Si chiude oggi, 28 settembre 2026, il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Francia. L’ultima tappa è Metz, nel nord-est del Paese, città legata alla memoria di Robert Schuman, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea. Nel pomeriggio il Pontefice ripartirà alla volta di Roma, con arrivo previsto in serata a Fiumicino.
Un viaggio di quattro giorni, iniziato il 25 settembre a Parigi, che ha unito diplomazia, spiritualità e temi sociali: dalla difesa della pace al futuro dell’Europa, dal rapporto tra religione e società fino al delicato capitolo degli abusi nella Chiesa.
Da Parigi il messaggio alla politica
La prima tappa è stata la capitale francese. Il 25 settembre, dopo l’arrivo all’aeroporto di Parigi-Orly, Leone XIV ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron all’Eliseo, insieme alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico. Nel suo intervento il Papa ha insistito sulla necessità di difendere il confronto democratico e la coesione sociale, richiamando il ruolo dell’Europa in un momento segnato da guerre, tensioni internazionali e divisioni interne.
“Il dialogo è urgente per prevenire derive autoritarie“, è stato uno dei passaggi centrali del suo messaggio alla Francia.
“Es una gran alegraría recibirlo en nuestro país. Muchos de nuestros compatriotas ven en su visita una esperanza”, dice el presidente Emmanuel Macron al Papa al recibirlo en el Palacio del Elíseo. pic.twitter.com/blO0WNW0eH
— Pascal (@beltrandelrio) September 25, 2026
Davanti alle istituzioni culturali dell’UNESCO, il Pontefice ha inoltre affrontato il tema delle trasformazioni tecnologiche e del rapporto tra sviluppo scientifico e dignità umana, con particolare attenzione alle sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Notre-Dame e i giovani: il primo abbraccio alla Francia cattolica
Sempre a Parigi, Leone XIV è entrato nella cattedrale di Notre-Dame, ricostruita dopo il devastante incendio del 2019. È stato il primo Pontefice a visitare la cattedrale restaurata dopo quella tragedia. La giornata si è conclusa allo Stade de France di Saint-Denis, dove il Papa ha incontrato migliaia di giovani per una veglia di preghiera. Il tema centrale è stato quello della speranza e della responsabilità delle nuove generazioni.
🇻🇦🇫🇷🏟️ Au Stade de France ce soir, Léon XIV a lancé aux jeunes: «Chers amis, la 1ère chose que je voudrais dire est très simple: merci, merci à Dieu, merci à vous! Merci pour votre courage, merci pour votre présence, merci pour votre foi: vous, êtes les saints de France !» pic.twitter.com/ni5SxqglDQ
— Vatican News (@vaticannews_fr) September 25, 2026
La messa a Place de la Concorde e la partenza per Lourdes
Il secondo giorno, 26 settembre, il Papa ha lasciato Parigi dopo gli incontri con il Centro Bakhita, dedicato all’accoglienza e all’integrazione sociale, e con l’Istituto Cattolico di Parigi. Il momento centrale è stata la messa a Place de la Concorde, dove erano attesi circa 600 mila fedeli secondo le stime diffuse alla vigilia dell’evento.
Dopo la celebrazione, il Pontefice ha raggiunto Lourdes, uno dei luoghi mariani più importanti della cristianità, dove ha pregato alla Grotta delle Apparizioni di Massabielle. La tappa più delicata del viaggio è stata proprio Lourdes, dove il Papa ha affrontato una delle ferite più profonde della Chiesa francese: gli abusi commessi da membri del clero. Il 27 settembre, Leone XIV ha incontrato privatamente sette vittime di abusi, quattro uomini e tre donne, ascoltando le loro testimonianze e le loro richieste. L’incontro è stato organizzato dalla Conferenza episcopale francese.
Pope Leo XIV prays at the Marian sanctuary of Lourdes in France, where the Virgin Mary appeared to St. Bernadette Soubirous in 1858. pic.twitter.com/ZTgieXxKmk
— Sachin Jose (@Sachinettiyil) September 26, 2026
La scelta di inserire pubblicamente questo appuntamento nel programma ufficiale è stata letta come un segnale di attenzione verso un tema che continua a pesare sulla credibilità della Chiesa. Un rapporto francese del 2021 aveva documentato migliaia di casi di abusi su minori nell’arco di decenni. A Lourdes il Papa ha incontrato anche malati, operatori dell’accoglienza e religiose del Carmelo, richiamando il valore della cura verso le persone più fragili.
Metz: le radici dell’Europa
Oggi il viaggio si conclude a Metz, città simbolica per il progetto europeo perché legata alla figura di Robert Schuman, considerato uno dei fondatori dell’integrazione europea. Il programma prevede un incontro interreligioso e l’evento “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità” al centro congressi intitolato proprio a Schuman. Poi la celebrazione della messa nella cattedrale di Santo Stefano, prima della cerimonia di congedo e del volo verso Roma.
La scelta di chiudere il viaggio a Metz non è casuale: il Papa ha voluto collegare il messaggio religioso a quello politico e storico dell’Europa, in una fase segnata dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni internazionali e dal dibattito sul futuro dell’Unione.