Cosa succederà?

Canone Rai fuori dalla bolletta elettrica: cosa sta succedendo

I sindacati e parte della maggioranza sono contrari: la partita è ancora tutta da giocare

Canone Rai fuori dalla bolletta elettrica: cosa sta succedendo
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Da tempo se ne parla. Anche se in realtà non dovrebbe essere più nemmeno argomento di conversazione. Perché il canone Rai non dovrebbe già da tempo essere più inserito nella bolletta dell'energia elettrica. Ma al momento la situazione è così e dovrebbe cambiare con il 2024. Ma il condizionale è ancora d'obbligo.

Canone Rai fuori dalla bolletta elettrica: ci siamo?

L'ultimo intervento sul tema risale a febbraio 2023 quando il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha dato un'indicazione sulle tempistiche, parlando del 2024 come del momento in cui il canone Rai sarebbe finalmente uscito dalla bolletta dell'energia elettrica.

"Quest’anno io mi sono preso la responsabilità enorme, e ho preso un sacco di critiche chiaramente da tutti, perché siamo arrivati ed è rimasto in bolletta, se no saltava tutto, ma diventa chiaro che dalla bolletta il canone Rai dovrà uscire e quindi l’anno prossimo bisognerà trovare un altro strumento".

In realtà già dal 2023 l'obolo per la televisione pubblica avrebbe dovuto essere stralciato dalla bolletta su indicazione dell'Europa, che aveva stabilito che gli oneri impropri non rientrassero nella cifra pagata per la luce. Questo perché - in sostanza - non si può chiedere obbligatoriamente ai fornitori di energia di riscuotere oneri non legati al proprio settore di mercato, né dunque ai consumatori di pagare nella stessa bolletta un costo legato a un servizio diverso.

Ma poi, sul finire del 2022, il neoinsediato Governo aveva cambiato le carte in tavola.  A marzo 2023, poi, facendo seguito alle promesse di Salvini in campagna elettorale (fatte direttamente sul palco di Pontida il giorno prima del voto), la Lega ha depositato in Senato un disegno di legge che prevede una progressiva riduzione dell'importo con un taglio a cadenza annuale del 20 per cento "fino al suo totale azzeramento" in cinque anni. 

Canone Rai in bolletta: gli scenari per il 2024

Lo scenario, dunque, dovrebbe essere più o meno delineato. Anche se i dubbi permangono. Soprattutto per la sostenibilità dell'intero comparto, come ha sostenuto giovedì 18 maggio 2023 in audizione di vigilanza Rai  Riccardo Saccone, segretario nazionale del sindacato dei lavoratori della comunicazione.

"A oggi noi non sappiamo come verrà riscosso il canone, se con la bolletta della luce o se si tornerà all'esazione con il bollettino. Lo diciamo subito: se questa dovesse essere la scelta sarebbe la morte per quest'azienda che non ha più la struttura dedicata all'esazione del canone".

"Già prima c'era una forte evasione, tornare al bollettino vorrebbe dire condannare l'azienda a non avere certezza del proprio budget. Non esiste al mondo un'azienda che possa fare un progetto di sviluppo senza avere certezza dei fondi che avrà a disposizione".

Pensiero condiviso dalle rappresentanze sindacali, che in una nota hanno "difeso" il canone in bolletta:

"Togliere il canone dalla bolletta elettrica significherebbe probabilmente dare nuovo fiato all'evasione di quella che, viene a torto considerata da molti un pesante prelievo".

Canone Rai, le opzioni sul tavolo

Cosa farà, dunque, il Governo? Da un lato c'è il rispetto di una sollecitazione europea e di una promessa, dall'altro la necessità di garantire la sopravvivenza della Rai. Nel suo Disegno di Legge la Lega prevede di sostituire gli introiti del canone con la pubblicità e con "la revisione del sistema delle imposte indirette". In soldoni, con altre tasse.

Anche all'interno della stessa maggioranza convivono poi pensieri differenti. Basti pensare che Maurizio Gasparri (Forza Italia) ha parlato di "pericolo mortale" per la televisione pubblica in caso di eliminazione del canone. E anche le opposizioni hanno colto la palla al balzo per criticare l'indecisione della maggioranza.

Il futuro, dunque, è tutto da scrivere, e il tempo non è molto.

Canone Rai in bolletta: la storia

Il canone Rai è stato introdotto in bolletta da Matteo Renzi nel 2016. L'obiettivo - raggiunto - era eliminare l'evasione sull'imposta per la televisione, stimata al 27%. Per "convincere" gli italiani, dunque, l'allora premier aveva deciso di mettere il canone in bolletta, abbassandone però il prezzo, da 113 euro a 90.

Ma la questione naturalmente aveva suscitato più di una polemica. Alcune associazioni di consumatori erano salite sulle barricate e periodicamente alcuni politici avevano promesso addirittura di eliminarlo del tutto.

Come ben sappiamo la promessa al momento non è stata mantenuta, anche perché rinunciare a quell'introito è davvero complicato. Lo sanno benissimo al Governo e lo sa benissimo anche la Rai, tanto che l'ex amministratore delegato  Carlo Fuortes, sostituito pochi giorni fa,  in audizione in commissione Lavori Pubblici al Senato, aveva in passato sostenuto addirittura  la necessità di alzare il canone:

"La tv di Stato è sotto finanziata. Novanta euro l’anno sono troppo pochi rispetto agli obblighi e alle attività che la Rai è tenuta a svolgere”.

Canone Rai: chi deve pagarlo e a quanto ammonta

Come chiarito sul sito dell'Agenzia delle Entrate, il canone di abbonamento alla televisione è dovuto da chiunque abbia un apparecchio televisivo e si paga una sola volta all’anno e una sola volta a famiglia, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione.

Chi può richiedere l'esonero e chi può non pagarlo in bolletta

Sono esonerati dal pagamento del canone gli ultrasettantacinquenni con reddito non superiore a 8mila euro, i diplomatici e militari stranieri e coloro che non detengono un apparecchio televisivo. In tutti questi casi, chiunque risulti intestatario di un contratto di energia elettrica residenziale deve presentare una richiesta ad hoc  (qui trovate il modulo). È possibile inoltre richiedere il rimborso nel caso di addebito non dovuto

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