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Aspettativa di vita in Europa: i Paesi più longevi e quelli dove si vive meno

Il nostro Paese si piazza molto bene, ma emergono sostanziali differenze tra nord e sud

Aspettativa di vita in Europa: i Paesi più longevi e quelli dove si vive meno
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Eurostat tira le somme su come sta evolvendo il tema dell’aspettativa di vita in Europa…e l’Italia si piazza benissimo. Emerge però, all’interno del nostro Paese, un pesante divario nord-sud: i cittadini della Sicilia presentano un'aspettativa di vita di circa 81,3 anni, ma quelli che vivono al nord, in Trentino Alto-Adige, può raggiungere gli 84,2 anni: un divario di quasi tre anni.

Aspettativa di vita in Europa

Nel 2021, l'aspettativa media di vita alla nascita nei Paesi dell'Ue era di 80,1 anni. Ma si tratta di cifre in leggero calo rispetto al 2020 e al 2019, probabilmente a causa dell'improvviso aumento della mortalità dovuto alla pandemia, secondo i dati di Eurostat, l'ufficio statistico dell'UE. Nel 2019, infatti, l'aspettativa di vita alla nascita aveva raggiunto il massimo storico di 81,3 anni, ma era poi scesa a 80,4 nel 2020.

Nonostante la leggera battuta d'arresto - da cui probabilmente ci riprenderemo presto - la linea della longevità ha avuto una tendenza costante al rialzo da quando l'UE ha iniziato a registrare i dati, all'inizio degli anni 2000: le statistiche ufficiali rivelano che l'aspettativa di vita è aumentata, in media, di oltre due anni per decennio dagli anni Sessanta.

In generale, in tutti i Paesi membri, le donne vivono più a lungo degli uomini (82,9 anni contro 77,2 anni nel 2021), ma in alcuni Paesi - e persino in alcune regioni - si vive più a lungo. Allo stesso modo, non tutte le nazioni hanno registrato gli stessi progressi negli anni - o ricadute in alcuni casi particolari - per quanto riguarda l'aspettativa di vita.

I Paesi più longevi (e quelli dove si vive meno)

Il Paese nel quale alla nascita si può sperare di vivere più a lungo è la Spagna, con una media di 83,3 anni, seguita da Svezia (83,1 anni), Lussemburgo e Italia (entrambi 82,7 anni). Al contrario, si vive di meno in Bulgaria (71,4 anni), Romania (72,8 anni) e Lettonia (73,1 anni).

Tali differenze tra Paesi sono interessanti, ma forse ancora di più lo sono sono i confronti tra diverse regioni all'interno dei Paesi che ottengono punteggi più alti della media nella scala di longevità. In Spagna, ad esempio, chi è nato in Andalusia dovrebbe vivere circa 81,7 anni, ma gli abitanti della capitale, Madrid, possono sperare di raggiungere gli 85,4 anni: oltre quattro anni in più.

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Medesimo scollamento ravvisabile anche in Italia dove, regioni come Veneto e Trentino Alto Adige, sono campionesse di longevità: si contano circa duemila 90enni in più ogni anno. Mentre al sud, le soglie, sono nettamente più basse.

Quali sono i Paesi che hanno migliorato maggiormente la loro aspettativa di vita alla nascita?

I cittadini estoni sono quelli che hanno allungato di più la loro longevità, guadagnando ben 6,1 anni nella loro aspettativa di vita tra il 2000 e il 2021. Seguono Irlanda (+5,8), Lussemburgo (+4,7), Danimarca (+4,6) e Slovenia (+4,5). I guadagni dei primi cinque sono notevoli, soprattutto se confrontati con altri Paesi che non sono stati così bravi in tal esenso. Ma risultano di rilievo anche se semplicemente confrontati con la media dell'UE, che ha registrato un aumento di 2,5 anni.

In Bulgaria, invece, si muore più giovani rispetto a vent'anni fa: nel 2021 l'aspettativa di vita alla nascita era inferiore di 0,2 anni rispetto al 2000. Secondo il Rapporto sulla salute della Commissione europea, questa inversione è dovuta a una serie di fattori, tra cui un sistema sanitario in difficoltà e tassi di mortalità per ictus più elevati rispetto alla maggior parte dei Paesi dell'UE.

Aspettativa di vita in buona salute: il parametro più importante?

L'aspettativa di vita in buona salute alla nascita è un altro importante indicatore della salute della nostra popolazione. Rappresenta, forse, la misura più importante, dal momento che permette di comprendere se i nostri ultimi anni saranno vissuti in buona salute. Nel 2020, il numero medio di anni di vita in buona salute alla nascita nell'UE era di 64,5 anni per le donne e 63,5 anni per gli uomini. Anche questo numero ha avuto un'evoluzione positiva: è aumentato di 2,6 anni tra il 2011 e il 2020, passando da 61,4 a 64 anni.

La Svezia è il Paese in cui si vive più anni in salute in tutta l'UE (le donne vivono in media 72,7 anni in salute e gli uomini 72,8 anni in salute). Gli svedesi sono seguiti da italiani e maltesi, rispettivamente terzi e secondi, con 68,7 e 67,2, per donne e uomini del nostro Paese, a 70,7 e 70,2 anni per la nazione insulare (dati relativi a persone prive di disabilità).

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È interessante notare che la Danimarca, nonostante si collochi ai primi posti nella scala della longevità, sia molto indietro per quanto riguarda gli anni in buona salute, collocandosi al quartultimo posto, con le donne che vivono 57,7 anni in buona salute e gli uomini che vivono 58,1 anni. La Lettonia è invece il Paese con il più basso numero di anni di vita in buona salute sia per le donne che per gli uomini, rispettivamente 54,3 e 52,6.

E poi c’è la questione dell’impatto socio-economico di una popolazione sempre più vecchia. La Francia, ad esempio, sta affrontando la sfida di una popolazione più longeva e della conseguente pressione sul sistema di sicurezza sociale. Per affrontarla, il governo francese ha approvato - tra le proteste generalizzate - una serie di riforme volte ad aumentare l'età pensionabile e a incoraggiare le persone a lavorare più a lungo. Ma la nazione transalpina non è l'unica ad avere una popolazione che invecchia. Anche l’Italia sta affrontando un grave inverno demografico a fronte di una popolazione sempre più anziana. Servono soluzioni a lungo termine per non minare la sostenibilità del sistema Paese.

Perché l'aspettativa di vita sta migliorando?

Viviamo più a lungo - e in modo più sano - per una serie di fattori. Ma il più importante è la riduzione della mortalità infantile, definita come la morte di un neonato prima del suo primo compleanno, secondo Eurostat.

Le possibilità che un neonato sopravviva all'infanzia sono aumentate dal 50% al 96% a livello globale. Tra il 2011 e il 2021, il tasso di mortalità infantile nell'UE è sceso da 3,8 decessi ogni 1.000 nascite a 3,2 decessi ogni 1.000 nascite. Estendendo l'analisi agli ultimi 20 anni, il tasso di mortalità infantile si è quasi dimezzato (6,2 morti per 1.000 nel 1999).

Nel 2021, i tassi di mortalità infantile più elevati dell'UE sono stati registrati in Bulgaria (5,6 decessi per 1.000 nascite) e Romania (5,2 decessi per 1.000 nascite), mentre i più bassi sono stati registrati in Finlandia, Slovenia e Svezia (tutti 1,8 decessi per 1.000 nascite).

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