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Emergenza Covid

Quarta dose per i fragili: iniziate le somministrazioni

Gli immunodepressi, per lo più già in cura in istituti e ospedali, verranno chiamati dalle strutture che li hanno attualmente in carico. 

Quarta dose per i fragili: iniziate le somministrazioni
Attualità 01 Marzo 2022 ore 08:42

Il commissario straordinario per l'emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, lo aveva ufficializzato già il 21 febbraio scorso a Firenze: da  martedì 1 marzo 2022, è partita la somministrazione della quarta dose per i soggetti più fragili.

"Per loro - ha spiegato - il ciclo completo era fatto da tre dosi: due dosi più una addizionale. Quindi, in buona sostanza, la prossima, per loro, sarà la dose booster".

I pazienti fragili sono per lo più già in cura in istituti e ospedali, dunque organizzativamente verranno chiamati, come avvenuto finora, dalle strutture che li hanno attualmente in carico. 

Speranza: "Valutiamo la quarta dose per tutti"

La quarta dose per gli immunodepressi - stabilisce una circolare del Ministero della Salute - va somministrata a 120 giorni di distanza dalla dose booster.

"A marzo parte la quarta dose per gli immunocompromessi, ma dovremo valutare il richiamo per tutti dopo l’estate. È da considerare probabile, perché il virus non stringe la mano e se ne va per sempre. Purtroppo".

Così il ministro della Salute Roberto Speranza.

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Una situazione che, peraltro, con termini diversi era già stata espressa da qualche esperto, che aveva parlato di un richiamo annuale come per l'influenza.

"Teniamo Green pass e mascherine"

Non solo quarta dose, però. Il ministro intende proseguire anche con due strumenti che sono più volte finiti al centro delle polemiche: il Green pass e le mascherine al chiuso (caduto l'obbligo all'aperto dall'11 febbraio):

"Le mascherine al chiuso sono ancora importanti: non riesco a vedere un momento X in cui il virus non esiste più e cancelliamo insieme tutti gli strumenti".

Idem per il certificato verde.

 "Il Green pass è stato ed è un pezzo fondamentale della nostra strategia. E' ovvio che una misura del genere è temporanea, ma rinunciarci ora potrebbe essere un errore".

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