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Covid-19

Primo studio fa sperare: con variante Omicron meno 45% ricoveri rispetto a Delta

Ma la cosa non può tranquillizzarci troppo, perché il virus contagia più in fretta.

Primo studio fa sperare: con variante Omicron meno 45% ricoveri rispetto a Delta
Attualità 23 Dicembre 2021 ore 22:44

Era stato detto sin dall'inizio, in base ai primi dati in arrivo dal Sudafrica. Ora un primo studio sembrerebbe confermarlo e, anzi, altri due studi analoghi vanno nella medesima direzione: la variante Omicron produce meno ospedalizzazioni della Delta. E anche di parecchio. Si tratta - va chiarito - di studi in fase preliminare e dunque non ancora "ufficiali", ma che possono in qualche modo tranquillizzarci.

Omicron manda meno in ospedale rispetto a Delta

Secondo le rilevanze degli studi effettuati da tre differenti team di scienziati, il tasso di ospedalizzazione di Omicron sarebbe inferiore almeno del 40-45% rispetto a Delta. Questo secondo una ricerca dell'Imperial College di Londra, che conferma una quantità di ricoveri inferiore della metà. Molto meno, invece, secondo uno studio scozzese (che parla del 66%) e di uno proveniente dal Sudafrica (70-80%). Una volta ricoverati, però, non ci sarebbero grosse differenze tra chi arriva in ospedale con la Delta e chi con Omicron.

Merito dei vaccini o della guarigione?

Tutti e tre gli studi concordano su una cosa: il minor rischio di ospedalizzazione sarebbe figlio di un più elevato livello di immunizzazione della popolazione, vuoi per la presenza di anticorpi dovuti al vaccino, vuoi per precedenti infezioni. A rendere - sempre secondo gli studi - il rapporto favorevole sarebbe anche la dose booster, che darebbe anticorpi più "freschi".

Altro punto su cui concordano i tre studi è che il virus corre molto veloce. Secondo un altro lavoro dell'Imperial College, più di 5 volte rispetto a Delta. E l'incubazione è più rapida: tre giorni.

 Si sviluppa nei bronchi più che nei polmoni

 Nei giorni scorsi una ricerca di laboratorio arrivata da Hong Kong ha certificato che Omicron si replica con maggiore aggressività nei bronchi che nei polmoni rispetto alle versioni precedenti del virus. Proprio per questo avrebbe un effetto minore - a livello di malattia grave - rispetto a Delta.

Dunque non bisogna preoccuparsi?

Gli studi però avvertono: non vuol dire che non dobbiamo preoccuparci. Anche perché i dati reali ci dicono che gli ospedali si stanno riempiendo. E allora come mai? Probabilmente l'elevata contagiosità può comunque provocare un numero maggiore di persone che contraggono il virus, seppur in forma più lieve. E dunque non possiamo esimerci da prendere le dovute precauzioni. Il Governo questo lo sa e per questo ha proposto misure restrittive per le feste. Vedremo se basteranno.