Negli ultimi giorni l’Italia è stata interessata da una serie di eventi sismici di diversa intensità. Il terremoto più forte è stato registrato sabato 10 gennaio 2026 nel Mar Ionio al largo della Calabria, ma nelle ore e nei giorni successivi la terra ha continuato a tremare anche in altre zone del Paese, con scosse avvertite in Emilia-Romagna e in Valle d’Aosta.
Forte terremoto nel Mar Ionio: magnitudo 5.1
L’evento principale si è verificato venerdì 10 gennaio 2026 alle 05:53. Il sisma, di magnitudo 5.1, ha avuto epicentro in mare lungo la costa calabra sud-orientale, nei pressi di Reggio Calabria, a una profondità di 65 chilometri, secondo quanto comunicato dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

La scossa è stata chiaramente avvertita a Reggio Calabria, Messina e in numerose località della Sicilia e della Calabria, svegliando molti residenti. Proprio a causa dell’evento, Trenitalia ha disposto la sospensione precauzionale della circolazione ferroviaria sulla linea Catanzaro Lido-Reggio Calabria, nel tratto compreso tra Roccella Jonica e Melito di Porto Salvo, per consentire le necessarie verifiche tecniche. I treni regionali hanno quindi registrato ritardi, limitazioni di percorso e cancellazioni.
Scossa avvertita nel Parmense
Dopo il forte sisma calabrese, l’attività sismica è proseguita anche nel Centro-Nord. Domenica 11 gennaio alle 22:04, un terremoto di magnitudo 3.1 è stato registrato 6 chilometri a sud-ovest di Neviano degli Arduini, in provincia di Parma.

L’evento, localizzato a una profondità di 70 chilometri, è stato avvertito dalla popolazione, rientrando sopra la soglia di percezione comunemente indicata intorno a magnitudo 2.5. Non si segnalano danni a persone o cose.
Valle d’Aosta: due scosse ravvicinate
Nella notte e nella prima mattinata di lunedì 12 gennaio, una sequenza sismica ha interessato la Valle d’Aosta, nei pressi di La Thuile. La prima scossa, di magnitudo 2.7, è stata registrata alle 04:07, seguita poche ore dopo, alle 07:28, da un evento più intenso di magnitudo 3.4.

Entrambi i terremoti sono avvenuti a bassa profondità (tra 9 e 10 km), una caratteristica che ne ha favorito la percezione da parte dei residenti, pur in assenza di danni segnalati.
Gli altri eventi sismici dei giorni scorsi
Accanto ai terremoti principali, l’INGV ha registrato numerosi eventi di minore entità in diverse regioni italiane. Tra questi figurano scosse nelle Isole Eolie, lungo la costa pugliese, nell’Appennino centrale (Abruzzo e Marche), in Emilia-Romagna e in Calabria, con magnitudo generalmente compresa tra 2.2 e 2.5. È stato inoltre rilevato un sisma di magnitudo 3.2 sulla costa calabra nord-occidentale, a una profondità di 280 chilometri, tipica dei terremoti profondi dell’area tirrenica.
La soglia di avvertibilità
Gli esperti ricordano che la soglia media di avvertibilità di un terremoto è pari a circa 2.5 di magnitudo, valore oltre il quale una scossa può essere percepita dalla popolazione, soprattutto se superficiale e in orari notturni. Nel complesso, gli eventi registrati negli ultimi giorni rientrano nella normale sismicità del territorio italiano, uno dei Paesi europei a più elevato rischio sismico.
Al momento, secondo i dati ufficiali, non emergono segnali di evoluzioni anomale, ma il monitoraggio resta costante. Per farvi un’idea degli effetti che può provocare un terremoto a seconda della sua intensità,
ECCO LA TABELLA: Terremoti: la tabella di raffronto fra scala Richter e Mercalli, la differenza tra magnitudo e intensità