ma non per tutti

Da settembre fino a 80 euro in più in busta paga: il piano del Governo sul cuneo fiscale

Il decreto dovrebbe arrivare a luglio e potrebbe rappresentare una boccata d'ossigeno per molte famiglie.

Da settembre fino a 80 euro in più in busta paga: il piano del Governo sul cuneo fiscale
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Da settembre una buona fetta di lavoratori italiani potrebbe ritrovarsi una bella sorpresa in busta paga. Un aumento dello stipendio netto con quote da 50 a 80 euro, almeno sino a fine anno. Al momento il condizionale è d'obbligo, ma il provvedimento dovrebbe essere inserito salvo scossoni in un decreto che sarà promulgato a luglio.

Da settembre aumenta la busta paga: fino a 80 euro in più

Oramai lo ripetiamo come un mantra: sta aumentando tutto. Dalla spesa alla benzina, passando per le utenze e pure... le multe. E per cercare di venire incontro agli italiani il Governo sta progettando un taglio provvisorio del cuneo fiscale almeno da settembre a dicembre. In pratica, a parità di stipendio lordo, verrà aumentato il netto di una cifra ancora da stabilire anche se si parla di somme tra i 50 e gli 80 euro ipotizzando un taglio del 4%. In sostanza si arriverebbe a un bonus di 200-300 euro, che si andrebbe a sommare ai 200 euro in arrivo con la busta paga di luglio.

 Chi avrebbe diritto al bonus

Ma chi avrebbe diritto a questo incremento di stipendio? La "forbice" sarebbe più o meno quella del bonus 200 euro e cioè andrebbe a coprire tutti i lavoratori dipendenti con un reddito lordo non superiore ai 35.000 euro annui,  coloro che già stanno beneficiando del cosiddetto bonus contributi, un risparmio della quota contributi che fa carico sul dipendente dello 0,8%.

Per lo Stato questo significherebbe un esborso da 2,5 miliardi di euro con la promessa, come richiesto da Confindustria, di mettere mano in modo pesante alla questione del costo del lavoro in Italia nel 2023.

Il problema delle coperture, tuttavia, potrebbe imporre una revisione al ribasso, che significherebbe rendere il provvedimento attuativo soltanto per coloro che guadagnano tra i 15 e i 20mila euro.  Dettagli che saranno affinati in attesa del decreto, che è previsto per la prima parte di luglio.

 

 

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