Crescono i pazienti pediatrici

Il 118: "No vax fra i 30 e i 60 anni ci chiamano solo quando non riescono più a respirare"

Nelle terapie intensive i non vaccinati sono il 71% del totale dei pazienti. Fondamentale la terza dose.

Il 118: "No vax fra i 30 e i 60 anni ci chiamano solo quando non riescono più a respirare"
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La variante Omicron sta sparigliando le carte e ha fatto impennare i contagi in Italia e nel mondo; Pfizer, nelle ultime ore, ha annunciato l’arrivo in primavera di un vaccino adattato a questa specifica mutazione del Covid. Intanto è nuovo record di infetti e tamponi in Italia: nel bollettino di oggi, mercoledì 29 dicembre 2021, si registrano 78.313 nuovi casi e 202 decessi. Il tasso di positività è al 7,6%. Allarme dagli ospedali pediatrici, dove crescono i giovani allettati: nessuno dei ricoverati under 18 ha completato il ciclo vaccinale. Fra la popolazione adulta, invece, nelle terapie intensive i non vaccinati sono il 71% del totale dei pazienti.

I numeri di Omicron

In meno di un mese, dal 7 dicembre al 28 dicembre 2021 il numero dei pazienti Covid non vaccinati ricoverati è cresciuto del 46%, mentre l'aumento dei vaccinati si è fermato al 19%. E questa è una buona notizia, anche se è fondamentale distinguere - anche tra vaccinati - coloro che sono fermi alla seconda dose e quelli, invece, che hanno anche il richiamo booster.

Due dosi di vaccino non bastano per neutralizzare Omicron del Covid, ma il booster a mRna è molto più efficace nel contrasto al virus: così sostiene lo studio pubblicato su Nature e firmato da Henning Gruell, Kanika Vanshylla, Florian Kurth, Leif E. Sander e Florian Klein.

In una settimana la crescita nei reparti intensivi nei cosiddetti "ospedali sentinella" è stata del 18%, maggiore risulta l'aumento di non vaccinati in rianimazione rispetto ai vaccinati (21,6% contro 10%). Fra i vaccinati in rianimazione l'84% aveva completato il ciclo vaccinale con 2 dosi da oltre 4 mesi e non aveva ancora eseguito la dose booster raccomandata (in linea con quanto pubblicato su Nature).

Permane la differenza di età fra vaccinati e non: i primi hanno in media 70 anni, i secondi 63 anni. Diverso anche lo stato di salute tra le due categorie: il 71% dei vaccinati ricoverati soffre di gravi patologie, mentre meno della metà dei pazienti non vaccinati (47%) è affetto da altre malattie.

Acclarato l'incremento dei ricoveri che, però, resta di gran lunga inferiore rispetto ai numeri di un anno fa.

Ricoveri pediatrici

Nei quattro ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria dei 21 ospedali sentinella il numero dei giovani allettati è passato da 45 a 66 in sette giorni. Tre di loro, inoltre, sono stati ricoverati in terapia intensiva. Dei 66 ricoverati, il 56% ha un’età compresa tra 0 e 4 anni, mentre il 44% rientra nella fascia 5-18 anni.

I no vax

Come già chiarito dai numeri in terapia intensiva i non vaccinati sono il 71% del totale dei pazienti, contro il 29% di vaccinati. Per i non vaccinati si va dai 21 agli 85 anni, per i vaccinati il più giovane ha 35 anni e il più anziano 90.

A contribuire all'identikit dei No vax sono gli operatori del 118 che raccontano che sono non vaccinati e hanno un'età compresa tra 35 e 60 anni, i pazienti Covid che chiamano l'ambulanza da casa quando hanno già febbre alta, tosse forte e difficoltà respiratoria acuta.

"Evitano l'ospedale e restano a casa fino a quando non riescono a respirare", spiegano gli operatori.

Così la centrale del 118 sulla base delle rilevazioni delle unità operative regionali.

La diffidenza dei No vax verso la categoria di medici e sanitari è ormai fenomeno noto, tanti i racconti di rianimatori e infermieri che spiegano la lotta quotidiana nei reparti, con pazienti in condizioni critiche che nei casi più estremi preferiscono la morte alle cure.

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