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nuovo caso in lombardia

Epatite pediatrica ignota, primo caso sospetto a Milano: è un bimbo di 4 anni

Si attendono ulteriori accertamenti per confermare la diagnosi. Ben sette episodi sinora in Veneto.

Epatite pediatrica ignota, primo caso sospetto a Milano: è un bimbo di 4 anni
Attualità 27 Aprile 2022 ore 16:10

Dopo i due casi di epatite a eziologia ignota pediatrica confermati dal Welfare di Regione Lombardia - che il 22 aprile 2022 ha segnalato gli episodi al Ministero della Salute - ecco un terzo quadro clinico sospetto, stavolta a Milano. Mentre nel vicino Veneto sono ben sette le diagnosi confermate su bambini.

Epatite  ignota, primo caso a Milano

Come racconta Prima Milano, il sospetto che potesse trattarsi di questa ignota malattia, ai professionisti dell'ospedale San Paolo di Milano, è sorto quando un piccolo paziente di soli 4 anni ha manifestato un colorito giallognolo con valori del fegato molto alterati. I medici milanesi hanno eseguito diverse analisi, le ultime delle quali verranno svolte proprio nella giornata di oggi, mercoledì 27 aprile 2022, per appurare o escludere che si tratti di questa misteriosa epatite che sta colpendo centinaia di piccoli in tutto il continente.

In Lombardia nei giorni scorsi già due bambini di 6 e 11 anni sono stati ricoverati a Bergamo all'ospedale Papa Giovanni XXIII con diagnosi confermata, nel Milanese invece sarebbe il primo caso. Come riporta Prima Bergamo, per il ragazzino di 11 anni è stato necessario un trapianto. Casi di epatiti acute pediatriche sono stati registrati negli ultimi mesi in Inghilterra (dove sono 70 i casi sotto indagine), Scozia, Danimarca, Olanda, Spagna, Irlanda, Stati Uniti e Israele.

Sette casi in Veneto

Anche in Veneto si sono registrati i primi casi di epatite acuta pediatrica, precisamente sette, anch'essi trasmessi dalla Regione al Ministero della Salute.

I consigli dei medici

Nonostante l’apprensione fra la popolazione, i medici invitano alla calma. Angelo Di Giorgio, dell’equipe di Epatologia e gastroenterologia pediatrica e dei trapianti dell'ospedale orobico Papa Giovanni, ha sottolineato che in questo momento non ci sono evidenze che consentano di parlare di una situazione allarmante. Dai primi dati raccolti da un monitoraggio nazionale della Società italiana, gastroenterologia patologia e nutrizione pediatrica, i casi accertati di questa malattia non sarebbero in crescita.

I sintomi

Al momento si sa ancora poco sulla malattia, anche sei i casi identificati presentano tutti alcuni aspetti comuni. A partire da una grave infiammazione del fegato, che si presenta con ittero preceduto da sintomi gastrointestinali (principalmente vomito). Nel Regno Unito il 77 per cento dei bambini che hanno contratto la malattia è risultato positivo a una forma di adenovirus, famiglia di virus comuni che di norma causano semplici raffreddori.

In alcuni casi ci sono state guarigioni spontanee, nelle quali gli epatociti si sono rigenerati. In altri casi (8 in totale sinora), invece il fegato, non è riuscito a recuperare il danno ed è stato necessario un trapianto.

Fra le cause, alcuni hanno ipotizzato che i bambini si possano ammalare a causa del loro sistema immunitario più fragile, perché negli ultimi due anni sono stati poco esposti a occasioni di socialità. Un’ipotesi non confermata ancora da correlazioni scientifiche. I ricercatori, escludono invece un legame con il vaccino anti-Covid, dato che nessuno dei bambini malati era stato sottoposto all'inoculazione.

Parlando con Radio InBlu2000, Pierpaolo Sileri, il sottosegretario alla Salute, ha spiegato che nella Penisola ci sono “una decina di segnalazioni”. Sileri ha sottolineato che non bisogna cadere nell’errore di pensare che ogni caso di epatite sia di origine sconosciuta, perché, anche se rara, “questa malattia c’era anche prima”. Il sottosegretario ha aggiunto che “i casi sospetti di epatiti acute saranno probabilmente sovrastimati rispetto a quelli reali”. Molte delle segnalazioni arrivate negli ultimi giorni potrebbero essere tolte “dal computo finale” in un futuro non troppo lontano.

Pediatri, attivata rete di sorveglianza nazionale

Intanto è scattato lo stato di massima attenzione sul rischio legato alla malattia. Lo ha confermato Antonio D'Avino, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), che ha incontrato il ministro della Salute Roberto Speranza:

"La Pediatria di Famiglia ha dato immediata disponibilità, attivando una rete di sorveglianza sul territorio nazionale per i casi di epatite che si dovessero verificare. Il ministro ci ha chiesto di rafforzare l'impegno nell'attività vaccinale, in particolare contro il Covid, alla luce della ripresa dell'epidemia in alcune aree della Cina, costrette al lockdown. Fimp invierà le indicazioni del Ministero, perché si attivi uno stato di massima attenzione sul rischio della malattia".

CONTINUA: Ecco qual è la causa più probabile dell'ignota epatite acuta nei bambini

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