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Aifa dice sì: via libera ai vaccini per gli under 12

Palù: "Sta diventando una malattia pediatrica. La fascia di età dai 5 a 11 anni è quella che presenta i casi incidenti più frequenti".

Aifa dice sì: via libera ai vaccini per gli under 12
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L'Aifa ha detto sì. Via libera ai vaccini anti Covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni.  L'ok dell'Ema - Agenzia europea per i medicinali - era arrivato nei giorni scorsi, e a seguire è giunta nel tardo pomeriggio di mercoledì 1 dicembre 2021 anche la posizione dell'Agenzia italiana sull'impiego del  vaccino Covid di Pfizer-BioNtech.

Aifa: via libera ai vaccini per bambini

"I dati disponibili  dimostrano un elevato livello di efficacia e non si evidenziano al momento segnali di allerta in termini di sicurezza", ha detto la Commissione tecnico scientifica  dell’Agenzia italiana del farmaco.

La vaccinazione avverrà con due dosi del siero Pfizer  a tre settimane di distanza l'una dall'altra e ai bambini sarà somministrato l'equivalente di un terzo della dose data agli adulti.

Non è invece previsto al momento l'obbligo di Green pass per gli under 12.

Percorsi adeguati all'età

Il Cts ha inoltre raccomandato, per il vaccino ai bambini, quando possibile l’adozione di percorsi vaccinali adeguati all’età, separandoli quindi da quelli destinati ad adolescenti e adulti. Come del resto aveva già sostenuto il presidente Franco Locatelli pochi giorni fa, quando aveva dato la data del 23 dicembre come possibile giorno di inizio della somministrazione.

Secondo la Commissione Aifa, "sebbene l’infezione da Sars-CoV-2 sia sicuramente più benigna nei bambini, in alcuni casi essa può essere associata a conseguenze gravi, come il rischio di sviluppare la sindrome infiammatoria multisistemica, che può richiedere anche il ricovero in terapia intensiva. Lla vaccinazione comporta benefici quali la possibilità di frequentare la scuola e condurre una vita sociale connotata da elementi ricreativi ed educativi che sono particolarmente importanti per lo sviluppo psichico e della personalità in questa fascia di età".

Siero in arrivo in Europa il 13 dicembre

Dei vaccini per i bambini ha parlato oggi anche la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che ha parlato del 13 dicembre come data del possibile arrivo delle dosi in Ue. Nello stesso contesto ha anche aperto a un ragionamento da parte dell'Europa sull'obbligo vaccinale, sulla scorta di quanto già deciso da Austria e (in parte) Grecia.

Dei vaccini pediatrici aveva parlato anche il  presidente dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, Giorgio Palù, ieri a Porta a porta:

"Sta diventando una malattia pediatrica, l'incidenza è passata negli Usa dal 3 al 30% e basta guardare i dati dell'Iss. La fascia di età dai 5 a 11 anni è quella che presenta i casi incidenti più frequenti. Non solo, ma c'è il rischio per un bambino su 100 che contrae l'infezione di essere ospedalizzato".

 

Paura per la miocardite?

Molti genitori temono i possibili effetti collaterali sui loro bimbi; fra questi a fare particolarmente paura c'è la miocardite, diventata un vero e proprio spettro anche per i No vax: come dimostra il caso della trentenne ospedalizzata in gravi condizioni.

La dottoressa Elena Bozzola, Segretario Nazionale della Società Italiana di Pediatria, ha chiarito:

"Per quanto riguarda la fascia pediatrica, dai 5 anni in su, sui 2mila bambini che hanno partecipato alla sperimentazione, più i 3 milioni di bambini americani che hanno già ricevuto il vaccino e i 600 bambini in Israele, allo stato attuale non è stato riportato alcun caso di miocardite. Gli effetti collaterali limitati sono dovuti anche al fatto che la dose prevista per i bambini è ridotta, è di 10 microgrammi, e quindi un terzo della dose prevista per adulti e adolescenti. L’obiettivo è infatti   dare la massima protezione anticorpale con la minima dose di antigene, ovvero di quella sostanza che stimola la risposta immunitaria".

Qualche dato

Sebbene con numeri inferiori, e di molto, rispetto ad anziani e fragili in caso di infezione da coronavirus anche i bambini più piccoli rischiano conseguenze pesanti. Da inizio pandemia, in Italia, si sono contate oltre 791mila diagnosi di positività, 8000 ospedalizzazioni in fascia pediatrica (under19), con centinaia di ricoveri in terapia intensiva. Nella fascia 5-11 anni, oltre 250mila infezioni e più di 1.400 ospedalizzazioni.

Senza considerare i problemi del cosiddetto "long Covid", quei sintomi che anche dopo la negativizzazione possono persistere per mesi e che possono essere particolarmente problematici per i più piccoli.

"Andate dai pediatri, parlate con loro e collegatevi ai siti delle società scientifiche pediatriche sui quali potrete avere risposte a tutte le vostre domande - invitava nei giorni scorsi, rivolgendosi alle famiglie, la presidentessa della Società Italiana di Pediatria Annamaria Staiano, intervistata da Agorà -  Insieme alla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), all’Associazione Culturale Pediatri (ACP) e alla Federazione delle Società Scientifiche e delle Associazioni di Area Pediatrica (FIARPED) - abbiamo emanato un documento a favore dei vaccini, con tutte le spiegazioni sul perché i bambini di questa fascia di età devono essere vaccinati e con tutte le risposte alle tante domande che emergono in questi giorni da parte dei genitori".

Studi anche dai 6 mesi ai 5 anni

Intanto, si raccolgono dati che possano permettere di verificare efficacia e rischi delle somministrazioni anche al di sotto della fascia 5-11 autorizzata ieri. Israele, ad esempio, ha iniziato a vaccinare sin dai 6 mesi. Ancora presto per parlarne in Italia e in Europa, ma sempre Staiano anticipa che quella è la strada segnata:

"E' un percorso segnato che attende anche noi - affermava nella stessa intervista - Al momento, infatti, siamo in attesa dell’autorizzazione dell’Aifa per la vaccinazione della fascia di età 5-11 anni, ma auspichiamo che gli studi sui bambini dai 6 mesi ai 5 anni terminino presto per poi ottenere le autorizzazioni dalle agenzie regolatorie e iniziare così a proteggere anche i bambini più piccoli".

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