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TORMENTONE

Ma quindi tornerà in auge la dicitura genitore 1 e genitore 2 sulla carta d'identità?

Il Governo non esclude azioni contro l'ordinanza. Esulta Monica Cirinnà del Pd, mentre Salvini promette battaglia

Ma quindi tornerà in auge la dicitura genitore 1 e genitore 2 sulla carta d'identità?
Attualità 17 Novembre 2022 ore 18:01

A volte "ritornano". E sicuramente si scatenerà un dibattito che si preannuncia carico di polemiche.

E forse non potrebbe essere altrimenti dopo il pronunciamento del Tribunale civile di Roma che di fatto ha aperto alla dicitura neutra di "genitore".

Un pronunciamento destinato a sollevare polemiche perché in buona sostanza rappresenta una bocciatura al decreto messo nero su bianco dall'allora Ministro dell'Interno Matteo Salvini che imponeva l'uso di "padre" e "madre".

"Genitore" sulla carta d'identità, le reazioni di Palazzo Chigi

Logico che quanto stabilito dai giudici non potesse passare sotto silenzio dalle parti di Palazzo Chigi e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il Governo infatti ha già fatto sapere di voler provvedere alle verifiche del caso non nascondendo però qualche perplessità di fronte al pensiero dei giudici del Tribunale:

"La decisione sarà esaminata dal Governo con particolare attenzione perché presenta evidenti problemi di esecuzione e mette a rischio il sistema di identificazione personale".

Ma non solo. Le "verifiche" cui fa riferimento la nota di Palazzo Chigi potrebbero anche portare ad un'azione contro l'ordinanza che risale al 9 settembre 2022 e non è stata allora impugnata dal Ministero dell'Interno.

Una materia che del resto finisce spesso davanti ai banchi dei tribunali.

"Genitore" sui documenti, il braccio di ferro in Tribunale

Il provvedimento del Tribunale Civile arriva dopo una causa intentata da una coppia arcobaleno, ovvero due mamme, quella legale e quella adottiva, di una bambina.

Un ricorso presentato dalle due madri appunto contro il decreto del 31 gennaio del 2019, firmato dall'allora ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

Ecco allora che il giudice si è così pronunciato:

"La dicitura che dovrà comparire sulla carta di identità della bambina dovrà essere neutra: genitore anziché madre e padre".

Da Salvini alla Cirinnà, le reazioni

Come prevedibile, alla sentenza del Tribunale non è seguita solo la nota di Palazzo Chigi.

A favore del pronunciamento dei giudici si è espressa Monica Cirinnà, responsabile Diritti Civili del Pd:

"Si riconosce che le famiglie nel nostro paese sono plurali e diverse tra loro. Il decreto voluto da Matteo Salvini quando era Ministro dell'Interno e mai modificato in seguito nonostante le tante sollecitazioni del Parlamento e le rassicurazioni fornite dai successivi Governi è illegittimo e non deve essere applicato".

Evidentemente diversa la reazione proprio dello stesso Salvini:

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