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corte costituzionale dixit

D'ora in poi i figli dovranno avere il cognome di entrambi i genitori

Ritenuto discriminatorio l'automatismo che assegnava solo il cognome paterno.

D'ora in poi i figli dovranno avere il cognome di entrambi i genitori
Attualità 27 Aprile 2022 ore 15:07

Una sentenza che farà certamente discutere: la Corte Costituzionale ha definito   illegittime tutte le norme che attribuiscono automaticamente soltanto il cognome del padre  ai figli nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio e ai figli adottivi.

La Corte Costituzionale: "no" al cognome automatico del padre ai figli

Lo ha deciso mercoledì 27 aprile 2022 la Corte Costituzionale. La sentenza ha definito "discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio la regola che attribuisce automaticamente il cognome del padre". Inoltre, i supremi giudici hanno precisato che d'ora in poi la regola sarà "che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dei medesimi concordato, salvo che essi decidano di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due".

Una decisione presa, spiega la Corte, "nel solco del principio di eguaglianza e nell’interesse del figlio. Entrambi i genitori devono poter condividere la scelta sul suo cognome, che costituisce elemento fondamentale dell’identità personale".

Un lungo percorso

La questione era dibattuta da tempo. Già a gennaio 2021 la Consulta aveva sollevato davanti a se stessa la questione  della costituzionalità dell'articolo 262 del Codice civile, che riguarda l’attribuzione del cognome a un figlio nato fuori del matrimonio e recita così:

"Il figlio assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto. Se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio assume il cognome del padre".

A far nascere il dibattito era stato il caso di una coppia di Bolzano (non sposata) che avrebbe voluto dare al figlio soltanto il cognome materno perché in tedesco suonava meglio rispetto a quello paterno.

In quel caso il relatore fu Giuliano Amato, che nel frattempo è divenuto presidente della Corte Costituzionale.

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