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che differenza c'è?

Come distinguere il Covid dall'influenza

I sintomi che possono aiutarci a capire sono sette. Ma il metodo più sicuro è il tampone.

Come distinguere il Covid dall'influenza
Attualità 12 Novembre 2021 ore 16:58

Con il freddo e la pioggia è arrivata anche... l'influenza, che tra fine ottobre e inizio novembre ha colpito soprattutto i bambini sotto i cinque anni. Una "compagnia" classica dei nostri inverni, ma che da due anni a questa parte - anche se nel 2020-21 non si è praticamente palesata - ci fa più paura. Perché a un minimo accenno di febbre o a un colpo di tosse, è innegabile che chiunque (tranne i negazionisti più "duri e puri", quelli che ancora oggi dicono "è solo una banale influenza") pensi di aver contratto il Covid. E con l'arrivo di altre sindromi simili la faccenda si fa più complicata. In molti si domandano infatti come distinguere il Covid dall'influenza.

Come distinguere il Covid dall'influenza

Distinguere le due forme non è semplicissimo. In aiuto ci viene uno studio dell'Imperial Colleg di Londra (che ha riguardato  1.147.345 volontari tenuti sotto osservazione da giugno 2020 a gennaio 2021)  pubblicato dalla rivista Plos Medicine, che elenca  sette sintomi che - se si verificano tutti insieme - danno una probabilità tra il 70 e il 75% di risultare positivi a un tampone Covid.

Quali sono questi sintomi? Tosse, febbre, brividi, perdita o cambiamento dell'olfatto e del gusto, perdita dell'appetito e dolori muscolari.
La variante Delta ha però un po' sparigliato le carte: il  Covid non ha più le caratteristiche peculiari di perdita improvvisa (o diminuzione) dell’olfatto  e del gusto, che possono comunque verificarsi in maniera ridotta o anche non apparire. I restanti sintomi sono più o meno tutti uguali.

L'unica certezza è il tampone

La soluzione, dunque, qual è? Il metodo più efficace e sicuro è quello di sottoporsi al tampone, senza però farsi prendere dal panico ogni volta che starnutiamo o diamo un colpo di tosse. Come sempre, probabilmente la soluzione migliore è quella di chiedere  consiglio al proprio medico di riferimento. In quel caso, non si sbaglia mai...