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Caso Youssef Siher, il gip non convalida l’arresto. Meloni: “E’ vergognoso”. Dura replica del Tribunale di Milano

Il Tribunale ha affermato: "Dichiarazioni irricevibili: scarsa conoscenza – reale o mascherata – degli istituti giuridici di uno stato di diritto"

Caso Youssef Siher, il gip non convalida l’arresto. Meloni: “E’ vergognoso”. Dura replica del Tribunale di Milano
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Nella giornata di mercoledì 28 ottobre 2026, Tiziana Landoni, gip del Tribunale di Milano, non ha convalidato l’arresto e la misura cautelare in carcere di Youssef Siher, che la Procura meneghina aveva fermato lo scorso sabato 24 ottobre 2026. Il ricercatore 30enne era finito sotto indagine per istigazione a delinquere con la finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, poiché considerato amministratore delle pagine social “Movimento 17 Ottobre”, nate a seguito delle violente proteste, degli scontri e dei saccheggi nel capoluogo lombardo avvenuti tra il 17 e 18 ottobre 2026.

Youssef Siher in carcere, indagato per istigazione a delinquere
Youssef Siher

La giudice per le indagini preliminari ha respinto l’impianto accusatorio della pm Francesca Crupi, titolare dell’inchiesta con il procuratore Marcello Viola, e non ha disposto alcuna misura restrittiva alternativa. Sono state considerate insufficienti le motivazioni presentate dalla Procura per fermare e per tenere in carcere Siher.

Dura reazione di Meloni, Salvini e Tajani

Ma a poco tempo di distanza dalla notizia della liberazione di Youssef Siher, sulla decisione della gip Landoni si sono espressi duramente i principali esponenti del Governo, in particolare la Premier Giorgia Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.

La Presidente del Consiglio, nel dettaglio, ha pubblicato sui suoi canali social un video nel quale ha definito “vergognosa” la scelta del Tribunale di Milano. Nel filmato, inoltre, ha erroneamente detto che Siher “incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano“. Il 30enne, tuttavia, non è ritenuto responsabile dei disordini e dei saccheggi avvenuti il 17 e il 18 ottobre, ma secondo gli inquirenti avrebbe approfittato di quelle proteste per organizzare altre manifestazioni per sabato 24 ottobre.

Matteo Salvini, invece, ha affermato:

“Youssef Siher, accusato di istigazione a delinquere con finalità terroristica, torna a casa: per una giudice non è abbastanza pericoloso da restare in carcere. E se alle prossime manifestazioni ci saranno nuove violenze e danni, CHI PAGHERÀ? La giudice? Youssef?”.

Qui di seguito, invece, le parole di Antonio Tajani, il quale ha insistito dicendo falsamente che Siher era “considerato uno dei principali fautori delle violenze compiute a Milano la scorsa settimana”.

La risposta del Tribunale di Milano

A stretto giro, tuttavia, è giunta la replica del Tribunale Ordinario di Milano, a firma di Vincenza Maccora (Presidente Sezione GIP – GUP) e Fabio Roia (Presidente del Tribunale), il quale però non fa riferimento esplicito ai rappresentanti governativi in questione:

“Le dichiarazioni di alcuni esponenti politici di rilievo ricoprenti anche cariche istituzionali rilasciate all’esito della decisione della giudice del Tribunale di Milano sono irricevibili ed evidenziano una scarsa conoscenza – reale o mascherata – degli istituti giuridici di uno Stato di diritto.

La responsabile libertà di giudizio non può risentire di aspettative politiche o di suggestioni estranee al procedimento. La decisione può essere criticata ed impugnata con i mezzi previsti dall’ordinamento ma gli attacchi alla persona a cui compete di giudicare in un contesto sociale obiettivamente complesso devono essere respinti. Ai Dirigenti degli Uffici Giudiziari – come ricordato dallo stesso Consiglio Superiore della Magistratura – spetta il compito di vigilare affinché il giudice lavori con serenità, competenza ed equilibrio, appartenendo ad un ordine terzo ed indipendente che deve interpretare e applicare la Legge e anche il dovere di ristabilire pubblicamente la credibilità e la dignità della funzione giudiziaria.

La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione”.