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Atto di generosità

Il bimbo di 9 anni punto dal calabrone con i suoi organi ha salvato cinque vite

Trapiantati fegato, reni, cuore e polmoni: tra le persone salvate anche due bambini

Il bimbo di 9 anni punto dal calabrone con i suoi organi ha salvato cinque vite
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La notizia del piccolo tedesco in vacanza con la famiglia che ha perso la vita a seguito di uno shock anafilattico provocato da una puntura di calabrone ha colpito tutti. Il piccolo purtroppo dopo due giorni in ospedale ha chiuso definitivamente gli occhi. La famiglia ha subito acconsentito alla donazione degli organi, che sono stati immediatamente trapiantati, permettendo di salvare cinque vite.

Bimbo punto da un calabrone: i suoi organi salvano cinque vite

Hanno permesso di salvare cinque vite con altrettanti trapianti, tre dei quali (fegato e due reni) all'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, gli organi donati dopo il decesso di un bimbo tedesco di 9 anni dopo la puntura di un calabrone in provincia di Alessandria.

Particolarmente complesso da un punto di vista sia tecnico sia logistico il trapianto di fegato numero 126 di quest’anno, eseguito dal Centro di Torino con il fegato donato. Avendo il fegato del bambino patito un danno ischemico protratto (più di un'ora di arresto cardiaco), l’organo non ha trovato candidati pediatrici in lista nazionale idonei per riceverlo. L’organo è stato quindi destinato a un paziente piemontese adulto di piccola taglia, affetto da cirrosi ed ormai cronicamente ricoverato alle Molinette di Torino per uno stato di encefalopatia epatica cronica penosamente invalidante. Tutto ciò dovuto all’occlusione della sua vena porta ed alla deviazione completa del flusso venoso viscerale verso il sistema della vena cava.

Il fegato è stato prelevato nell’ospedale pediatrico dai chirurghi torinesi e poi è stato trattato a Torino con macchina di perfusione ipotermica ossigenata ‘ex situ’ a scopo di ricondizionamento. Grazie ad un intervento durato più di 12 ore, il professor Renato Romagnoli e la sua équipe sono riusciti nell’impianto del fegato donato utilizzando una tecnica alternativa di ‘jump graft’ (‘salto vascolare’ in lingua italiana) sulla vena mesenterica superiore oltre che un’altrettanto complessa ricostruzione dell’arteria epatica necessitante un tratto di arteria iliaca interposta del donatore. A meno di 24 ore dall’intervento, il decorso del ricevente del trapianto di fegato nella Terapia Intensiva (diretta dal dottor Roberto Balagna) è al momento privo di complicanze.

I reni

Entrambi i reni sono stati trapiantati alle Molinette su due pazienti (un uomo e una donna). Il trapianto renale in queste condizioni in cui il donatore presentava una condizione della funzione renale di sofferenza acuta ma reversibile, se opportunamente gestita, è stato reso possibile grazie all’attenta valutazione integrata dei reni e  al loro ricondizionamento mediante macchine da perfusione fredda, tecnica innovativa di cui il Centro trapianti renali delle Molinette è leader in Italia. L’intervento è stato eseguito con successo dall’équipe della Chirurgia vascolare ospedaliera del dottor Aldo Verri, della Clinica Urologica universitaria del professor Paolo Gontero e dell’Anestesia Rianimazione 2 del dottor Roberto Balagna. La delicata gestione clinica dei riceventi è operata dall’équipe della Nefrologia Dialisi Trapianto del professor Luigi Biancone, che ha sviluppato e pubblicato a livello internazionale protocolli antirigetto innovativi a bassa tossicità renale proprio per migliorare l’utilizzo di reni da questo tipo di donatori.

Cuore e polmoni per due bambini

Due ulteriori vite sono state salvate da questo atto di generosità: il cuore è stato prelevato e trapiantato ad un bambino presso l’ospedale di Bologna, ed entrambi i polmoni ad un bambino presso l’ospedale di Padova.
La complessa gestione anche organizzativa di questi trapianti, e la loro valutazione immunologica, è stata effettuata dall’Immunogenetica delle Molinette, dove ha sede anche il Centro Regionale Trapianti della Regione Piemonte.

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