Guerra

Trump parla ancora di un incontro Zelensky-Putin: “Molto presto”

Intanto regge la tregua per operazione umanitaria nella cittadina di Oleshky, ma non si fermano gli attacchi reciproci sui territori di Ucraina e Russia

Trump parla ancora di un incontro Zelensky-Putin: “Molto presto”
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Sullo sfondo della tregua di Oleshky, cittadina della regione meridionale di Kherson, per un’operazione umanitaria, il Presidente USA Donald Trump, dalla Casa Bianca, è tornato a parlare di guerra tra Ucraina e Russia. In particolare, interpellato dalla stampa, ha detto la sua su un possibile incontro tra Zelensky e Putin:

“Verrà organizzato molto presto e credo che si possano fare notevoli progressi”.

Dichiarazioni che il Presidente degli Stati Uniti ha rilasciato diverse volte da quando è tornato nello Studio Ovale a oggi, senza però entrare mai nei dettagli di un faccia a faccia reale tra le parti coinvolte nel conflitto.

Le diplomazie americane e internazionali continuano a lavorare per avvicinare Ucraina e Russia quantomeno a un tavolo di trattative, tuttavia veri passi avanti non sono ancora stati raggiunti, con il fronte bellico di missili, droni e bombe che continua a imperversare.

La tregua di Oleshky

Ancora lontano da un cessate il fuoco definitivo, la guerra russo-ucraina, come anticipato, ha visto uno spiraglio di tregua negli attacchi a Oleshky, iniziata martedì 27 ottobre 2026 e che dovrebbe durare fino a domenica 1° novembre 2026. A mediare nei rapporti è stata la First Lady USA Melania Trump.

La cittadina del Kherson sulla riva orientale del fiume Dnipro, tra i fronti del conflitto più crudi, prima dell’invasione del febbraio 2022 contava circa 24.000 abitanti. Oggi, secondo le stime, restano tra 1.700 e 2.000 persone, comprese decine di bambini. Oleshky ha subito gravi distruzioni ed è stata devastata anche dalle inondazioni seguite al crollo della diga di Kakhovka, nel giugno 2023. La situazione umanitaria è drammatica.

L’operazione prevede innanzitutto la verifica della sicurezza dei percorsi, quindi l’ingresso di medici, cibo, acqua e farmaci, prima dell’apertura dei corridoi per evacuare chi desidera lasciare la città.

Ancora attacchi

Sul resto dei territori, sia di Ucraina, sia di Russia, non si arrestano i lanci di bombe e missili.

Il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, come riportato da Ukrinform, ha affermato:

“È stato registrato un attacco nemico nel distretto Osnovianskyi di Kharkiv. Si sta valutando l’entità dei danni”.

Sarebbe stato colpito un edificio residenziale e alcune persone sarebbero rimaste bloccate all’interno.

“Ci sono notizie preliminari riguardo a delle vittime; il loro numero e le loro condizioni sono in fase di accertamento” ha aggiunto.

Nelle sue ultime più recenti dichiarazioni, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che Mosca desidera un accordo separato con la Nato o con gli Stati Uniti, ponendo richieste come “garanzie di sicurezza” nel contesto dei negoziati.

“Non è la prima volta che la Russia solleva, in una forma o nell’altra, la questione delle garanzie di sicurezza secondo la propria visione – ha detto Zelensky, il quale ritiene che il Cremlino potrebbe nuovamente chiedere alla Nato di ritirare le infrastrutture da alcuni dei suoi Stati membri – Credo che qualsiasi ritiro, qualsiasi passo indietro in termini di sicurezza, sia un segno di debolezza per l’alleanza”.

Il Cremlino, invece, ha riferito che le forze di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto 531 droni ucraini nei territori delle regioni di Belgorod, Bryansk, Voronezh, Kaluga, Kursk, Lipetsk, Oryol, Rostov, Ryazan, Smolensk, Tambov, Tula e nella regione di Mosca.

Il viceministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov, citato da Tass, ha recentemente affermato che Mosca contrasterà i tentativi del “partito della guerra” nelle capitali europee di interrompere gli imminenti negoziati ad Abu Dhabi per la soluzione del conflitto in Ucraina , sostenuti dagli Stati Uniti:

“L’esperienza degli incontri passati dimostra in generale una vigorosa opposizione da parte del cosiddetto ‘partito della guerra’, rappresentato principalmente nelle principali capitali europee, agli approcci di buon senso promossi dall’amministrazione Trump. Ciò crea false illusioni a Kiev, portando a un prolungamento del conflitto. Lo abbiamo già visto in passato”.