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Covid: ma adesso è come l'influenza o peggio? Intanto risalgono i ricoveri in terapia intensiva

Gli esperti si dividono su questo anomalo aumento dei contagi estivo: il picco dovrebbe comunque essere a fine luglio.

Covid: ma adesso è come l'influenza o peggio? Intanto risalgono i ricoveri in terapia intensiva
Attualità 21 Giugno 2022 ore 11:31

Sembra proprio che del Covid non ci libereremo tanto in fretta. Anzi, è possibile che sperimenteremo un'altra novità, l'ondata estiva. Già, perché sinora c'eravamo abituati al saliscendi dei contagi: su in autunno e in inverno, giù in primavera e in estate. E invece nel 2022 anche la stagione più calda sarà contrassegnata dalla pandemia. Colpa delle nuove sottovarianti Omicron, capaci di diffondersi nonostante il caldo e i vaccini, anche se l'elemento centrale per la diffusione dei contagi naturalmente resta l'assenza di restrizioni.

Insomma, che dobbiamo imparare a convivere con il virus è assodato, ma adesso il Covid è come l'influenza o peggio? I pareri degli esperti non sono del tutto concordi, in merito.

Covid, arriva l'ondata estiva: risalgono i ricoveri in terapia intensiva

Secondo il bollettino emanato dal Ministero della Salute, in Italia ieri, lunedì 20 giugno 2022, sono stati registrati 16.571 nuovi casi di Covid-19 su 79.375 tamponi processati, con un tasso di positività pari al 20,9%. I decessi sono stati 59, ma il dato preoccupante è il progressivo aumento delle terapie intensive (+10, con 209 ricoverati totali e 23 ingressi) e dei ricoveri ordinari (+187, con il totale che è arrivato  a 4.585).

Secondo i dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore della Sanità, torna a salire la curva e cresce pure l’incidenza settimanale dei casi di Covid-19 a livello nazionale.

Influenza o peggio? Gli esperti si dividono

In molti di noi oggi, però, il Covid si risolve con i sintomi di un'influenza.

I ricoveri riguardano infatti nella maggior parte dei casi persone anziane e fragili (come peraltro avvenuto anche nelle fasi meno acute della pandemia).

Secondo Giovanni Di Perri, direttore del reparto malattie infettive dell'ospedale Amedeo di Savoia di Torino, si tratta di un'influenza:

"Il virus da diversi mesi ha dimostrato una ridottissima capacità di determinare malattia. I pazienti che ricoveriamo sono affetti da numerose patologie croniche e molto avanti con l'età, ma non hanno più le complicazioni di una volta, il che ci permette di considerare la malattia alla stregua dell'influenza. L'Italia però deve attrezzarsi con un maggiore numero di posti letto, vista l'età media avanzata della popolazione. Ai soggetti fragili raccomando di rivolgersi in ospedale quando avvertono i primi sintomi per dare l'opportunità di affrontare una terapia precoce".

Altro famoso virologo, altro approccio. La pensa diversamente Fabrizio Pregliasco:

"Omicron 5 rialza e rialzerà i casi, continueremo ad averne di gravi, seppur in modo proporzionale. Per non prendere il virus non basta aver avuto il Covid e l'avere fatto tre dosi di vaccino. Questa versione del virus è quattro volte più potente dell'influenza. Per questo penso che le mascherine vadano indossate anche al mare nei momenti di affollamento. Un nuovo picco potrebbe essere verso fine luglio".

Su quest'ultimo punto è concorde il microbiologo Andrea Crisanti:

"Finora i vaccini hanno indotto un rallentamento della pandemia, però gli anticorpi che producono hanno vita breve, di quattro-sei mesi, e dunque è lecito attendersi un nuovo picco dopo la metà di luglio. Quando si ha a che fare con virus ad elevata trasmissibilità come il Sars-Cov2, se anche si raggiunge un certo equilibrio, è fragile. Può essere messo a rischio da oscillazioni dei contagi, più che da vere ondate".

Bisogna fare attenzione ai test fai-da-te

Secondo Crisanti (ma non solo lui) peraltro i positivi sarebbero molti più di quelli ufficiali. "Colpa" dei test fai da te, che oramai ci siamo abituati a utilizzare, ma che sono certamente meno precisi di quelli effettuati in farmacia o in ospedale.

"Molti escono allo scoperto solo se cominciano a stare male, appesantendo la rete di assistenza. Se presi subito, l’approccio terapeutico è meno complesso".

Parole condivise anche dal segretario di Federfarma, Roberto Tobia:

"Dopo un periodo di calo, stiamo vedendo un nuovo aumento di tamponi Covid effettuati in farmacia. Ma soprattutto un aumento molto considerevole dei test fai da te Questi però  non permettono di avere una reale percezione della circolazione reale del virus in questa nuova ondata. Sarebbe  necessaria una  maggiore regolamentazione per gli auto-test e la denuncia di malattia infettiva debba riguardare anche il malato, qualora l’abbia autodiagnosticata. In questo contesto il rischio è quello di una sottostima della reale circolazione del virus con un conseguente aumento dei ricoveri nelle prossime settimane e dei decessi  a partire dalla fine del mese".

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