E’ finito lo spoglio delle elezioni legislative in Israele, quelle per il rinnovo del Parlamento Knesset, le prime dopo l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Nello Stato ebraico si è votato martedì 27 ottobre 2026: ai seggi si è presentato il 77,7% degli aventi diritto, affluenza record e livello più alto da oltre vent’anni.
L’esito finale delle elezioni ha confermato quanto emerso a metà spoglio: lo schieramento di estrema destra del Premier uscente Benjamin Netanyahu (a capo del partito Likud) ha superato il principale blocco di opposizione rappresentato dal centrista ex generale Gadi Eisenkot (a capo di Yashar!).
Ma nonostante la vittoria elettorale, i numeri non consentono a Netanyahu di avere la maggioranza alla Knesset. La sua coalizione, infatti, non ha raggiunto la soglia minima per avere la maggioranza, cioè 61 seggi.
Netanyahu ha infatti ottenuto 53 dei 120 seggi che compongono il parlamento monocamerale di Israele. Eisenkot, invece, ha conquistato 48 seggi. Tra i due schieramenti c’è quindi una differenza di soli cinque seggi.
Tra loro, tuttavia, c’è stato l’exploit dei partiti arabi: Raam e Lista Unita si aggiudicano complessivamente 19 seggi della Knesset, ponendosi come “ago della bilancia” nella formazione del governo.
Nonostante ciò, Netanyahu ha già escluso la possibilità di formare un governo di coalizione appoggiato dai partiti arabi. In questa fase, quindi, in Israele si aprono negoziati per la ricerca di alleanze trasversali o compromessi. Una situazione che sarà necessaria per evitare un ritorno anticipato alle urne.
Questa prospettiva, tuttavia, è molto probabile: analisti e media internazionali lo considerano lo scenario possibile per superare l’impasse parlamentare e raggiungere una maggioranza definita.
L’esito finale del voto si conoscerà solo il 4 novembre 2026, quando il Presidente Isaac Herzog confermerà i risultati. Da quel momento cominceranno le consultazioni, con l’assegnazione del mandato di formazione del governo che durerà alcune settimane. Se nessuno dei candidati troverà un accordo entro i termini previsti dalla legge, allora la Knesset si scioglierà e si tornerà alle urne (per la sesta volta in pochi anni).