Ok della UE alla proposta

In Francia niente più aereo se si può fare la stessa tratta in treno. Le linee che sarebbero a rischio in Italia

In realtà è necessario che siano soddisfatti una serie di parametri che hanno limitato il divieto a sole 3 tratte

In Francia niente più aereo se si può fare la stessa tratta in treno. Le linee che sarebbero a rischio in Italia
Pubblicato:

Se puoi effettuare la medesima treno (inquinando meno) niente aereo. La Francia passa dalle buone intenzioni ai fatti: martedì 23 maggio 2023, per i cugini d'Oltralpe è in vigore il divieto dei voli aerei interni nei casi in cui sia possibile effettuare la stessa tratta in treno in tempi ragionevoli. E in Italia? Come potrebbe declinarsi questo progetto di ecosostenibilità?

Francia: niente aereo se puoi fare la stessa tratta in treno

Il divieto era stato proposto dal Governo francese nel 2021, con l’obiettivo di limitare gli spostamenti in aereo quando possono essere sostituiti da viaggi in treno, decisamente più sostenibili dal punto di vista ambientale, per ridurre così le emissioni di anidride carbonica (CO2), il principale gas serra a cui è dovuto il cambiamento climatico. Lo scorso dicembre la Commissione Europea aveva dato parere positivo al piano, ma aveva eliminato alcune tratte in cui il viaggio in treno superava le due ore e mezza oppure non prevedeva collegamenti per chi dovesse raggiungere gli aeroporti limitrofi in tempo per i voli della mattina presto o della sera tardi. Il punto, infatti, è trovare un compromesso ragionevole tra sostenibilità ambientale e comodità del viaggiatore. Alla luce di questo compromesso sono rimaste solo tre tratte vietate: quelle da Parigi Orly a Bordeaux, Nantes e Lione.

L'intervento dell'UE a tutela dei viaggiatori

L'Ue ha posto dei paletti che non andassero a scomodare eccessivamente i viaggiatori: lo stop ai voli potrà infatti scattare solo se il treno garantisce lo stesso percorso dell'aereo, cioè lo stesso collegamento tra due città.

Non solo: il collegamento in questione dovrà essere garantito più volte al giorno, senza cambio di locomotiva e in maniera bidirezionale, cioè con viaggi di andata e ritorno; le frequenze dovranno essere sufficienti e in campo ad orari sempre adeguati per i passeggeri; tra partenza e ritorno, l’utente dovrà poter restare almeno otto ore nella città di destinazione. Una serie di parametri, studiati per facilitare l'alternativa green.

Insomma, per chi già si immagina di essere condannato a gironi infernali su treni regionali che fermano in ogni paesino: no, non è così. L'alternativa deve essere valida, comoda, rapida, efficiente e garantita.

E in Italia, potrebbe funzionare?

Considerando che un volo aereo inquina 3o volte più di un viaggio in treno, la prospettiva green ha senso. Il punto è: in Paesi come l'Italia, dove molti convogli sono vetusti, perennemente in ritardo e l'Alta Velocità, soprattutto al Sud, è ancora un miraggio, si potrebbe fare? Ovviamente no, per ciò che concerne il Mezzogiorno: perché il viaggiatore non deve essere messo in condizioni di perdere troppo tempo oppure obbligarlo a viaggi della speranza con coincidenze da far quadrare.

La musica cambia se si può fruire dell'Alta Velocità. Facciamo un esempio pratico: il viaggio Milano-Roma in treno (Italo), in partenza oggi - 25 maggio 2023 - da Stazione Centrale alle 11:15 e in arrivo a Stazione Termini alle 14:45 ha la durata complessiva di 3 ore e 10 minuti. Nessun cambio: si sale a Milano si scende nella Capitale.

La lunghezza di un viaggio aereo Milano-Roma, mediamente, è di 1 ora e 13 minuti. Se si aggiunge il tempo dei controlli pre-imbarco e l'obbligo di essere in aeroporto circa un'ora prima del volo, lo scambio su rotaia potrebbe reggere. Lo stesso potrebbe valere per altre tratte brevi come Roma-Napoli o Roma-Bologna. Come potrebbe collocarsi una tratta come Milano-Venezia che in treno si attesta intorno alle 2 ore e mezza e in aereo dura circa 30 minuti? Come stabilire se il piccolo incomodo vale la sostenibilità?

L'unica certezza, al momento, è che una possibile applicazione di questa strategia interesserebbe principalmente il Centro-Nord del Paese, essendo l'unico capace di garantire delle alternative con mezzi ad alta velocità. Spunto, quantomeno, interessante per riflettere sullo stato delle infrastrutture nel Sud del Paese e ragionare su investimenti performanti su rotaia.

Seguici sui nostri canali