volete mettere la praticità di farsi mandare una ricetta via mail o via WhatsApp, soprattutto per quelle prescrizioni "abituali" o che non hanno bisogno di visite di persona?

Ma ora la norma era in scadenza e probabilmente nessuno ci aveva pensato prima di arrivare proprio a pochi giorni dallo stop. E il rischio, se non si fosse proceduto con  una proroga era di tornare al vecchio sistema, con le code in ambulatorio e le ricette cartacee.

Come funziona la ricetta dematerializzata

La ricetta dematerializzata ha consentito non solo ai pazienti di evitare lunghe code nelle sale d'attesa, ma anche a medici, Asl e farmacisti di semplificare significativamente l'iter per la somministrazione. Basti pensare che per l'acquisto dei farmaci oggi basta esibire il numero della ricetta elettronica.

La sollecitazione

Lo avevamo detto: era impensabile che il Governo non procedesse alla proroga di una buona prassi.  Sì, perché questa misura presa contro il Covid si è dimostrata efficace a prescindere e andrebbe estesa a tempo indeterminato. Come peraltro chiedono gli stessi professionisti.

Pina Onotri, segretario generale dello Sindacato medici italiani (Smi), aveva pertanto scritto una lettera al ministro della Salute Orazio Schillaci proprio sul tema:

"Chiediamo al ministro della Salute Orazio Schillaci la proroga, oltre la scadenza del 31 dicembre, dell'utilizzo della ricetta dematerializzata almeno per un anno e un provvedimento che renda il suo utilizzo strutturale. Bisogna tener conto che i medici di medicina generale  sono carenti in tutta Italia. Al tempo stesso sono sempre più oberati da impropri carichi burocratici con una sempre minore disponibilità di tempo per l'attività clinica quotidiana. Il ritorno alla ricetta cartacea rappresenterebbe un salto indietro, causando lunghe attese negli studi medici. La soluzione temporanea che auspichiamo è quella di una proroga, che riteniamo assolutamente necessaria, di almeno un anno del provvedimento".

"Siamo convinti che la ricetta dematerializzata debba diventare uno strumento strutturale per il lavoro dei medici e auspichiamo, in questo senso, un impegno del Governo e del Parlamento. Liberare i medici convenzionati del Servizio sanitario nazionale da impropri carichi burocratici è la scelta più giusta per valorizzare la professione, contrastare l'esodo dalla categoria, permettere di utilizzare più tempo alla cura e all' assistenza dei pazienti".

Per il momento, dunque, proroga di un anno: si riuscirà a fare diventare questa buona prassi definitiva?

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