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Le prime risposte

L'adenovirus F41 è la causa più probabile dell'ignota epatite acuta nei bambini

Intanto la misteriosa malattia ha raggiunto anche l'Asia. Sono 190 i casi confermati nel mondo, l'Italia fra gli Stati colpiti.

L'adenovirus F41 è la causa più probabile dell'ignota epatite acuta nei bambini
Attualità 28 Aprile 2022 ore 11:08

Dopo gli 11 casi confermati in Italia di epatiti pediatriche di origine ignota, si fa sempre più incalzante la domanda circa le cause che scatenano la malattia. Anche in Europa e altrove crescono le diagnosi sui piccoli pazienti: in Inghilterra (dove sono 70 i casi sotto indagine), Scozia, Danimarca, Olanda, Spagna, Irlanda, Stati Uniti e Israele.

La Commissaria Ue alla salute Stella Kyriakides è intervenuta sulla questione:

"L'Ue segue molto da vicino la situazione, che è preoccupante, gli Stati dovrebbero condividere tutte le informazioni possibili. Al 25 Aprile erano approssimativamente 40 casi negli Stati membri finora i casi si registrano tra bambini tra un mese e sedici anni di età, la probabile origine è virale, ma abbiamo bisogno di più informazioni."

Adenovirus F41 causa più probabile dell'ignota epatite acuta dei bambini

Posto che non vi sono ancora certezze sulle cause della patologia, l'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA), in un report, ha messo sul tavolo l'ipotesi al momento più probabile:

"L'adenovirus è l'agente patogeno più comune rilevato nel 75% dei casi confermati, in particolare il ceppo di adenovirus chiamato F41 sembra la causa più probabile".

Gli scienziati stanno studiando se c'è stato un cambiamento nella composizione genetica del virus che potrebbe innescare più facilmente l'infiammazione del fegato. Nel report dell'agenzia, aggiornato al 25 aprile e diffuso dai media inglesi, si sottolinea che la maggior parte dei bambini che contraggono l'adenovirus non hanno sintomi particolarmente gravi.

Un'altra possibile spiegazione è che le misure di precauzione imposte nella pandemia potrebbero aver portato i bambini piccoli a essere esposti per la prima volta all'adenovirus in un momento successivo della loro vita rispetto a quando normalmente accade, scatenando una risposta immunitaria più vigorosa in alcuni. Non si esclude nemmeno che una recente infezione da Covid potrebbe essere un fattore scatenante per i problemi al fegato insieme all'adenovirus.

Un caso in Giappone

La misteriosa malattia ha raggiunto anche l'Asia, con un caso segnalato in Giappone dalle autorità locali il 21 aprile. Il paziente, fa sapere il sito inglese The Guardian, è risultato negativo al test per adenovirus - una possibile causa delle epatiti acute, oggetto di indagine in tutto il mondo - e Covid-19.

Finora sono stati segnalati 190 casi misteriosi di epatite acuta nei bambini, di cui 140 in Europa, principalmente nel Regno Unito (110 casi).

Funzionari del Regno Unito hanno negato un possibile collegamento tra i casi e il vaccino Covid-19, perché nessuno dei bambini affetti da epatite aveva ricevuto la vaccinazione.

La situazione in Italia

L'ultimo caso sospetto in Italia, segnalato nelle scorse ore, riguarda un bambino milanese di 4 anni ricoverato al San Paolo: le indagini sono ancora in corso e probabilmente andranno avanti ancora per qualche giorno. Dai primi riscontri, però, il piccolo paziente risulterebbe negativo sia ai virus 'classici' dell'epatite sia all'Adenovirus "incriminato". Non è a rischio di vita e le sue condizioni appaiono in via di miglioramento, tanto che al momento i medici escludono la possibilità di un trapianto di fegato, resosi invece necessario in 17 casi in tutto il mondo (su 170 di epatite a eziologia ignota, in età pediatrica, finora riscontrati dall'inizio dell'anno). Solo dopo che saranno arrivati i referti di tutti gli esami fatti, si potrà dire se il bambino è stato effettivamente colpito da una forma di epatite a origine ignota oppure no.

In Lombardia i casi confermati di epatite a eziologia sconosciuta sono 2: si tratta di 2 bambini, di 11 e di 6 anni, ricoverati a Bergamo. Nel vicino Veneto i casi confermati ammontano a sette.

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