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Cosa rischia il padrone di un cane che morde un'altra persona

Il caso di Paolo Pasqualini, sbranato da alcuni rottweiler a Roma, riporta il tema d'attualità

Cosa rischia il padrone di un cane che morde un'altra persona
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Il caso dei rottweiler che hanno sbranato Paolo Pasqualini, 39enne di Manziana (Roma) riporta di estrema attualità le responsabilità dei padroni di animali. Possedere un cane (ma anche un gatto o un qualsiasi animale che può causare dei danni a terzi) è un'assunzione di responsabilità. Ma cosa rischia il padrone di un cane che morde un'altra persona? Vediamo cosa prevede la legge in merito.

Cosa rischia il padrone di un cane che morde un'altra persona

Paolo Pasqualini

Ci sono vari articoli del Codice civile e penale che riguardano la materia. Il primo è il 2052 del Codice civile (danno cagionato da animali), che non solo riguarda il proprietario dell'animale, ma anche chi lo ha in custodia nel momento in cui succeda qualche imprevisto:

"Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito".

E' sempre il Codice civile, all'articolo 672, a stabilire il dovere di risarcire i danni (non solo fisici, ma anche morali) alle vittime:

"Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da euro 25 a euro 258".

I rischi penali: si può finire in carcere

Attenzione, poi: non c'è solo la responsabilità civile, ma anche penale. E dunque, oltre alla multa, il padrone potrebbe anche rischiare di finire in carcere. 

A disciplinare la questione è l'articolo 590 del Codice penale:

"Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a euro 309".

Come facilmente intuibile, poi, l'entità della pena è proporzionale al danno causato.

  • reclusione da uno a sei mesi o della multa da euro 123 a euro 619 se la lesione è grave;
  • reclusione da tre mesi a due anni o della multa da euro 309 a euro 1.239 se la lesione è gravissima.

Altro caso è quello in cui il padrone dell'animale aizzi volontariamente il cane (o l'animale) contro un'altra persona con lo scopo preciso di causare danni. A quel punto l'accusa può cambiare in lesioni personali dolose, tentato omicidio o - qualora ci siano vittime - omicidio volontario. 

Caso fortuito: di cosa parliamo

Se avete letto con attenzione avrete sicuramente notato che il proprietario (o chi ha in custodia l'animale) è esonerato dalle responsabilità qualora si  verifichi il cosiddetto caso fortuito. Ma di cosa si parla? Quali sono le specifiche?

Parliamo principalmente di eventi straordinari che possano innescare un comportamento aggressivo e inatteso da parte dell'animale. Una situazione difficilmente dimostrabile, però, che lascia parecchio margine di interpretazione al giudice chiamato a dirimere la questione. 

 

 

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